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I Giorni della Merla portano il vero Inverno: Neve e Gelo pronti a colpire a fine Gennaio

Antonio Romano di Antonio Romano
20 Gen 2026 - 11:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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La svolta meteo di fine gennaio

(TEMPOITALIA.IT) Negli ultimi giorni acquista sempre più peso l’ipotesi di un mutamento sostanziale della circolazione dell’aria sull’Europa verso la terza decade di Gennaio, dopo una prima parte del mese guidata quasi interamente dalle correnti dell’Atlantico e da scarsi contributi continentali, visti principalmente tra Capodanno e l’Epifania. Le perturbazioni oceaniche, che ora dominano il panorama con fenomeni talvolta estremi, potrebbero cedere il passo alle correnti gelide provenienti da oriente. Questo scenario suggerisce una trasformazione profonda del tempo atmosferico, con la possibilità che l’inverno si manifesti nella sua forma più cruda proprio nel periodo finale del mese.

 

Il rallentamento del getto polare e i blocchi anticiclonici

I principali centri di calcolo indicano una progressiva stasi della spinta zonale, con il getto polare che passerà da una traiettoria rettilinea e rapida a una molto più ondulata. In termini più accessibili, quella sorta di via veloce dei venti in quota sull’Oceano Atlantico settentrionale comincerebbe a rallentare e a curvarsi, gettando le basi per scambi di masse d’aria molto più evidenti tra le aree polari e quelle meridionali del continente. Quando la corrente a getto assume un andamento così sinuoso, i sistemi nuvolosi non corrono più da ovest verso est, ma possono gonfiarsi e stazionare a lungo. In simili scenari si formano spesso aree di alta pressione molto forti alle alte latitudini, note come blocchi atmosferici. Queste muraglie invisibili deviano le correnti temperate atlantiche, aprendo la via a irruzioni di aria fredda o gelida verso l’Europa centrale e meridionale, coinvolgendo direttamente l’Italia.

 

Il serbatoio gelido dell’Europa orientale

L’Europa dell’est si trova già immersa in un clima polare, un dettaglio che non va assolutamente trascurato, tra la Russia europea, la Scandinavia, la Polonia, la Bielorussia, i Paesi Baltici, l’Ucraina, la Bulgaria e la Repubblica Ceca si registrano temperature estremamente rigide. Questo significa che la massa d’aria gelida continentale è già posizionata a brevissima distanza dall’Italia. La sfida per i previsori consiste nel comprendere quante probabilità esistano che una porzione di questo freddo riesca effettivamente a scivolare all’interno del bacino del Mediterraneo, portando il gelo su regioni che finora hanno vissuto un inverno piuttosto altalenante.

 

Le proiezioni dei modelli e l’influenza della MJO

I centri meteorologici di riferimento, come il GFS e l’ECMWF, iniziano a mostrare segnali concordi proprio per l’ultima decade del mese, specialmente in coincidenza con i famosi Giorni della Merla. Non siamo ancora davanti a certezze granitiche, ma a una tendenza che si palesa sia nelle corse principali sia nelle medie delle probabilità, utili per misurare quanto sia solido uno scenario futuro. In questo quadro giocano un ruolo fondamentale anche dinamiche su scala globale, come la riattivazione della convezione tropicale legata alla Madden-Julian Oscillation. Quando questa oscillazione è ben definita, può inviare impulsi di energia dai tropici fino alle medie latitudini, stimolando onde atmosferiche più ampie e lente, favorevoli alla nascita di configurazioni di blocco. Tuttavia, è bene ricordare che non esiste un legame automatico, una MJO debole o posizionata male può produrre effetti trascurabili sul panorama europeo, per questo motivo gli indici di teleconnessione devono essere maneggiati con estrema cura, poiché indicano una strada possibile ma non l’esatto esito finale.

 

Ipotesi di neve per i giorni della merla

Proiettandoci in avanti, il punto cruciale resta l’esatto posizionamento geografico dell’alta pressione di blocco e il percorso che seguiranno i flussi gelidi. Si tratta di dettagli che possono essere chiariti solo in prossimità della scadenza e che determinano scenari completamente opposti. Un blocco posizionato troppo a occidente potrebbe spingere il freddo verso altri settori del continente, mentre una collocazione più favorevole esporrebbe l’Italia a una fase di inverno crudo, con temperature abbondantemente sotto la media e, in alcune zone, le condizioni ideali per nevicate fino a quote pianeggianti proprio durante i Giorni della Merla. La possibilità di un colpo di scena finale per il primo mese dell’anno resta quindi molto alta, con l’aria continentale pronta a sfidare le correnti atlantiche sul suolo italiano.

 

Credit siti autorevoli ed Enti di ricerca:

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NCEP – National Centers for Environmental Prediction
  • WMO – World Meteorological Organization

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: blocco atlanticofreddo russiagelo estgetto polaregiorni della merlainverno 2026meteo gennaiomodelli meteoneve pianuraprevisioni neve
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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