(TEMPOITALIA.IT) Il Bianco Natale, negli ultimi anni sempre più raro a causa del Riscaldamento Globale, torna concretamente nel dibattito meteorologico. Non ovunque, va detto subito. Ma su alcune regioni sì, e con segnali modellistici solidi. Niente anticiclone subtropicale dominante, questa volta. Un dettaglio tutt’altro che banale.
A caratterizzare le festività sarà infatti una vasta circolazione ciclonica mediterranea, alimentata da aria fredda di origine groenlandese. Un assetto che cambia il copione tipico degli ultimi Natali e che apre la strada a precipitazioni frequenti e nevicate abbondanti in montagna.
Un ciclone mediterraneo persistente
Non si tratta di un passaggio rapido. Questa bassa pressione è destinata a rimanere intrappolata nel Mediterraneo per diversi giorni, almeno fino a Santo Stefano. Il motivo è dinamico: l’espansione dell’alta pressione delle Azzorre sul Nord Atlantico blocca le correnti occidentali, impedendo alla perturbazione di muoversi verso est.
In assenza di flussi zonali, il sistema ciclonico perde spinta e resta ancorato sull’Italia, continuando a generare piogge ripetute e neve in quota. Una configurazione che i modelli considerano stabile nel medio termine. Un segnale meteorologico chiaro, non una semplice ipotesi.
Natale con neve abbondante sulle Alpi
Le Alpi saranno il settore più esposto. Le masse d’aria in arrivo dalla Groenlandia risultano molto fredde in quota, ma meno incisive nei bassi strati. Questo significa neve copiosa in montagna, ma con scarso coinvolgimento delle pianure.
Le simulazioni indicano accumuli rilevanti soprattutto sulle Alpi occidentali, che diventano il vero fulcro delle nevicate natalizie. Alpi Liguri-Marittime, Cozie e Graie emergono come aree particolarmente favorite, con quantitativi che potrebbero superare complessivamente 150 centimetri di neve fresca nell’arco della settimana.
Nei fondovalle del Cuneese, del basso Astigiano, del basso Alessandrino e del versante padano del Savonese e del Genovese occidentale , le precipitazioni persistenti potrebbero favorire episodi di omotermia, consentendo ai fiocchi di spingersi localmente fino a 300-400 metri di altitudine, in un possibile “remake” dell’evento nevoso del 16 Dicembre scorso.
Bianco Natale su altre regioni alpine
Il quadro innevato non si limiterà al settore occidentale. Valle d’Aosta, alta Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia vedranno nevicate diffuse a partire dai 1200 metri, con possibili sconfinamenti temporanei sotto i 1000 metri tra Vigilia e Natale, specie nelle valli più chiuse.
Un Natale finalmente invernale per molte aree montane, dopo stagioni spesso dominate da temperature sopra media.
Neve anche sull’Appennino
Il coinvolgimento non sarà esclusivamente alpino. Tra Natale e Santo Stefano, la neve è attesa anche sull’Appennino centro-settentrionale, con quota compresa tra 1000 e 1200 metri. In questo caso saranno determinanti l’intensità delle precipitazioni e la ventilazione, ma il segnale resta coerente.
Una buona notizia per il manto nevoso, per le risorse idriche e per il comparto montano in generale. Senza enfasi. Solo dati.
Affidabilità delle previsioni
Le indicazioni provengono dagli aggiornamenti di ECMWF, GFS e ICON e confermano la persistenza del quadro perturbato. La convergenza modellistica rafforza lo scenario, pur con i normali margini di variabilità locale.
Crediti scientifici
Elaborazioni e riferimenti basati sui dati modellistici di ECMWF, GFS e ICON. (TEMPOITALIA.IT)










