(TEMPOITALIA.IT) Una nuova fase anticiclonica si prepara a cambiare il volto di Novembre sull’Italia. Dopo una partenza di mese a tratti instabile, con brevi passaggi perturbati e temperature più consone all’autunno, nelle prossime ore la circolazione girerà a favore di un promontorio di alta pressione di matrice subtropicale. Il risultato, già noto in questo periodo, ha un nome evocativo: Estate di San Martino. Non si tratta di un’estate vera e propria, ma di una finestra con giornate più serene, massime in ascesa e pomeriggi miti, soprattutto lontano dalle pianure nebbiose.
L’anticiclone guadagnerà terreno a partire dall’inizio settimana e tenderà a consolidarsi tra Martedì 11 e Giovedì 13 Novembre. L’aria più mite raggiungerà dapprima le Isole Maggiori e il Sud, quindi si propagherà verso il Centro e parte del Nord, dove però le nebbie e le nubi basse potranno smorzare il riscaldamento diurno. Nei settori collinari e montani, al contrario, l’anomalia positiva sarà più evidente per effetto delle inversioni termiche.
Perché torna la mitezza
Il quadro sinottico vede un approfondimento della saccatura atlantica tra Scandinavia e oceano a ovest della Penisola Iberica. Questo assetto convoglia verso il Mediterraneo un flusso di aria subtropicale in quota. Il promontorio anticiclonico che ne deriva agisce come scudo, indebolendo e deviando le perturbazioni verso l’Europa occidentale. In presenza di alta pressione, i moti discendenti legati alla subsidenza comprimono e riscaldano la colonna d’aria, riducono le nubi e favoriscono un aumento delle temperature massime dove il soleggiamento riesce a imporsi.
Nel contempo la ventilazione al suolo tende a indebolirsi, soprattutto nelle ore notturne e del primo mattino. Questa quiete dei bassi strati, insieme all’umidità residua, incoraggia la formazione di foschie e banchi di nebbia su Val Padana e valli interne del Centro, elementi che possono limitare il recupero termico nelle pianure, mentre le colline sperimentano valori più elevati rispetto ai fondovalle.
Quando e dove farà più caldo
Tra Mercoledì 12 e la metà della settimana il cuore della mitezza raggiungerà il Sud e le Isole Maggiori, in particolare i settori esposti a scirocco. Su Sardegna e Sicilia si attendono le punte maggiori, con città come Olbia, Catania e Palermo in grado di toccare circa 27 °C nei momenti di maggiore soleggiamento. Intorno a 26 °C potranno spingersi alcune località della Calabria interna come Cosenza, soprattutto sui rilievi più bassi e pianeggianti circostanti nei pomeriggi luminosi. Valori intorno a 25 °C sono plausibili su diversi capoluoghi costieri e pianeggianti tra Sardegna meridionale, Sicilia orientale, Calabria tirrenica e Puglia, con possibili massime elevate a Cagliari, Siracusa, Reggio Calabria, Sassari, Bari e Foggia, laddove le brezze restino deboli e il cielo sereno.
Nel resto del Mezzogiorno e su parte del Centro si potranno osservare massime comprese tra 22 e 24 °C, con picchi di 25 °C sui tratti costieri più riparati e nelle conche collinari ben esposte al sole. Città come Salerno, Caserta, Benevento, Pescara e tratti della Puglia adriatica potranno sperimentare un tepore primaverile avanzato nelle ore centrali. Anche Roma potrà avvicinarsi a 23 °C nelle giornate più limpide, mentre lungo l’alto Adriatico località come Rimini e Pesaro potranno assestarsi poco sopra i 20 °C se le nubi basse non saranno persistenti.
Al Nord la situazione sarà più sfumata. In Pianura Padana le nebbie potranno persistere localmente anche oltre la tarda mattinata, contenendo le massime su valori più modesti rispetto alle colline circostanti. In quota, invece, il rialzo termico sarà netto. Sull’arco alpino lo zero termico potrà collocarsi oltre i 3000 metri, segnale di un profilo atmosferico insolitamente mite per la seconda decade di Novembre. Questo si tradurrà in pomeriggi piacevoli sui versanti soleggiati di Prealpi e Appennino settentrionale, dove la differenza con le pianure sarà evidente per la ridotta influenza delle inversioni.
Gli effetti collaterali della stabilità
L’alta pressione non significa cielo sereno per tutti in ogni momento. La combinazione tra suolo umido, ventilazione debole e raffreddamento notturno favorisce un ciclo quotidiano di nebbie e nubi basse, specialmente su basso Veneto, Emilia, Lombardia e su alcune valli dell’Italia centrale. Questi strati possono ridurre l’escursione termica e mantenere l’aria più fresca a bassa quota. Il ristagno dei bassi strati incide anche sulla qualità dell’aria, con possibili accumuli di inquinanti nelle aree urbane più trafficate della Pianura Padana.
Sui mari, la ventilazione meridionale a tratti moderata manterrà un moto ondoso generalmente contenuto. I bacini attorno alle Isole Maggiori potranno risultare poco mossi o localmente mossi nei canali, mentre lungo il Tirreno centrale e meridionale il mare resterà in prevalenza poco mosso. Le condizioni resteranno favorevoli a giornate gradevoli sulle coste, dove la brezza e l’irraggiamento contribuiscono a massime superiori alla media climatica del periodo.
Scenari meteo a breve termine
Nelle prossime quarantotto ore la prevedibilità è buona per quanto riguarda il consolidamento dell’anticiclone e l’aumento delle temperature in quota. La distribuzione delle massime al suolo resta però sensibile alla copertura nuvolosa bassa e alla persistenza delle nebbie. È proprio qui che possono emergere differenze locali anche marcate, con quartieri urbani che restano sotto strati nuvolosi per gran parte del giorno e colline vicine che registrano un soleggiamento pieno e valori di alcuni gradi più alti. L’eventuale indebolimento barico atteso verso il fine settimana potrà manifestarsi inizialmente con nubi in aumento su Nord Ovest e Sardegna, senza implicare un immediato ritorno di precipitazioni organizzate.
Uno sguardo climatico
Fasi come questa, nella seconda decade di Novembre, non sono eccezionali ma risultano significative quando la persistenza anticiclonica amplifica le anomalie termiche in quota e lo scarto delle massime nelle aree ben soleggiate. L’Europa centro occidentale tenderà a sperimentare valori sopra media più marcati rispetto ai bassi strati umidi della Val Padana, con differenze verticali accentuate dalla struttura stabile della massa d’aria. Il quadro rientra nelle dinamiche autunnali del settore euro atlantico, dove la posizione e la forma della saccatura atlantica governano il bilancio tra fasi perturbate e promontori miti sul Mediterraneo.






