Il ritorno del freddo dai balcani e la dinamica ciclonica
(TEMPOITALIA.IT) Il rientro di scenari prettamente invernali sulla nostra Penisola scaturisce dal recente arrivo di correnti marcatamente fredde provenienti dai Balcani, le quali vengono richiamate verso occidente dal vortice ciclonico che si sta attualmente approfondendo tra il Nord Africa e le Isole Maggiori. Si registra, pertanto, un nuovo e sensibile calo delle temperature, un fenomeno che riguarda in modo più diretto il Nord e i territori affacciati sul Mar Adriatico. Questo sistema depressorio afro mediterraneo acquisisce una forza particolare proprio a causa dello scontro tra i flussi miti e carichi di umidità provenienti da sud, est e il soffio più rigido risucchiato dall’Europa orientale. L’incontro tra masse d’aria dalle caratteristiche così diverse avviene proprio sopra l’Italia, all’interno di una circolazione atmosferica che tende a rimanere bloccata sopra i nostri mari.
L’impatto dei venti e la preparazione del cuscino freddo
Tale contrasto termico così evidente finirà per esaltare le condizioni di maltempo, mentre l’imponente gradiente barico orizzontale, che si è creato tra il campo di alta pressione a oriente e il centro di bassa pressione mediterraneo, scatenerà venti di burrasca. Le regioni dell’estremo Sud e le Isole Maggiori, incluse Sicilia e Sardegna, risultano i settori più esposti a questa ventilazione impetuosa, con il rischio di mareggiate che potrebbero assumere una portata eccezionale. Nel frattempo, questa incursione d’aria artica o continentale da est avrà il tempo necessario per sedimentarsi negli strati più bassi dell’atmosfera. Il raffreddamento favorirà inizialmente la ricomparsa di gelate estese fino alle aree pianeggianti, specialmente nel Settentrione, creando un cuscino freddo che risulterà determinante verso la fine della settimana, quando è previsto l’ingresso di una perturbazione proveniente dall’Oceano Atlantico.
Le nevicate attese per la giornata di venerdì 23 gennaio
Si potrebbero verificare le circostanze ideali per consentire alla neve di spingersi fino in pianura su diverse regioni, sfruttando proprio la resistenza dello strato gelido adagiato al suolo. L’Italia Settentrionale diventerà infatti il campo di battaglia tra il gelo depositatosi e un richiamo d’aria più temperata e carica di pioggia proveniente dal bacino del Mediterraneo. Questo mutamento della situazione si manifesterà a partire da giovedì 22 gennaio, con la nascita di una nuova depressione secondaria sul Mediterraneo Occidentale, collegata a una vasta saccatura atlantica situata tra la Francia e le Isole Britanniche. Il nucleo di bassa pressione tenderà ad abbracciare l’intera penisola, producendo gli effetti più significativi al Centro-Nord in termini di volumi di precipitazione.
Dettaglio delle regioni e delle quote neve
Il nuovo sistema perturbato tenderà a scorrere sopra l’aria fredda accumulata in precedenza e il richiamo di correnti meno rigide non riuscirà, almeno inizialmente, a scalzare il freddo presente nelle pianure del Nord. Le prime precipitazioni sono attese già giovedì 22 gennaio in Sardegna e lungo la catena delle Alpi Occidentali. Tuttavia, il maltempo più intenso entrerà in scena venerdì 23 gennaio, con fenomeni che al Nord assumeranno carattere nevoso a quote estremamente basse. La possibilità di vedere i fiocchi in pianura sembra poter riguardare il Piemonte, la zona occidentale della Lombardia, l’Emilia Occidentale e l’entroterra della Liguria. Al contrario, il rialzo termico previsto al Centro-Sud dovrebbe confinare il manto bianco sulla dorsale degli Appennini, attorno ai 1000 o 1500 metri di altitudine. Durante il fine settimana, il maltempo sembra destinato a insistere su gran parte del territorio nazionale e nelle regioni settentrionali permarrà un contesto meteo ancora favorevole a nevicate fino a quote molto ridotte.
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