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Bolla nuvolosa in arrivo sull’Italia: una novità nell’Alta Pressione africana

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Nov 2025 - 16:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Una bolla nuvolosa interesserà l’Italia assieme al pulviscolo del Sahara nei prossimi giorni, infatti l’anticiclone africano si espanderà verso nord, proiettandosi soprattutto verso la Francia e in parte verso la Penisola Iberica, interesserà anche l’Italia.

Si verificherà una situazione meteorologica che è affine al tempo di alta pressione autunnale, soprattutto a partire da novembre: succede quando si realizza un’intrusione di aria calda che va a scontrarsi con aria più fresca preesistente, si genera evaporazione e soprattutto contrasto termico. Questo fenomeno è particolarmente riscontrabile in alcune regioni italiane: il nome gli viene attribuito in Liguria, ma se ne parla anche sul nord-ovest della Toscana. Si tratta di addensamenti nuvolosi particolarmente insidiosi che rendono il cielo grigio e cupo, a tratti anche piovoso, ma con piogge leggere: la pioviggine.

 

Questa situazione meteo succede soprattutto con l’alta pressione, quando si instaurano correnti meridionali, e tali correnti vanno a formare addensamenti nuvolosi più o meno sparsi su varie regioni italiane, specialmente nel settore tirrenico più esposto al regime di alta pressione africana che si sta per espandere verso nord. Quella che avremo sarà un’espansione quasi esplosiva, con un’area di alta pressione ben strutturata che si formerà in poche ore, emergento a tutte le quote atmosferiche, e portando lo zero termico molto in alto, nuovamente superando i 3000 metri di quota, e temperature elevate soprattutto in montagna, in particolare le Alpi occidentali.

Non si percepire alcune variazione, forse, in Valle Padana.

 

Nei bassi strati atmosferici, l’alta pressione presente sia al suolo sia in quota, con valori molto elevati, tenderà a comprimere l’aria: infatti vi abbiamo parlato anche di Heat Dome. In questo contesto, succede che l’aria umida venga confinata ai bassi strati atmosferici e quindi si formano foschie, ma soprattutto banchi nuvolosi diffusi, specialmente a ridosso delle coste settentrionali del Mar Mediterraneo centro-occidentale. Queste nubi vanno a coinvolgere anche aree italiane oltre che la Liguria, la Costa Azzurra e il Golfo del Leone, espandendosi in parte verso la Catalogna; a volte vengono coinvolte anche Sardegna e Sicilia, le rgioni tirreniche italiane.

 

Questo fenomeno è molto più probabile in primavera, ma si può realizzare anche in autunno, proprio per i contrasti termici. Eppure c’è l’alta pressione e ci sarebbe dovuto essere bel tempo. Inoltre, con l’incremento della pressione atmosferica, si avrà un ulteriore – per così dire – schiacciamento dell’aria nei bassi strati, e allora ecco che potrebbero emergere le prime nebbie in forma più diffusa sulla Pianura Padana.

 

Nel corso dei giorni, le nebbie diventeranno sempre più di frequente nubi basse sulla Val Padana. Questo tipo di tempo viene chiamato in Liguria maccaja: fenomeno atmosferico che richiama il bel tempo, in qualche maniera, ma che invece in questa stagione porta molte nubi.

Si forma una sorta di bolla nuvolosa che si espande verso nord e che annulla l’effetto della radiazione solare in molte località.  Ecco anche perché, in varie aree pianeggianti italiane non è attesa un’ondata di calore. Peraltro, una situazione con analogie similari si è verificata nella Francia centrale, dove alcune località hanno avuto temperature molto basse durante il giorno a causa della ridottissima radiazione solare e della presenza di nubi molto basse.

 

Questi fenomeni sono tipici della stagione invernale e sono conosciutissimi in Pianura Padana, dove si formano in condizioni un po’ diverse: qui sono nebbie che poi, con il prolungarsi dello stazionamento dell’alta pressione, si sollevano dando luogo a nubi basse e a un clima uggioso e buio per molti giorni. Insomma, una sorta di nuvolosità da bel tempo, cosa che in effetti non succede solo in Italia. Pensate che con l’Anticiclone delle Azzorre sull’Oceano Atlantico i contrasti termici e i venti che soffiano da nord generano addensamenti nuvolosi sulle Isole Azzorre e anche su Madeira e sui versanti settentrionali delle Isole Canarie – eppure da quelle parti è presente l’alta pressione.

 

Una situazione similare succede anche in Siberia, anche se il contesto è molto diverso, dove molto spesso la situazione meteorologica, anche se da quelle parti le temperature sono estremamente basse, vede la formazione di nubi molto compatte e diffuse che non si sollevano alte dal suolo, riducendo quindi la radiazione solare e favorendo un progressivo abbassamento della temperatura su vastissime aree, soprattutto pianeggianti.

 

Infatti, il gelo della Siberia è confinato soprattutto nelle aree di pianura e negli altopiani, mentre sulle montagne che circondano il settore orientale della Siberia si registrano temperature superiori. Il freddo siberiano deriva da un’inversione termica che diventa persistente nel tempo. D’altronde è proprio la mancanza di sole e la presenza di alte pressioni a generare le condizioni di maggior freddo. Un po’ quello che succede in assenza di irruzione di aria artica o siberiana in Pianura Padana dove il freddo invernale si autogenera.

 

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Tags: anticiclone africanocorrenti meridionaliinversione termicamaccajanubi bassepianura Padanaradiazione solare
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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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