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Meteo: Alta pressione fino a Natale? Cosa dicono le proiezioni

Luca Martini di Luca Martini
11 Dic 2025 - 09:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La domanda è diretta: avremo alta pressione fino a Natale, magari anche oltre? Molti lettori lo chiedono, osservando il meteo stabile di questi giorni e temendo l’ennesimo periodo festivo senza freddo e neve. Proviamo a rispondere usando le informazioni fornite dalle tendenze a lungo termine.

Le indicazioni che arrivano dai principali modelli numerici sono piuttosto chiare e, per ora, abbastanza concordi. Si prospetta una ulteriore espansione di un vasto campo anticiclonico sull’Europa centro-meridionale. In pratica, siamo già dentro una fase dominata da condizioni stabili e la situazione potrebbe consolidarsi ancora di più.

Questo significa, con buona probabilità, giornate per lo più miti per il periodo, con temperature spesso ben oltre le medie climatiche. L’anomalia è particolarmente evidente in quota e su molte aree del Sud. Insomma, per gli appassionati di gelo e neve le notizie, almeno nel breve e medio termine, non sono positive.

La considerazione sull’immagine di un Natale senza neve non è solo un’esagerazione comunicativa: la possibilità che le feste si presentino ancora una volta senza condizioni tipicamente invernali non è trascurabile.

 

Configurazione di blocco: anticiclone come muro

Dal punto di vista sinottico, la fase che stiamo vivendo viene definita situazione di blocco. In pratica, un anticiclone molto esteso e robusto agisce come un vero e proprio muro rispetto alle perturbazioni atlantiche e alle irruzioni di aria fredda da nord. Quando questo tipo di struttura si installa, può mantenersi anche per molti giorni, a volte settimane.

Questo tipo di configurazione è abbastanza tipico dell’inverno stabile sul settore centro-meridionale dell’Europa e favorisce condizioni prevalentemente asciutte, con sole in quota e temperature relativamente elevate per la stagione. La situazione, però, cambia se si guarda alle aree di pianura.

Nelle zone pianeggianti, soprattutto sulla Val Padana, l’umidità nei bassi strati e la scarsa ventilazione tendono a favorire nebbie, nubi basse e ristagno di inquinanti. È quindi del tutto plausibile osservare gelate notturne in pianura e nelle conche interne, pur in un contesto generale in cui il vero inverno resta in stand-by. In quota mite, al suolo freddo notturno: un contrasto che ormai conosciamo bene.

 

Possibile cambio di circolazione verso Natale

Guardando alle tendenze a lungo termine, qualche segnale di cambiamento esiste, ma va interpretato con prudenza. Alcuni scenari numerici suggeriscono che, dopo questa fase stabile e mite, negli ultimi giorni di Dicembre la circolazione atmosferica potrebbe modificarsi. In altre parole, un cambiamento a ridosso del Natale è possibile, ma non garantito.

Al momento non è possibile stabilire con affidabilità elevata se questo eventuale cambio sarà legato a una irruzione fredda organizzata o a un ritorno deciso delle perturbazioni atlantiche. Per provare a inquadrare meglio lo scenario, conviene osservare cosa accade alle alte latitudini.

L’attenzione è puntata sulla zona dominata dalla Depressione d’Islanda. Se quest’area depressionaria dovesse intensificarsi nella fase finale di Dicembre, aumenterebbe la probabilità di una riattivazione delle correnti atlantiche perturbate, più fredde e dinamiche. Si tratta comunque di ipotesi, non di certezze operative.

Un altro elemento chiave è lo stato del Vortice Polare. Un vortice compatto in corrispondenza del periodo natalizio tende solitamente a sfavorire discese fredde verso le medie latitudini, quindi anche verso il bacino del Mediterraneo. In questo caso, potremmo ritrovarci con un clima mite anche a Natale, pur con una possibile ripresa delle precipitazioni. Pioggia sì, insomma, ma non necessariamente neve a bassa quota.

 

Vortice Polare e probabilità di freddo entro Natale

Sul fronte del Vortice Polare le indicazioni attuali non sono incoraggianti per chi spera in un rapido cambio di passo. I segnali, per ora, non evidenziano una tendenza chiara verso fasi meteo fredde e nevose nel periodo che ci porta al Natale.

Questo non significa che gennaio e febbraio siano compromessi: rimane aperta la possibilità di episodi freddi e nevosi nella parte centrale dell’inverno, come spesso accade anche dopo avvii stagionali molto miti. Tuttavia, la probabilità di avere ondate di freddo significative entro Natale viene valutata al momento molto bassa.

Più realistico, secondo le proiezioni odierne, è uno scenario in cui possa tornare qualche perturbazione con piogge più frequenti, aspetto positivo per i bilanci idrici, ma senza l’ingresso di masse d’aria marcatamente fredde. In sintesi operativa: anticiclone fino al periodo natalizio è una soluzione ancora sul tavolo e per nulla remota, mentre il freddo vero appare rinviato oltre l’orizzonte delle prossime 2-3 settimane.

Fonti modellistiche: ECMWF, NOAA, ICON – DWD, ARPEGE – Météo-France (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressione dicembreanticiclone natalecorrenti atlantichedepressione d'islandagelo e nevetendenze meteo lunga distanzavortice polare
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Luca Martini

Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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