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Il tempo è pronto a cambiare su tutta l’Italia. L’indebolimento dell’alta pressione e l’ingresso di una serie di perturbazioni atlantiche aprono una fase più dinamica, in linea con l’avvio dell’inverno meteorologico. Un cambiamento atteso, che nelle prossime ore si tradurrà nella formazione di un vortice di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale, responsabile di piogge diffuse, locali temporali e soprattutto di un deciso ritorno della neve in montagna.

 

Temperature in calo e ritorno della neve in quota

Dopo oltre una settimana caratterizzata da valori termici eccezionalmente elevati in quota, la situazione sta finalmente mutando. Lo zero termico oltre i 2500 metri, persistente per molti giorni, aveva fortemente ridotto il manto nevoso alpino, trasformando gran parte della neve in acqua. Ora, però, l’arrivo di aria più fredda dal nord Atlantico sta riportando temperature più consone alla stagione, creando le condizioni ideali per nuove nevicate.

 

Tra oggi e domani intense sulle Alpi occidentali

Il peggioramento più immediato riguarda oggi e domani. I flussi nord-occidentali convoglieranno maltempo sul versante tirrenico, sulle Isole Maggiori e soprattutto sul Nord Italia. Le Alpi occidentali saranno le più coinvolte, con nevicate abbondanti già da oggi, quando tra Alpi Cozie, Marittime e Liguri potranno cadere fino a 50 centimetri di neve fresca.

Entro Mercoledì le precipitazioni nevose tenderanno a estendersi anche alle Alpi centrali, con spolverate fino a circa 1200 metri su Trentino-Alto Adige e Veneto. Un segnale chiaro di normalizzazione invernale, almeno in ambito montano.

 

Dinamicità persistente fino a Natale

Queste nevicate rappresentano solo l’inizio. Nei prossimi dieci giorni il Mediterraneo resterà sede di forte dinamicità, con l’alta pressione relegata lontano dall’area italiana. Il risultato sarà una sequenza di perturbazioni, capaci di alimentare nuove nevicate su tutto l’arco alpino fino alla Vigilia di Natale.

Va chiarito un aspetto importante. Il freddo polare resterà inizialmente distante dall’Italia, per cui le perturbazioni saranno prevalentemente di origine nord-atlantica, con aria fredda soprattutto in quota. Questo significa che le precipitazioni nevose interesseranno in modo prioritario le montagne, mentre alle basse quote prevarranno piogge in un contesto comunque più fresco.

 

Accumuli totali importanti secondo ECMWF

Le ultime elaborazioni del Centro Europeo ECMWF confermano accumuli di neve complessivamente molto rilevanti entro il 25 Dicembre. Le Alpi occidentali risultano le più favorite, con quantitativi che, tra Piemonte e Valle d’Aosta, potrebbero superare complessivamente i 150 centimetri alle quote più elevate. Anche le Alpi centrali e nord-orientali vedrebbero una crescita del manto nevoso, con accumuli medi tra 30 e 40 centimetri, più consistenti oltre i 1600–1700 metri.

Un Natale con paesaggi pienamente invernali almeno in montagna appare quindi uno scenario concreto, mentre alle quote più basse domineranno condizioni piovose.

Resta sullo sfondo la possibilità di una vera ondata di freddo nell’ultima settimana di Dicembre, tra Natale e Capodanno. È una tendenza ancora da verificare, ma i segnali iniziano a comparire. Le conferme bariche saranno decisive nei prossimi aggiornamenti.

 

Crediti scientifici: ECMWF, GFS, ICON, UKMO

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