L’alta pressione subtropicale che per giorni ha occupato il Mediterraneo centrale, imponendo stabilità atmosferica, temperature sopra media e aria stagnante, è ormai in fase di dissoluzione. Il collasso della struttura anticiclonica è imminente e il cambiamento previsto sull’Italia risulterà netto e osservabile. Non si tratta di una breve fase instabile, ma di un passaggio atmosferico organizzato, in grado di ristabilire una circolazione più dinamica e coerente con la stagione.
Impulso atlantico e saccatura in affondo verso l’Europa occidentale
Il segnale di svolta arriva dall’Atlantico settentrionale, dove una perturbazione nord-atlantica, associata a una saccatura in discesa verso la Penisola Iberica, sta trovando un corridoio favorevole verso est. Il promontorio anticiclonico, indebolito sul bordo occidentale, non riesce più a opporsi all’avanzata del flusso perturbato e arretra progressivamente. Questo consente l’ingresso di aria più fredda e instabile in quota sul Mediterraneo occidentale, innescando il peggioramento il cui inizio è atteso proprio per la giornata odierna di Lunedì 15 Dicembre.
Una riorganizzazione della circolazione su scala europea
Il cambiamento in atto va oltre il semplice ritorno delle precipitazioni. È un riassetto della circolazione atmosferica a scala europea, in una fase temporale significativa, a ridosso del Solstizio d’Inverno del 21 Dicembre, che segna l’inizio dell’Inverno astronomico. In effetti, la dinamica in arrivo presenta caratteristiche tipicamente invernali, con un flusso più zonale e una maggiore attività depressionaria sul bacino mediterraneo.
Effetti della stabilità anticiclonica sulla qualità dell’aria
Negli ultimi giorni l’anticiclone ha mostrato i suoi effetti meno evidenti ma più critici. Nubi basse persistenti, nebbie estese e inversioni termiche marcate hanno interessato in modo particolare la Pianura Padana e le principali aree urbane. La conseguenza è stata una progressiva degradazione della qualità dell’aria, con accumulo di inquinanti nei bassi strati, favorito dall’assenza di ventilazione e di ricambio atmosferico.
Ventilazione e precipitazioni come fattori di rimescolamento
L’arrivo della perturbazione atlantica avrà anche un impatto diretto su questo aspetto. L’aumento della ventilazione e le precipitazioni previste favoriranno il rimescolamento dell’aria, contribuendo a una riduzione delle concentrazioni di inquinanti accumulate durante la fase anticiclonica. È un effetto concreto e immediato del cambiamento di circolazione in atto.
Sardegna prima regione coinvolta dal peggioramento
Il primo territorio interessato dal maltempo sarà la Sardegna, già nel corso della giornata odierna. La perturbazione troverà condizioni favorevoli allo sviluppo di instabilità marcata, legate all’approfondimento di un minimo di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale. Sono attesi rovesci diffusi e locali temporali, con intensità in aumento dal pomeriggio e nelle ore serali.
Ciclogenesi tra Baleari e Nord Africa
La dinamica sinottica appare ben definita. Un flusso di aria più fredda in quota di origine atlantica andrà a interagire con il bordo occidentale dell’anticiclone subtropicale. Questo contrasto favorirà una rapida ciclogenesi tra le Baleari e il Nord Africa, con la formazione di un vortice depressionario in grado di richiamare aria umida e alimentare precipitazioni organizzate sul Mediterraneo centrale.
Estensione del maltempo verso Nord-Ovest e versante tirrenico
Dalla Sardegna, il sistema perturbato si muoverà rapidamente verso nord-est, interessando la Corsica e successivamente il Nord-Ovest italiano. Liguria e Piemonte vedranno le prime piogge già entro la sera di oggi, mentre il peggioramento tenderà a estendersi alla Toscana, in particolare sui settori costieri e settentrionali, con precipitazioni in intensificazione nella notte e nella giornata di domani. Proprio Martedì 16 Dicembre, su parte del Nord-Ovest la perturbazione potrebbe portare neve a quote insolitamente basse, anche sotto i 500 metri, in particolare tra cuneese e savonese.
Intanto, i modelli per fine mese stanno mostrando una possibile situazione meteo esplosiva, con l’arrivo del gelo artico. Ne riparleremo.
Dati e analisi basati su elaborazioni dei modelli ECMWF, GFS, ICON, ARPEGE, UKMO