Un corridoio atlantico senza sosta domina il Mediterraneo
(TEMPOITALIA.IT) Il panorama meteorologico italiano non sembra intenzionato a cambiare rotta. Si prospetta ancora tantissimo maltempo per la nostra penisola, anche se, a essere precisi, non ci troveremo di fronte a condizioni marcatamente invernali, non in tutta Italia almeno. Si tratta infatti di impulsi instabili di chiara estrazione oceanica che, per quanto violenti, non possiedono le caratteristiche gelide. È bene precisare immediatamente che non avremo a che fare con fenomeni estremi paragonabili al noto ciclone Harry, ma la persistenza sarà il vero fattore determinante.
La pioggia non concede tregua
Il quadro atmosferico resterà seriamente compromesso per tutta la settimana che conclude il mese di gennaio. Diverse perturbazioni atlantiche riusciranno a penetrare con estrema semplicità nel bacino del Mediterraneo, trovando la strada spianata. Per la giornata di mercoledì 28 gennaio, resta confermata la possibilità di neve a bassa quota, un evento che merita attenzione soprattutto per le aree del Nord-Ovest.
Questa reiterata instabilità è alimentata dalla totale assenza dell’alta pressione, che rimarrà distante dai nostri confini per molti giorni ancora. Questo dato rappresenta già una notizia rilevante, se consideriamo la siccità e gli anticicloni africani persistenti che hanno caratterizzato gli inverni del 2022 e del 2023.
La durata prevista: quando finirà?
Le simulazioni dei modelli matematici non indicano una fine del tunnel entro i primi giorni di febbraio. Al contrario, le perturbazioni sembrano destinate a inseguirsi senza interruzioni significative. L’Italia si ritrova nel cuore di un vasto corridoio instabile di scala europea, con il Settentrione e le regioni tirreniche in prima linea nel ricevere il grosso dei fenomeni.
Secondo il centro di calcolo europeo, tra l’1 e il 4 febbraio potrebbe verificarsi una nuova e intensa fase di maltempo, capace di scaricare al suolo ingenti volumi d’acqua.
Evoluzione per i prossimi dieci giorni
Non c’è traccia di stabilità nemmeno nell’ultimo weekend del mese. Tra il 30 e il 31 gennaio, un ulteriore fronte da ovest porterà nuove piogge al Nord e lungo il versante tirrenico, con altre nevicate a quote collinari nel Piemonte e in Valle d’Aosta. Superata questa fase, un altro impulso perturbato è atteso tra il 3 e il 4 febbraio. Gli effetti precisi sono ancora in fase di valutazione, ma la durata complessiva di questa sequenza appare ormai eccezionale.
Riflessioni su un pattern meteo anomalo
In conclusione, è evidente che stiamo sperimentando un assetto meteorologico più tardo-autunnale che invernale, sebbene vada ricordato che all’estremo meridione d’Italia è l’inverno la stagione più piovosa e non l’autunno. Ma le temperature, proprio al Centro-Sud, rimangono piuttosto elevate, mentre al Nord si avverte un clima più freddo, in parte per la morfologia della Valle Padana che trattiene l’umidità e le basse temperature al suolo, in parte perché in questa zona le correnti tendono a giungere non da meridione ma da ovest/nord-ovest.
Dopo anni di dominio anticiclonico, questa abbondanza di precipitazioni è una notizia comunque positiva per le scorte idriche nazionali. Arrivare alla stagione estiva con i bacini carichi e un buon accumulo nevoso sulle Alpi e sugli Appennini è fondamentale per scongiurare crisi idriche nei mesi più caldi.
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