(TEMPOITALIA.IT) In questi due giorni l’Italia assaporerà un assaggio di stabilità atmosferica, complice un campo di alta pressione che garantisce cieli per lo più sereni e temperature miti. Non si tratta però di un dominio robusto: l’anticiclone è fragile e basterà poco, a fine settimana, per cambiarne gli equilibri. Prima di allora il quadro resterà gradevole soprattutto lungo il versante tirrenico e sulle grandi isole, dove i termometri potranno spingersi fino a 20-21 °C nelle ore più calde, valori tipici delle fasi anticicloniche di inizio Novembre.
Sulle pianure del Nord rientreranno in scena le nebbie, soprattutto tra Lombardia, Piemonte ed Emilia. Saranno più insistenti nelle ore notturne e al primo mattino, specie giovedì, lasciando spazio a schiarite e cieli più puliti nelle ore centrali del giorno. In montagna il Sole prevarrà grazie all’inversione termica, con aria più fredda e umida in basso e più mite e limpida in quota, una dinamica tipica dell’autunno e dell’inverno sul nostro Paese.
Da venerdì 7 Novembre 2025 lo scenario cambia: una nuova fase perturbata raggiungerà il basso Mediterraneo e inizierà a risalire verso l’Italia, inaugurando un fine settimana molto più dinamico e instabile.
Perché l’alta pressione regge poco
L’anticiclone che in queste ore protegge lo Stivale non è accompagnato da una struttura in grado di bloccare le ondulazioni atlantiche. La circolazione a grande scala resta ondulata, con saccature che scivolano da ovest verso est e trovano un varco sul Mediterraneo centrale. In pratica l’aria mite e stabile in quota convive con aria più fresca e umida nei bassi strati, favorendo foschie e nebbie al Nord e un clima più tiepido in collina e in montagna. Questo equilibrio è delicato: basta l’avvicinamento di una saccatura a smantellarlo e a riportare piogge e vento.
Inversione termica e nebbie in pianura
Con inversione termica la temperatura, invece di diminuire salendo di quota, aumenta per uno spessore variabile dell’atmosfera. Quando accade sotto un anticiclone autunnale, l’aria vicino al suolo ristagna e si raffredda di notte, mentre l’aria in quota resta più mite. Il risultato è duplice. In pianura compaiono nebbie talvolta dense, che limitano la visibilità e mantengono le massime più basse. In quota il cielo è spesso sereno e l’aria asciutta, con sensazione di mitezza anche a 1000 1500 metri. È il motivo per cui tra oggi e giovedì vedremo pianure grigie e Alpi e Appennini in pieno Sole.
Venerdì 7 novembre: piogge in arrivo da ovest
Dalla tarda notte su Sardegna e Sicilia si affaccerà un fronte atlantico sospinto da correnti di libeccio e scirocco. La risalita di aria umida dal basso Mediterraneo alimenterà rovesci e temporali, localmente intensi, con i primi fenomeni più organizzati lungo i settori esposti della Sardegna orientale e della Sicilia. Nel corso del giorno i rovesci potranno estendersi verso Calabria, Campania e Lazio, mentre più a nord si potranno osservare nubi e locali pioviggini su Toscana e Liguria, in un contesto di venti tesi meridionali e mari fino a molto mossi sui bacini occidentali.
La forzante principale sarà il contrasto tra aria più fredda in quota, in discesa dal Nord Atlantico, e una superficie marina ancora relativamente mite per la stagione. Questo gradiente termico verticale è il carburante che rende reattivi i fronti in autunno e che, in presenza di convergenze locali, può innescare temporali a rigenerazione lenta.
Sabato 8 novembre: la perturbazione scivola verso il Sud
Sabato la prima perturbazione si sposterà verso levante interessando gran parte del Sud Italia. Le piogge insisteranno su Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con possibili temporali lungo i versanti ionici e tirrenici in funzione delle linee di convergenza al suolo. Sui litorali e sui rilievi esposti le precipitazioni potranno risultare più abbondanti per effetto stau. La ventilazione meridionale resterà sostenuta, con raffiche in rinforzo sui canali delle isole maggiori, mentre al Centro si alterneranno schiarite e rovesci sparsi, più probabili tra Basso Lazio e Campania settentrionale.
Alle spalle di questo fronte, tra sabato sera e notte, un secondo impulso più attivo approccerà di nuovo Sardegna e Sicilia occidentale. I segnali sono coerenti con una ciclogenesi sul Mar Tirreno alimentata da aria fredda in quota e un flusso meridionale caldo umido al suolo.
