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Settimana turbolenta in arrivo. Elevato rischio neve, dalle pianure alle colline

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
21 Nov 2025 - 18:42
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Siamo nel cuore della prima vera ondata fredda dell’autunno. Il tempo è cambiato di colpo: Bergamo e Lecco hanno visto la neve fin giù in città, mentre su larga parte della Valle Padana pioveva con temperature inferiori ai 5°C. I fiocchi di neve si sono spinti nella bergamasca, nella provincia di Monza in pianura. Sulle Alpi e sugli Appennini, poi, le nevicate sono state generose. E non è affatto detto che sia finita qui.

 

Una nuova perturbazione si prepara da Ovest

Secondo gli aggiornamenti dei principali modelli – in particolare il modello americano GFS, cui ci appoggiamo per tracciare lo scenario – una nuova perturbazione atlantica è pronta a muoversi verso l’Italia settentrionale.

Il cuore di questo peggioramento sarebbe un profondo minimo ciclonico in arrivo da Ovest. Spingendosi verso il Nord, incontrerebbe un sottile ma efficace cuscinetto di aria fredda rimasto intrappolato in Pianura Padana. Una di quelle situazioni che, chi mastica un po’ di meteo, riconosce al volo: ingredienti delicati, instabili, ma potenzialmente interessanti.

 

Il raffreddamento del weekend: nasce il “cuscino freddo”

Nelle notti tra sabato 22 e domenica 23 Novembre avremo cieli sereni, calma di vento, aria limpida. Condizioni perfette per la dispersione del calore.

Le temperature, infatti, scenderanno ben sotto lo zero, salvo poi risalire leggermente durante la giornata di domenica fino a valori attorno ai 3-7°C. Non stiamo parlando di un caldo fuori stagione: è freddo vero. E, soprattutto, è freddo che resta aderente al suolo.

Insomma, il cuscino freddo è già lì. E questo, per la giornata di lunedì, potrebbe essere un segnale importante.

 

Neve: dove, come, quanta

Alla luce di questo quadro, lunedì 24 Novembre la neve potrebbe tornare a far parlare di sé. Ancora una volta saranno le regioni del Nord-Ovest a essere più esposte, con la Lombardia in prima fila per la possibile comparsa di fiocchi fino in pianura.

Anche il Piemonte potrebbe vedere qualche episodio nevoso, pur con fenomeni più irregolari sul settore nordoccidentale, penalizzato da correnti poco favorevoli.
Ce lo diciamo chiaramente: in Lombardia e in Emilia le nevicate previste dovrebbero risultare deboli, con pochi centimetri al suolo. Nulla che ricordi eventi storici o scenari paralizzanti.

 

Molte precipitazioni verso il Triveneto

Lo sguardo si sposta poi sul Triveneto, dove la perturbazione potrebbe mostrare i suoi effetti più intensi.

Le Alpi Orientali – in particolare tra Veneto e Friuli Venezia Giulia – potrebbero ricevere le nevicate più abbondanti, con accumuli superiori ai 30-40 centimetri nelle aree montane dell’alto Friuli.

A bassa quota, invece, non si intravede alcuna possibilità concreta di neve. Ma attenzione: in queste regioni è prevista molta pioggia, localmente persistente.

 

Il maltempo scivola verso il Centro-Sud

Tra martedì 25 e mercoledì 26 Novembre, il sistema perturbato si sposterà verso le regioni centro-meridionali.

Mentre il Nord ritroverà qualche schiarita in un clima comunque freddo, il Centro-Sud dovrà fare i conti con un nuovo peggioramento. Le zone più colpite, secondo i modelli, saranno Umbria, Toscana, Lazio e Campania.

I modelli – sia ECMWF sia GFS – parlano di nubifragi localizzati, capaci di provocare disagi. Sarà indispensabile seguire con attenzione gli avvisi della Protezione Civile.

 

E potrebbe non finire qui: un nuovo ciclone secondo ECMWF

Secondo il modello ECMWF, a partire da giovedì 27 Novembre un nuovo ciclone potrebbe affacciarsi sulle nostre regioni, aprendo la strada a un’altra fase di instabilità. Uno di quei momenti in cui sembra di aver finalmente superato il peggio e invece… ecco che la porta dell’Atlantico si riapre.

Un autunno che, in fondo, torna a fare l’autunno. Tra irruzioni fredde, piogge abbondanti e qualche comparsa precoce della neve.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.

 

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Tags: accumuli neve friuliciclone ecmwfcuscino freddomaltempo centro sudmodello GFSneve nord ovestperturbazione atlantica
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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