Tutto confermato, e non è un’esagerazione. Nelle nostre analisi recenti abbiamo segnalato che i principali centri di calcolo – ECMWF e NOAA in testa – convergono su uno scenario chiaro: profondi scossoni alla circolazione atmosferica emisferica, ormai imminenti, con effetti meteo-climatici che potrebbero essere davvero dirompenti. Insomma, il quadro non è solo interessante. È potenzialmente storico.
C’è prima di tutto un aggiornamento che pesa come un macigno: siamo di fronte a ciò che rischia davvero di diventare un evento record. Un Riscaldamento Stratosferico così precoce, capace di mettere in crisi il Vortice Polare già a Novembre, è raro. In passato è successo soltanto tre volte, soprattutto negli anni ’70. Un déjà vu atmosferico? In qualche modo sì. E forse – diciamolo – proprio quello che serve per rivedere un Inverno alla vecchia maniera.
Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, il dibattito è acceso: si attende un’ultima decade di Novembre e gran parte di Dicembre all’insegna del freddo e della neve. Stati Uniti e Canada appaiono come i primi bersagli di questa dinamica. In Europa, però, l’equazione è più complessa. Entrano in gioco altri fattori, a partire dall’Oceano Atlantico, il grande termostato del nostro clima.
- Qui sta il punto: nelle prossime settimane capiremo se si creeranno le condizioni ideali per blocchi anticiclonici in area oceanica. In quel caso le masse d’aria gelida in discesa dal Circolo Polare Artico potrebbero spingersi verso sud, anche in direzione del Mediterraneo. L’Inverno busserebbe forte, anzi fortissimo.
- Viceversa, se l’Alta Pressione non riuscisse a strutturare blocchi solidi, l’aria fredda finirebbe per mescolarsi con correnti più umide e miti di matrice oceanica. Il risultato? Ondate di maltempo meno rigide alle nostre latitudini, ma con un potenziale notevole per nevicate abbondanti sui rilievi. Non freddo estremo, quindi, però neve sì – e tanta – laddove il terreno lo permette.
Le variabili, va detto, sono molte. Un tassello importante – e qui si entra davvero nel tecnico – è la convezione tropicale, fondamentale per capire se i blocchi anticiclonici atlantici riusciranno a imporsi. In controluce scorrono anche gli indici AO e NAO, che raccontano l’umore dell’Artico e dell’Atlantico: quando virano negativi, l’Europa meridionale diventa più esposta a irruzioni fredde. Ma, al netto dei dettagli, ciò che conta a livello previsionale è l’esito dell’interazione tra tutti questi fattori. Il mosaico, non la singola tessera.
Per quanto ci riguarda, la linea è tracciata: già dall’ultima decade di Novembre aumentano sensibilmente le chance di dinamiche marcatamente invernali anche sul Mediterraneo. Stesso discorso per la prima parte di Dicembre. E a questo punto non sarebbe affatto sorprendente se l’intero mese di Dicembre assumesse connotati pienamente invernali. È qui che concentreremo le analisi, giorno dopo giorno, perché il segnale di Stratwarming c’è, il Vortice Polare è sotto pressione e l’Inverno – quello vero – sembra pronto a farsi sentire. Forte.