Tra domenica 9 e lunedì 10 novembre: ciclone sul Tirreno e maltempo diffuso al Centro Sud
Il secondo sistema è quello da seguire con maggiore attenzione. Gli ingredienti in gioco indicano la possibile formazione di un minimo barico profondo nel cuore del Tirreno, dove i contrasti tra basse e alte quote possono raggiungere valori marcati. In presenza di questi contrasti, i nuclei convettivi possono assumere caratteristiche semi stazionarie oppure organizzarsi in sistemi a mesoscala con precipitazioni localmente molto intense. Sardegna e Sicilia saranno di nuovo in prima linea, poi i fenomeni si estenderanno a gran parte del Centro Sud tra domenica 9 e lunedì 10 Novembre 2025. Non si escludono grandinate, colpi di vento e piogge a carattere di nubifragio laddove le bande convettive si allineano ai venti in quota.
La dinamica resterà pienamente autunnale. L’alimentazione fredda dall’oceano, pur mitigata dal passaggio sul mare, manterrà le temperature in quota piuttosto basse e favorirà rovesci a sviluppo rapido. Il calo termico sarà avvertibile soprattutto sulle regioni centrali e, a tratti, anche al Nord, dove tuttavia i fenomeni risulteranno più marginali rispetto al Centro Sud. Sulle pianure settentrionali, a seconda delle schiarite, le minime potranno scendere su valori tipici della seconda decade di Novembre, mentre al Sud l’effetto dei venti di scirocco manterrà le minime più elevate prima del transito dei fronti.
Piogge utili ma attenzione ai fenomeni intensi
Le precipitazioni abbondanti previste tra fine settimana e inizio settimana successiva possono contribuire a rimpinguare le riserve idriche del Mezzogiorno, dove l’autunno spesso decide il bilancio dell’annata. Allo stesso tempo l’assetto barico e termodinamico suggerisce di considerare plausibile una distribuzione eterogenea delle piogge, con accumuli molto elevati su aree ristrette ed effetti più modesti a breve distanza. È il comportamento tipico dei temporali autunnali sul Mediterraneo quando i venti al suolo convogliano aria calda e umida contro rilievi e coste esposte. In questi frangenti possono comparire raffiche superiori a 90 100 km h nelle aree costiere e sui crinali, oltre a mareggiate nei tratti più esposti del Tirreno e dello Ionio.
Cosa c’è dietro: dall’Atlantico al Mediterraneo
La sequenza rapida di impulsi nasce da un treno d’onda che affonda dal Nord Atlantico verso la Penisola Iberica e il Mar di Alborán, poi si allunga sul Tirreno. La presenza di acque superficiali ancora relativamente miti rispetto all’aria in quota esalta i contrasti e può agevolare la formazione di minimi secondari sul mare. In alcuni casi la struttura depressionaria sul Mediterraneo può acquisire parzialmente un nucleo caldo in fase matura, ma nella maggior parte degli episodi autunnali sull’Italia la componente baroclinica resta dominante. Il risultato sono depressioni compatte e veloci, capaci di organizzare linee temporalesche e di risucchiare forte umidità dal Canale di Sicilia e dal Canale di Sardegna.
Temperature e venti: come cambiano nei prossimi giorni
Tra mercoledì e giovedì le massime più elevate si registreranno lungo il Tirreno e sulle isole maggiori, con punte di 20-21 °C, mentre le pianure del Nord resteranno condizionate da inversioni e locali nebbie. Da venerdì in poi la nuvolosità diffusa e la ventilazione meridionale modificheranno la percezione del clima: le minime tenderanno a salire al Sud prima del passaggio dei fronti, poi caleranno dietro i sistemi più attivi. Al Centro e su parte del Nord si avvertirà un calo termico più netto nel corso del weekend, in particolare dove il maltempo riuscirà a sfondare con maggiore continuità.
Le previsioni per il weekend in sintesi
Venerdì 7 Novembre 2025 piogge e temporali su Sardegna e Sicilia, in estensione entro sera a Calabria, Campania e Lazio.
Sabato 8 Novembre 2025 instabilità diffusa al Sud, con nuovo impulso in ingresso su Sardegna e Sicilia occidentale dalla sera.
Domenica 9 e lunedì 10 Novembre 2025 ciclone sul Tirreno e maltempo più organizzato su gran parte del Centro Sud, fenomeni localmente intensi.
Riassumendo, avremo due giorni ancora con stabilità, nebbie al Nord e mitezza al Centro Sud, poi da venerdì 7 Novembre una fase di maltempo tornerà a interessare prima le isole maggiori e a seguire molte regioni del Centro Sud, con rovesci e temporali a tratti intensi e un calo termico più sensibile nel weekend. La dinamica è tipicamente autunnale, sostenuta da aria più fredda in quota che scorre sopra un mare ancora mite, il mix ideale per piogge abbondanti ma irregolari.
Credit: ECMWF, EUMETSAT EUMeTrain, World Meteorological Organization, Copernicus Climate Change Service, NOAA Climate Prediction Center




