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Meteo: calma apparente, da metà mese rischio temporali autorigeneranti in 5 regioni

Luca Martini di Luca Martini
08 Nov 2025 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’Italia si appresta a vivere una fase meteo in rapida evoluzione. Dopo giorni di cieli stabili, foschie in pianura e temperature sopra la media, la seconda parte di Novembre potrebbe presentarsi con un volto ben diverso. Le simulazioni più autorevoli delineano un passaggio da condizioni anticicloniche ad assetti più dinamici, con il ritorno delle perturbazioni atlantiche e il rischio di piogge persistenti su Nord Italia e medio alto Tirreno. Uno scarto netto, reso più evidente dal tepore dell’Estate di San Martino, ma coerente con la climatologia del mese, quando il Mediterraneo funge da serbatoio di calore e umidità pronto a innescare fenomeni intensi se stimolato da saccature efficaci.

Non è la prima volta che Novembre alterna stabilità e fasi di maltempo organizzato: è il periodo dell’anno in cui il contrasto tra aria subtropicale e impulsi nord atlantici può produrre onde lunghe del getto, blocchi temporanei e rapidi cambi di scena. Proprio questa alternanza, dopo una settimana relativamente tranquilla, potrebbe lasciare il posto a un episodio perturbato più incisivo, con accumuli localmente elevati e criticità idrogeologiche dove il terreno è già saturo o la morfologia favorisce il deflusso rapido.

 

Anticiclone in ritirata: l’asse si sposta e riapre la porta atlantica

Tra 11 e 14 Novembre il cuneo anticiclonico di matrice subtropicale tenderà a dominare ancora la scena su Italia ed Europa centro occidentale, sostenendo temperature insolitamente miti per il periodo. Dalla metà del mese, però, l’alta pressione sposterà il proprio asse verso l’Europa orientale e i Balcani, indebolendo la protezione sulle nostre regioni settentrionali e tirreniche. Questo scivolamento consentirà alle correnti umide nord atlantiche di riaffacciarsi su Spagna, Francia, Regno Unito e progressivamente sul Nord Italia.

Il risultato atteso è un graduale ritorno delle precipitazioni a partire dal 15 Novembre, con coinvolgimento via via maggiore di Liguria, Piemonte, Lombardia, Alto Piemonte e settori di alta Toscana e Emilia occidentale. Il rientro del flusso di sudovest, tipico delle fasi prefrontali, porterà nubi consistenti e piogge organizzate sui versanti esposti, mentre la quota neve rimarrà inizialmente alta per l’eredità termica dei giorni precedenti.

 

Perché il rischio cresce tra Liguria, alto Tirreno e Nord Ovest

Quando una saccatura atlantica si blocca o rallenta a ovest del Mediterraneo, il richiamo meridionale convoglia aria calda e molto umida verso l’arco ligure e l’Appennino tosco emiliano. L’orografia agisce da “rampa di lancio”: i venti di Libeccio e Scirocco impattano sui rilievi, forzano la risalita e intensificano la condensazione. Il Mar Ligure, ancora relativamente mite a Novembre, fornisce ulteriore vapore acqueo. In queste condizioni si possono formare sistemi temporaleschi stazionari o a rigenerazione, i cosiddetti temporali auto rigeneranti a “V”, capaci di scaricare piogge ingenti sempre sulle stesse aree per molte ore.

I settori più vulnerabili, come Levante ligure, Ponente genovese, Lunigiana e aree prealpine di Alto Piemonte e Alta Lombardia, hanno già sperimentato in passato episodi di precipitazioni estreme con accumuli notevoli in tempi brevi. La combinazione di orografia, linee di convergenza al suolo, mari tiepidi e ventilazione persistente da sudovest è un innesco noto per eventi alluvionali localizzati. In presenza di un minimo al suolo poco mobile tra Golfo del Leone e Mar Ligure, il rischio di piogge stazionarie tende a crescere, soprattutto se la ventilazione in quota allinea il flusso con le linee convettive.

 

La fase critica: 15-20 Novembre con precipitazioni insistenti

Gli scenari più plausibili inquadrano una sequenza di impulsi perturbati tra 15 e 20 Novembre, con piogge in progressione dal Nord Ovest verso l’alto Tirreno e successivamente parte del Centro. In questo arco temporale, le aree montuose e pedemontane potrebbero ricevere gli accumuli maggiori, anche superiori alla media del periodo, specie se si instaureranno bande convettive autorigeneranti. L’Appennino ligure e quello tosco emiliano funzioneranno da spartiacque: sui versanti esposti a sudovest la forzante orografica potrà esaltare i rovesci, mentre sul lato padano la distribuzione della pioggia dipenderà dall’eventuale risalita delle linee di convergenza e dalla durata della ventilazione umida.

