L’Autunno torna protagonista. Dopo giorni governati dall’alta pressione, la circolazione cambia segno e ripropone piogge e temporali soprattutto sul Centro Sud. Non è un passaggio isolato, ma una sequenza di impulsi che tra venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 Novembre 2025 colpirà in modo mirato Sardegna, Sicilia e gran parte del Sud, con coinvolgimento a tratti delle regioni centrali. Il Nord resterà più ai margini, protetto da un campo di pressione più alto disteso sull’Europa centrale.
Il perno del cambiamento è un vortice in arrivo dal Golfo del Leone che traghetta un fronte attivo verso il Mediterraneo occidentale. La struttura depressionaria è agganciata a una saccatura atlantica e tenderà a scivolare verso sud est puntando la Sardegna, alimentata dal contrasto tra aria più fredda in quota e mari ancora relativamente miti. In queste configurazioni il Mar Tirreno lavora come serbatoio di calore e umidità, con effetti diretti sull’intensità dei rovesci.
Venerdì 7 novembre: Sardegna e Sicilia in prima linea
Nelle primissime ore di venerdì 7 il peggioramento prende forma sulla Sardegna con piogge diffuse e rovesci, localmente temporaleschi. Col passare delle ore la perturbazione si sposta verso la Sicilia, dove il contesto barico e la forzante marittima possono innescare episodi di forte intensità sui settori tirrenici e poi ionici. In serata i fenomeni raggiungono anche il resto del Sud e il Basso Lazio. Le coste toscane e il Ponente Ligure potrebbero essere sfiorati da precipitazioni più deboli o irregolari, mentre il Nord resta in prevalenza asciutto.
Il vento tende a rinforzare nei canali tra le isole maggiori e lungo i litorali esposti ai quadranti meridionali. Le raffiche più tese attese tra Canale di Sardegna e Stretto di Sicilia possono accompagnarsi a mare mosso o molto mosso, con locali mareggiate sui tratti più esposti.
Sabato 8 novembre: nuovo vortice, maltempo in estensione al Sud
Dopo una mattinata a tratti variabile, un secondo minimo in discesa dalla Francia riprende il cammino del precedente e approfondisce il maltempo in Sardegna tra pomeriggio e sera. L’aria più fredda in quota sovrasta un mare ancora caldo, aumentando l’instabilità e la possibilità di temporali organizzati. Nelle ore successive le precipitazioni si estendono alla Sicilia e alle regioni centro meridionali tirreniche. Sui versanti ionici il rischio di rovesci intensi e nubifragi locali è maggiore, ma la persistenza sul medesimo settore non appare prolungata come nelle grandi fasi stazionarie.
Le regioni centrali possono ricevere piogge più frequenti soprattutto lungo l’Adriatico, dove il flusso in quota convoglia nubi e rovesci verso costa e colline. L’alto Tirreno e il Nord restano ai margini, con molte schiarite e un contesto più stabile grazie alla protezione dell’alta pressione distesa a nord delle Alpi.
Domenica 9 novembre: Centro Sud ancora instabile, Nord in ombra
La giornata di domenica 9 conserva tratti di instabilità marcata sul Sud e su buona parte del Centro, con rovesci a tratti diffusi e temporali sul medio Adriatico e sul Tirreno meridionale. Il Nord prosegue con tempo asciutto e spesso soleggiato, salvo nubi di passaggio. Lungo i litorali meridionali persiste una ventilazione vivace da sud ovest in rotazione a ovest, con condizioni del mare a tratti proibitive per la piccola navigazione.
In Campania, Calabria, Basilicata e Puglia i rovesci possono risultare intensi soprattutto tra la notte e la mattinata, poi l’attività convettiva tende a frammentarsi e a perdere forza nelle ore pomeridiane, pur con strascichi irregolari. In Sicilia la fase più energica è probabile tra la tarda serata di sabato e le prime ore di domenica, specie tra palermitano, messinese tirrenico e settori ionici.
