(TEMPOITALIA.IT) Una saccatura atlantica porterà entro venerdì un’autentica svolta invernale sulle Alpi: fiocchi fin sotto i 1300 m, accumuli che nelle conche di Valle d’Aosta e Ossola potranno toccare 1,5 m e raffiche tempestose dai quadranti occidentali renderanno proibitive le condizioni in quota.
Quando e dove arriveranno i fiocchi
L’avanguardia del sistema perturbato sfonderà già nelle prossime ore sui versanti occidentali dell’arco alpino. I primi fiocchi imbiancheranno Valle d’Aosta e Alpi Piemontesi, mentre con l’avanzare della notte il manto bianco avvolgerà anche Lombardia settentrionale e rilievi di Trentino-Alto Adige. La quota neve scivolerà rapidamente verso i 1300–1500 m, localmente più in basso nei fondovalle più freddi.
Accumuli previsti e zone più colpite
Dalle simulazioni dei principali modelli previsionali emerge un potenziale davvero generoso:
- oltre i 2000–2500 m, la neve cadrà incessantemente fino a venerdì 24 ottobre;
- tra le valli di Ossola e la parte occidentale della Valle d’Aosta, lo spessore potrà sfiorare 1 m, con picchi di 150 cm nelle conche soggette ad accumulo eolico;
- sul resto della catena alpina occidentale si stimano cumulate fra 60 e 90 cm, in attenuazione procedendo verso est.
Venti, visibilità e rischio tormente
L’afflusso d’aria umida sarà accompagnato da correnti tese di libeccio e maestrale. Sui crinali più elevati sono attese raffiche oltre i 90 km/h, capaci di innescare tormente, sollevare neve farinosa e ridurre la visibilità a pochi metri, complicando il transito sui valichi di confine.
Gli effetti in montagna
- Pericolo valanghe in rapido aumento: il deposito di neve fresca e ventata su pendii ripidi potrà generare instabilità marcate già a partire da quota 2000 m.
- Viabilità a rischio: strade di montagna e passaggi alpini potranno subire chiusure temporanee per neve e ghiaccio; preallerta per i collegamenti di Colle del Gran San Bernardo, Piccolo San Bernardo e passaggi secondari.
- Spinta al turismo invernale: il nuovo innevamento potrebbe consentire un’apertura anticipata degli impianti sciistici, regalando ossigeno all’economia locale dopo l’autunno insolitamente mite.
Consigli pratici
- Seguire gli aggiornamenti di Protezione Civile e servizi nivometeorologici regionali.
- Pianificare con anticipo gli spostamenti, dotandosi di equipaggiamento invernale obbligatorio.
- Valutare con prudenza ogni attività outdoor sopra i 1500 m, attendendo la stabilizzazione del manto nevoso.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)