La quota neve inizialmente resterà elevata sulle Alpi per l’inerzia termica della fase anticiclonica. Se, nella parte finale della settimana, subentrerà aria più fresca dall’Atlantico settentrionale, i fiocchi potrebbero scendere verso quote medie, con apporti più significativi solo nei settori più interni e laddove le precipitazioni saranno più intense. Non si esclude una temporanea flessione termica anche sull’Appennino settentrionale, ma l’elemento dominante resterà la pioggia.

 

Temporali V shaped: cosa sono e perché preoccupano il Mar Ligure

I temporali a struttura a “V” sono sistemi convettivi in cui la parte a monte della cella viene continuamente alimentata da aria calda e umida. Visti dal radar o dal satellite, assumono la forma di una V con il vertice rivolto verso l’area di rigenerazione. Nel Mar Ligure possono formarsi quando linee di convergenza al suolo si allineano con il flusso in quota, mantenendo stazionaria la sorgente convettiva. Se la corrente a 850 hPa da sud o sudest persiste per ore e il getto in quota scorre parallelo, la cella si autoalimenta e scarica precipitazioni eccezionali su porzioni di territorio relativamente piccole, con conseguenze che possono essere gravi per corsi d’acqua minori, versanti instabili e zone urbane.

La presenza di mare caldo rispetto all’aria sovrastante, lo shear del vento favorevole e l’influenza dell’Appennino e dell’entroterra padano che modulano i flussi al suolo creano una combinazione micidiale. È per questo che, quando le mappe mostrano saccature lente sul Mediterraneo occidentale e un flusso meridionale umido diretto sul Mar Ligure, gli esperti richiamano l’attenzione su potenziali temporali stazionari e su accumuli oltre soglia in poche ore.

 

Quanto è fondato parlare di “rischio alluvioni” a metà mese

Le proiezioni a media gittata non sono mai certezze, ma strumenti probabilistici. La tendenza verso un riattivarsi del flusso atlantico e una maggiore instabilità tra 15 e 20 Novembre è coerente con lo spostamento dell’anticiclone verso est e con l’ingresso di correnti sudoccidentali più umide. Parlare di “rischio alluvioni” in senso stretto richiede sempre conferme ravvicinate e valutazioni puntuali di bacino, ma il quadro sinottico atteso giustifica un’attenzione elevata su Liguria, alta Toscana, Alto Piemonte e Alta Lombardia, dove la combinazione di orografia, mari ancora miti e possibili stazionarietà dei sistemi convettivi può generare criticità anche in tempi brevi.

Nei giorni precedenti all’evento, saranno cruciali gli aggiornamenti a scala sinottica e i prodotti d’impatto, come gli indici di anomalia delle precipitazioni e i segnali di stazionarietà dei fronti, che aiutano a individuare le aree più esposte. Una volta avviata la fase perturbata, la previsione ora per ora, supportata da radar e satelliti, diventa decisiva per cogliere eventuali rigenerazioni sui medesimi settori.

 

Cosa attendersi subito dopo la fase più attiva

Conclusa la finestra più critica, lo scenario resta dinamico. Un nuovo temporaneo rinforzo dell’alta pressione non è escluso, ma il canale atlantico appare in grado di restare attivo a fasi alterne, mantenendo il Nord e l’alto Tirreno in una zona di passaggio tra correnti umide e rimonte più miti. La distribuzione delle piogge continuerà a seguire la direttrice dei flussi: dove l’orografia intercetta il sudovest e il mare fornisce calore latente, la pioggia potrà insistere più a lungo rispetto alle pianure più interne.

 

In breve, tra 11 e 14 Novembre ancora anticiclone e clima mite. Da metà mese progressivo cambio di scena con correnti nord atlantiche in ingresso, piogge in aumento dal Nord Ovest verso l’alto Tirreno e rischio di fenomeni intensi laddove potranno instaurarsi temporali stazionari a rigenerazione. Tra 15 e 20 Novembre finestra potenzialmente critica per Liguria, alta Toscana, Emilia occidentale, Alto Piemonte e Alta Lombardia, con possibili accumuli elevati e locali criticità idrogeologiche. Restano necessari monitoraggi e conferme ravvicinate per la definizione dei dettagli.

Credit: ECMWF, EUMETSAT, Hydrology and Earth System Sciences, Springer Nature – Extreme convective precipitation in Liguria, Copernicus Climate Change Service, Met Office (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: anticiclone subtropicaleMar Ligurerischio alluvionisaccatura atlanticatemporali autorigenerantitemporali v-shaped
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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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