(TEMPOITALIA.IT) C’è davvero molto interesse a conoscere quando torneranno temperature miti, tipiche degli ultimi anni nel mese di ottobre, soprattutto nella prima parte, anche perché quest’anno l’arrivo di aria fredda è stato troppo precoce rispetto al passato. Le notizie su questo tema risultano contraddittorie, soprattutto da parte dei modelli matematici tradizionali, che si spingono fino a due settimane di proiezione: infatti, già dopo il quinto giorno di previsione emergono fortissime divergenze. Ecco perché occorre affidarsi ad altri sistemi di analisi, in grado di intercettare quei cambiamenti meteo che potrebbero vanificare le proiezioni attuali.
Innanzitutto partiamo dal principio: sull’Oceano Atlantico centrale e settentrionale abbiamo una situazione particolarmente attiva, con la presenza di aree di bassa pressione di straordinaria intensità, alcune delle quali raggiungono valori paragonabili a veri e propri uragani. In questo momento, ad esempio, un uragano extra-tropicale sta raggiungendo la Scozia con una pressione atmosferica estremamente bassa, attorno ai 950 hPa: un valore che non si registrava da molti anni nel mese di ottobre, soprattutto nella sua prima decade.
Tutto questo accade perché i vari cicloni tropicali che si formano nella regione del Tropico del Cancro, dopo aver sfiorato le coste orientali americane, vengono deviati verso nord-est dalle correnti oceaniche. Durante il loro percorso perdono progressivamente energia, transitando su acque sempre meno calde; tuttavia, quando incontrano correnti fredde, tendono a rinvigorirsi, pur perdendo la loro struttura tropicale e trasformandosi in cicloni extra-tropicali. Nascono così basse pressioni estremamente intense, con valori barici molto bassi, che si dirigono prevalentemente verso le Isole Britanniche, in particolare sulla Scozia e le Isole Shetland.
Non solo: appena pochi giorni fa una tempesta extra-tropicale ha raggiunto persino le Azzorre, evento non inedito, ma raramente così intenso. Successivamente il sistema si è diretto verso il Portogallo, provocando nubifragi violenti; la Spagna ha sperimentato grandinate, nubifragi e alluvioni lampo; le Isole Baleari sono state colpite da piogge torrenziali e alluvioni lampo. La stessa area nuvolosa, originatasi addirittura nei Caraibi, ha raggiunto persino la Sicilia, dove si sono verificate alluvioni improvvise.
Questo grande caos atmosferico è stato alimentato anche da intrusioni di aria fredda che, a poche decine di chilometri più a sud, incontravano invece aria calda africana pronta a spingersi verso nord. Infatti, nei prossimi giorni, una nuova ondata di calore interesserà la Penisola Iberica e le Isole Canarie, dove è già stata emessa un’allerta meteo. Non si tratterà di un evento da record come nel 2023, ma sarà comunque molto rilevante.
Per quanto riguarda l’Italia, la situazione è più complicata. Nella prima decade di ottobre sarà difficile un ritorno di condizioni estive, di quella che potremmo definire una “piccola estate autunnale”. Con i cambiamenti climatici assistiamo infatti sempre più spesso a intrusioni termiche esagerate e a temperature anomale. Basti pensare che il mese di settembre si è chiuso con un’anomalia positiva, pur essendo stato percepito come fresco e piovoso.
Questa percezione inganna: molti hanno parlato di un arrivo di aria invernale in Italia, ma in realtà questa si è limitata ai Balcani, dove si sono registrate persino nevicate. In Italia, invece, l’intrusione fredda si è già esaurita. A breve arriverà una perturbazione, ma sarà verso la seconda decade di ottobre che l’aria calda africana, dopo vari tentativi, riuscirà a raggiungere l’Italia. Potrebbe riportare tepore insolito con temperature fino a 30 °C in molte regioni del Centro-Sud, mentre al Nord i valori resteranno più contenuti, ma comunque in un contesto piacevole. Una sorta di estate di una volta, se paragonata alle attuali stagioni estive, ormai contraddistinte da ondate di calore estreme e temperature record.
La vera domanda è: quanto durerà? I modelli stagionali non vedono intrusioni di aria fredda, ma piuttosto una stabilità atmosferica con temperature simili agli scorsi anni, pur con una tendenza a essere piovosi. Si tratterebbe di piogge abbondanti ma brevi, capaci di lasciare subito spazio al ritorno del sole e al clima mite: una condizione quasi ideale per il mese di ottobre.
Al Nord Italia potrebbero comparire le prime nebbie in Pianura Padana, evento normale a causa dell’umidità. Nelle prime due settimane, però, in pianura pioverà pochissimo, mentre le Alpi vedranno sbalzi termici con nevicate occasionali solo in alta quota, raramente sotto i 2000 metri, più che altro nel settore occidentale.
In sintesi, quest’anno viviamo un autunno precoce, ma al tempo stesso con nevicate tardive rispetto ad altri anni. Una stagione piena di contraddizioni, che ci proietta verso un inverno incerto, difficile da prevedere a livello locale. Le tendenze a lungo termine, infatti, non forniscono mai indicazioni per singole città, ma solo per ampie aree regionali.
Credits
Enti e Centri di Ricerca Internazionali:
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – 2025 Atlantic Hurricane Season Outlook
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Extreme Forecast Index and Atlantic Storm Tracking
- Royal Meteorological Society – UK Climate Extremes Research
- NOAA National Hurricane Center – Tropical Cyclone Reports 2025
- NOAA Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory (AOML) – Hurricane Research and Forecast Systems
- Met Office UK – State of UK Climate Report







