(TEMPOITALIA.IT) A New York City è appena passato un intenso episodio nevoso, con accumuli intorno ai 25–30 centimetri e condizioni ancora fredde e scivolose. A Buffalo, invece, la neve è stata molto abbondante sia per la tempesta principale sia per il lake-effect, con accumuli prossimi o superiori ai 25 centimetri e ulteriori rovesci nevosi ancora in atto in zona.
New York City (ultime ore)
A Central Park sono stati registrati 11,4 pollici di neve, pari a circa 29 centimetri: si tratta di un record giornaliero per il 25 gennaio e della nevicata più consistente dal 2022.
Negli aeroporti si segnalano circa 24 centimetri a LaGuardia (9,4″) e 24 centimetri a JFK (9,5″), mentre alcuni quartieri, come Washington Heights, hanno raggiunto valori intorno ai 38 centimetri (14,9″).
La neve principale è caduta domenica 25, ma anche oggi, lunedì, persistono deboli rovesci di neve e nevischio, con temperature massime comprese tra -2°C e -3°C e wind chill su valori ampiamente negativi. Di conseguenza, strade e marciapiedi restano innevati o ghiacciati.
Le scuole oggi sono in didattica a distanza a causa della situazione e del freddo, segnale di un impatto ancora significativo sulla mobilità urbana.
Buffalo e area dei Grandi Laghi
Nel settore di Buffalo la tempesta sinottica è stata seguita e affiancata da un intenso lake-effect dai laghi Erie e Ontario, con accumuli totali localmente di molte decine di centimetri lungo il consueto corridoio delle bande nevose.
Per oggi la neve legata al sistema principale tende ad attenuarsi, ma persistono fasce attive di lake-effect e condizioni di bufera localizzate nelle aree a est e sud-est dei laghi. La visibilità rimane ridotta e sono possibili ulteriori centimetri di accumulo fino a metà settimana nelle zone più esposte.
Altre città americane colpite
Il sistema in questione è una vasta tempesta invernale che ha interessato una fascia estesa dal Texas al Nordest, con accumuli fino a 15–20 centimetri o più in numerose città tra le pianure centrali, la Ohio Valley e il Mid-Atlantic.
A Columbus (Ohio) è stato superato il record giornaliero di neve di gennaio, con circa 29 centimetri in 24 ore, mentre Boston e varie aree del Massachusetts hanno toccato 50–55 centimetri nei massimi locali.
Nel complesso, la tempesta ha avuto un impatto molto rilevante sui trasporti aerei e stradali, con migliaia di voli cancellati e diffuse chiusure o forti rallentamenti lungo il corridoio dal Midwest al Nordest.
Boston (Massachusetts)
A Boston è in corso una nevicata molto intensa, legata allo stesso sistema che ha colpito New York, con accumuli intorno a 30 centimetri e localmente superiori. I venti sostenuti e le temperature sottozero mantengono neve e ghiaccio al suolo.
La tempesta assume le caratteristiche di un vero nor’easter, con neve pesante, visibilità ridotta e raffiche di vento tali da favorire accumuli irregolari e possibili strade impraticabili in alcune zone urbane e suburbane.
Le indicazioni operative del National Weather Service (Winter Storm Watch/Warning) parlano di accumuli complessivi tra 20 e 40 centimetri, con picchi locali anche superiori nelle aree più esposte e tassi orari che nelle fasi clou possono superare i 5 centimetri all’ora, tra domenica sera e lunedì mattina.
Dopo il passaggio del core del sistema, affluirà aria molto fredda, con temperature massime che resteranno ben sottozero e assenza di fusione naturale per diversi giorni: è quindi probabile una persistenza del manto nevoso e la formazione diffusa di ghiaccio su strade e marciapiedi.
Stati del Sud (Texas – Mid South – Southeast)
La tempesta ha generato una vasta area di neve, neve mista e freezing rain dal nord del Texas verso Oklahoma, Arkansas, Tennessee, fino a Mississippi, Alabama e Georgia, con accumuli significativi di neve ma soprattutto di ghiaccio su un’area molto estesa.
In diversi Stati del Sud e del Mid-South (Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama, Georgia, Carolinas, Tennessee, Kentucky) sono stati segnalati blackout diffusi, alberi abbattuti e linee elettriche danneggiate, con strade praticamente impraticabili a causa di 0,5–1,5 pollici di ghiaccio in alcune fasce.
Il freddo artico al seguito mantiene temperature da gelo pieno anche in aree poco abituate a simili condizioni, con wind chill in singole cifre Fahrenheit o addirittura sottozero. I rischi includono il congelamento delle tubature, difficoltà nei soccorsi e tempi lunghi di ripristino per la rete elettrica.
Crediti e fonti (TEMPOITALIA.IT)
- National Weather Service (NWS) – https://www.weather.gov
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration – https://www.noaa.gov
- Weather Prediction Center (WPC) – https://www.wpc.ncep.noaa.gov
- American Meteorological Society – https://www.ametsoc.org







