(TEMPOITALIA.IT) Entro Natale alcune zone dell’Italia settentrionale potrebbero davvero fare il pieno di neve. Accumuli fino a due metri non sono più soltanto una proiezione estrema, ma uno scenario considerato plausibile dai principali modelli previsionali. Una notizia che, a prima vista, richiama l’immaginario del Bianco Natale, ma che sul piano operativo apre anche a criticità concrete, soprattutto per la viabilità e la gestione del territorio montano.
Quando il manto nevoso cresce in modo rapido e continuo, l’impatto non è mai neutro. L’eccesso di neve diventa un fattore di rischio, e in questo caso le condizioni atmosferiche puntano proprio in quella direzione.
Un ciclone mediterraneo persistente
Le regioni nord-occidentali saranno il fulcro di questa fase. Un ciclone mediterraneo profondo, in formazione nel Mediterraneo, è destinato a influenzare il tempo per diversi giorni. Il sistema sarà alimentato da correnti fredde in quota di origine groenlandese, capaci di mantenere attiva la struttura ciclonica ben oltre le classiche 24-48 ore.
L’aspetto più rilevante riguarda la scarsa mobilità della perturbazione. Il vortice di bassa pressione resterà bloccato sul nostro territorio almeno fino a Santo Stefano, favorendo precipitazioni ripetute e insistenti. Le aree più esposte risulteranno il Nord-Ovest, i settori del medio-alto Tirreno e alcune zone dell’arco ionico, dove sono attesi anche episodi di pioggia intensa.
Pioggia in pianura, neve abbondante in quota
Alle basse quote e in pianura le precipitazioni si presenteranno prevalentemente sotto forma di pioggia, ma la situazione cambia rapidamente salendo di quota. Oltre i 1000 metri, gran parte delle precipitazioni si trasformerà in neve abbondante, con intensità tali da determinare accumuli molto rapidi.
Le regioni più coinvolte saranno Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. Già all’inizio della settimana sono attese nevicate rilevanti, con un primo picco previsto per Lunedì 22 Dicembre. In questa fase, tra il basso Piemonte e le Alpi Marittime, in particolare tra Cuneese e Imperiese, potrebbe cadere oltre un metro di neve fresca in sole 24 ore.
La quota neve si manterrà mediamente attorno ai 1000 metri, ma in presenza di precipitazioni molto intense non è escluso un temporaneo abbassamento fino a 500 metri nelle valli più riparate. Un dettaglio che aumenta l’impatto sul territorio.
Accumuli eccezionali fino a Natale
Le nevicate non si limiteranno a un singolo episodio. La persistenza del sistema ciclonico favorirà accumuli progressivi fino a Natale e Santo Stefano. Sulle Alpi occidentali, in particolare nel Cuneese, oltre i 1200 metri il manto nevoso potrebbe raggiungere due metri di spessore, con un rapido consolidamento degli strati.
Situazione analoga sulle Alpi Liguri, dove gli accumuli potrebbero oscillare tra uno e due metri, soprattutto oltre i 1500 metri. In Valle d’Aosta, alto Piemonte e Lombardia, le nevicate saranno presenti ma con quantitativi più contenuti, a causa di una distribuzione delle precipitazioni meno continua rispetto ai settori più occidentali.
Un quadro che richiede attenzione, soprattutto per la gestione della viabilità alpina e per il rischio valanghivo, destinato a crescere con l’aumento del carico nevoso.
Un Natale molto invernale per le montagne
Dal punto di vista meteorologico, si tratta di una fase pienamente invernale, con dinamiche coerenti e ben strutturate. Per le montagne è un apporto importante, anche in termini di risorse idriche. Sul piano pratico, però, la quantità di neve attesa rappresenta un fattore critico, da monitorare giorno per giorno.
I segnali modellistici restano concordi. La probabilità di accumuli eccezionali sulle Alpi occidentali è elevata, e il periodo natalizio potrebbe essere segnato da condizioni meteo impegnative, soprattutto nelle aree più esposte.
Crediti scientifici
Dati modellistici: ECMWF, GFS, ICON. (TEMPOITALIA.IT)