Perché piove molto al Sud e poco al Nord
La distribuzione della pioggia è legata alla traiettoria dei minimi barici e al posizionamento dell’alta pressione sull’Europa centrale. Con un vortice che scivola basso di latitudine, le correnti umide puntano il Tirreno meridionale e passano sopra mari caldi per la stagione. Questo esalta la convezione lungo le coste di Sardegna, Sicilia e basso Tirreno, mentre il Nord rimane sottovento al bordo occidentale dell’anticiclone e beneficia di aria più secca e subsidenza. In quota, inoltre, l’aria fredda che accompagna la saccatura è più efficace nel generare contrasti termici sull’area mediterranea centro meridionale che non sulle pianure settentrionali, dove l’effetto di ombra pluviometrica può risultare marcato.
Fenomeni intensi: i segnali da monitorare
Nubifragi locali sono possibili laddove convergenze al suolo e linee temporalesche si rigenerano sul mare e impattano sulle coste. Succede più spesso sui litorali ionici e lungo il Tirreno meridionale, con rovesci capaci di scaricare molta pioggia in poco tempo. In contesti urbani complessi, come le aree metropolitane di Palermo, Catania, Reggio Calabria o Napoli quando coinvolta dal flusso, precipitazioni intense su intervalli brevi possono causare allagamenti localizzati e difficoltà di deflusso. Il vento in rinforzo e il mare agitato aggiungono elementi di criticità per i tratti esposti, soprattutto nelle ore notturne tra sabato e domenica.
Inizio settimana: residui al Sud, poi ritorno dell’anticiclone
Tra lunedì 10 e martedì 11 Novembre il sistema depressionario tende ad allontanarsi verso levante. Sul Sud possono persistere rovesci sparsi ma di minore entità, mentre sul resto d’Italia la pressione risale con tempo più stabile e asciutto. Nel corso della settimana l’anticiclone si estende gradualmente a tutta la Penisola, supportato da un contributo subtropicale in risalita dal Nord Africa. Questo passaggio prepara il terreno a una nuova saccatura in avvicinamento dall’Atlantico, con probabile ripresa della dinamicità nella seconda parte del mese.
Il contesto: mari miti e cicloni mediterranei
Nel Mediterraneo d’Autunno i mari mantengono temperature superiori alla media pluriennale in molte annate recenti. Un mare più caldo fornisce più vapore acqueo all’atmosfera e può amplificare i fenomeni quando arriva aria fredda in quota. Le depressioni che si formano o si approfondiscono sul bacino, i cosiddetti cicloni mediterranei, presentano percorsi ricorrenti e frequenti effetti severi sulle regioni costiere densamente abitate. La previsione a scala sinottica è migliorata negli ultimi anni grazie a modelli globali come ECMWF e GFS, ma l’intensità locale dei temporali resta sensibile a dettagli orografici e microfisici che si risolvono meglio con prodotti ad area limitata. Per questo, a parità di scenario generale, gli accumuli possono risultare molto diversi tra una costa e l’altra o persino tra quartieri della stessa città.
In sintesi, tra oggi venerdì 7 e domenica 9 Novembre 2025 il Centro Sud affronta una fase perturbata con due vortici in rapida successione. Sardegna e Sicilia aprono la serie, poi piogge e temporali si estendono a Campania, Calabria, Basilicata e Puglia, con episodi localmente intensi sui litorali ionici e sul Tirreno meridionale. Le regioni centrali vengono coinvolte a tratti, soprattutto lungo l’Adriatico. Il Nord rimane per lo più asciutto e soleggiato. All’inizio della prossima settimana resiste un po’ di instabilità al Sud, quindi ritorna l’alta pressione con tempo più stabile sulla Penisola.
Credit: ECMWF, NOAA NCEI GFS, EUMETSAT, Met Office, Copernicus Climate Change Service, Weather and Climate Dynamics, Copernicus