
(TEMPOITALIA.IT) Mentre il maltempo inizia a lambire parte del Sud Italia, le simulazioni numeriche indicano un rapido cambio di scena nella prossima settimana, con un promontorio subtropicale in risalita dal Nord Africa verso il Mediterraneo occidentale. È la configurazione che, da tradizione, riconosciamo come Estate di San Martino. Non sarà un’ondata interminabile, ma abbastanza intensa da farsi notare nelle massime e nel cielo spesso limpido sopra colline e rilievi.
Il quadro che matura tra Spagna, Francia e Italia non è propriamente estivo, bensì di un breve respiro caldo che si inserisce in un mese normalmente altalenante. Il punto chiave è la struttura dell’alta pressione in quota, capace di spingere verso l’Europa centrale aria più mite di origine subtropicale. Con il passare delle ore, la cupola anticiclonica tenderà a estendersi a nord e a est, coinvolgendo anche Svizzera, Austria e Germania con un rialzo termico avvertibile.
Chi vive in pianura potrebbe però percepire un’altra storia. Stabilità e cieli sereni, in questa fase dell’anno, attivano spesso la inversione termica. È il motivo per cui, nello stesso giorno, a mille metri si può camminare in maglietta mentre a pochi chilometri di distanza una città di pianura resta immersa nella foschia con valori di molti gradi più bassi.
Quando e dove farà più mite
Le ultime corse modellistiche convergono su un periodo favorevole tra lunedì 10 e venerdì 14 Novembre, con picco termico tra martedì 11, mercoledì 12 e giovedì 13. L’alta pressione si impone prima su Spagna e Francia, poi si distende sullo Stivale, in particolare sul Centro Sud. In queste giornate su Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio si respirerà un’atmosfera quasi primaverile. Le massime potranno superare i 22 °C, con punte fino a 25 °C nei settori interni di Sardegna e Sicilia in assenza di ventilazione e con soleggiamento pieno.
Sulle regioni di Nord Ovest e Val Padana il segnale potrà risultare attenuato. Qui la combinazione tra suolo umido, calma di vento e notti serene favorisce nebbie e nubi basse. A parità di giornata limpida in quota, in pianura si possono osservare massime inchiodate su 8 o 9 °C, mentre a mezza costa si superano agevolmente 15 a 18 °C. È la classica Italia capovolta che riporta spesso la cronaca meteo in questo periodo.
Perché si chiama Estate di San Martino
La leggenda di San Martino di Tours colloca l’episodio l’11 Novembre, data in cui, dopo un gesto di carità, il cielo si sarebbe rasserenato e la temperatura si sarebbe fatta più mite. Al di là del racconto, la meteorologia riconosce con buona frequenza tra 10 e 15 Novembre un riassetto della circolazione a grande scala che concede qualche giorno di bel tempo e temperature superiori alla media. La causa è l’innesco di un ponte anticiclonico tra l’Atlantico subtropicale e il Nord Africa, con aria secca e più calda che scorre verso il Mediterraneo. La durata è limitata perché la stagione resta dinamica e la corrente a getto alle medie latitudini mantiene elevato il ricambio delle masse d’aria.
Inversione termica, la chiave per capire i contrasti
In condizioni normali l’aria si raffredda salendo di quota. Durante fasi stabili e serene accade l’opposto vicino al suolo. La superficie terrestre, perdendo calore di notte per irraggiamento, raffredda gli strati immediatamente sovrastanti. Sopra, l’aria rimane più mite e secca, spesso per subsidenza indotta dall’alta pressione. Si crea così un capovolgimento verticale della temperatura, cioè una inversione termica. Il risultato è duplice. In basso si accumulano umidità e inquinanti, con foschie e banchi di nebbia persistenti. In quota, invece, l’aria resta più limpida e tiepida, con un’escursione di diversi gradi tra pianura e collina nello stesso momento del giorno. Questo meccanismo spiega perché i termometri di un paese appenninico a 1000 metri possono segnare anche dieci gradi in più rispetto alla città di pianura situata a pochi chilometri.
La provenienza dell’aria mite e il ruolo del Sahara
La risalita di aria subtropicale avviene lungo il bordo ascendente dell’anticiclone. Tra Marocco, Algeria e bacino occidentale del Mediterraneo si attiva una traiettoria meridiana capace di trasportare verso l’Italia masse d’aria calde in quota. In alcuni casi, specie quando la corrente sfiora il Sahara, si associano anche pulviscolo desertico e un maggior contenuto di particelle sospese. La presenza di polveri può velare il cielo e modulare la radiazione solare al suolo, ma non impedisce il rialzo termico laddove l’aria rimane secca e la ventilazione debole. Episodi simili sono documentati con regolarità nell’Europa mediterranea, soprattutto quando una saccatura sull’Atlantico convoglia correnti meridionali prefrontali verso il continente.
Limiti dell’ondata di caldo
Gli scenari previsti dai principali centri di calcolo indicano un campo di alta pressione ben strutturato ma non destinato a durare a lungo. I modelli ensemble evidenziano un massimo di probabilità nella fascia centrale della settimana, seguito da una graduale erosione del promontorio con il possibile ritorno di correnti più umide dall’Atlantico a partire da venerdì 14, con piogge, anche intense, a partire dalle regioni nord-occidentali. In altre parole, la finestra mite tipica della Estate di San Martino dovrebbe rimanere circoscritta a due o tre giorni. La fiducia previsionale è buona sul segnale di anomalia positiva delle temperature, più bassa sui dettagli locali che dipendono dalla persistenza delle nebbie in pianura, dalla copertura nuvolosa e da eventuali brezze diurne.
Cosa aspettarsi in Italia giorno per giorno
All’inizio della settimana l’alta pressione abbraccia Iberia e Francia, con residui fenomeni al Sud Italia legati al sistema perturbato del fine settimana. Tra 12 e 14 Novembre la cupola anticiclonica si estende al Centro Nord, mentre il Centro Sud consolida il rialzo con massime di stampo tardo primaverile nei settori interni lontani dal mare. In montagna il soleggiamento e la subsidenza permettono di toccare valori insolitamente miti per la stagione, sensibili soprattutto nelle ore centrali. Sulle pianure del Nord molto dipenderà dalla tenuta dell’inversione. Dove la nebbia si dirada, la temperatura sale con decisione. Dove l’umidità resta intrappolata, la giornata può mantenere un profilo grigio e freddo. Dopo il 14 Novembre, invece, è probabile l’arrivo di una perturbazione oceanica sul Nord Italia che potrebbe anticipare un periodo più freddo.
Credit: ECMWF, NOAA NCEI Global Forecast System, Met Office, Copernicus Climate Change Service, EUMETSAT









