La furia del mare e del vento sul Mediterraneo meridionale
(TEMPOITALIA.IT) In queste ore stiamo assistendo all’approfondimento di un vortice afro mediterraneo davvero severo, con un quadro meteorologico che si fa decisamente critico in alcune aree della nostra penisola. Oltre al maltempo intenso, su cui da diversi giorni abbiamo posto la massima attenzione, risultano da rimarcare con forza anche le conseguenze legate a correnti d’aria fortissime e mareggiate imponenti pronte ad abbattersi sui litorali. Ad essere maggiormente colpite saranno le zone ioniche e quelle insulari, dove il gradiente barico esasperato, che si sta creando fra il ciclone Harry e l’alta pressione protesa sull’Europa orientale, sta innescando una scia di vento furioso in sviluppo dalle coste della Libia fino ai bacini del Sud Italia, coinvolgendo una vasta porzione del Mediterraneo.
La genesi della tempesta e il fenomeno del fetch
Le correnti di scirocco e levante risultano gli assoluti protagonisti di questa fase perturbata e toccheranno l’apice nella giornata odierna di martedì 20 gennaio. L’intensità dei flussi potrà superare i 100 chilometri orari in molti tratti di mare aperto, dal Basso Ionio ai Canali delle Isole fino al Tirreno meridionale. Sulla terraferma le raffiche più violente scivoleranno dai crinali montuosi lungo le vallate, creando disagi alla circolazione e alle strutture. Questa particolare configurazione atmosferica favorirà una notevole ampiezza della superficie marina lungo la quale il vento molto intenso soffierà di continuo, determinando una crescita esponenziale dei marosi per il cosiddetto effetto fetch. Più è lungo il tratto di mare percorso dal vento, più alte e potenti saranno le ondate, data la maggiore energia cinetica trasferita all’acqua.
Martedì 20 gennaio: i rischi per i litorali
Lo scenario sarà quindi particolarmente favorevole a mareggiate eccezionali sulle coste esposte, con un coinvolgimento primario della fascia ionica. Si prevede il diretto interessamento della parte meridionale della Calabria e di tutto il versante orientale della Sicilia, con massimi d’onda che potrebbero raggiungere gli 8 metri e superarli localmente al largo. Le proiezioni attuali indicano inoltre mareggiate probabilmente storiche sulla Sardegna tirrenica, con una portata che potrebbe risultare senza precedenti rispetto alle statistiche del passato. I flutti potrebbero infatti toccare picchi di 8 o 9 metri in mare aperto e avvicinarsi con forza simile verso alcuni tratti costieri dell’isola posti sulla fascia orientale. Sarà necessaria la massima cautela nella navigazione, in quanto si potranno verificare danni ingenti alle infrastrutture portuali e balneari, poiché i marosi avranno la forza di penetrare per decine di metri lungo i litorali più esposti, travolgendo strade e manufatti.
Un evento di portata eccezionale nel bacino mediterraneo
Oltre la metà del bacino del Mediterraneo sarà percorso da questa tempesta, con uno stato del mare compreso tra agitato e grosso. Le mareggiate non risparmieranno nemmeno le coste della Francia e della Penisola Iberica, anche se in qualche modo l’Italia risulterà la nazione più colpita trovandosi maggiormente a ridosso del centro del vortice ciclonico. In molte località i collegamenti marittimi saranno necessariamente interrotti per garantire la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi. La persistenza di queste condizioni richiederà un monitoraggio costante delle capitanerie di porto e delle autorità locali, specialmente nelle aree della Sicilia e della Sardegna dove l’impatto dei flutti potrebbe essere più devastante per i centri abitati costieri.
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