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Cosa manca per un Inverno memorabile? La risposta nelle mani di Febbraio

Antonio Romano di Antonio Romano
23 Gen 2026 - 15:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Certamente, non è ancora scoccata l’ora di redigere dei bilanci mensili definitivi, eppure ciò che si è verificato fino a questo punto del percorso stagionale ci permette di asserire che stiamo attraversando una fase meteorologica normale. O forse no, questo giudizio dipende dai diversi punti di vista ma soprattutto dalla straordinaria complessità microclimatica della nostra Italia.

 

Tra piogge e nevicate sulle Alpi

Infatti, se risulta innegabile che su alcuni territori sia piovuto in eccedenza, è altrettanto vero che su altri settori le precipitazioni siano state più scarse. In ogni caso la pioggia non è mancata, così come si sono viste abbondanti nevicate sull’Arco Alpino. Anche in questa circostanza sarebbe opportuno operare delle distinzioni, per esempio sui versanti occidentali delle Alpi ha nevicato a dismisura, mentre sui settori orientali del Settentrione l’apporto è stato decisamente minore.

Poi dobbiamo considerare il fattore freddo. La sensazione attuale è quella di un Inverno che potremmo definire consueto, una stagione che fino a questo momento sta svolgendo pienamente il proprio compito. Al Nord certamente, poiché non accadeva da anni che il clima rigido fosse così persistente e pungente. Al Centro Sud e nelle due Isole Maggiori, ovvero Sardegna e Sicilia, si è avvertito un po’ meno, ma è comunque indubbio che rispetto a quanto vissuto nei precedenti tre o quattro anni si riscontrino già delle differenze enormi.

Potreste obiettare che bastava poco per fare meglio, ed è una considerazione corretta, dato che il triennio o quadriennio precedente ha portato spesso e volentieri condizioni meteorologiche quasi primaverili. Il dominio dell’Anticiclone Africano ha rappresentato, per troppo tempo, un serio problema sia dal punto di vista termico sia per quanto riguarda la scarsità di piogge nel continente Europeo.

Febbraio: il punto di svolta definitivo?

A questo punto della stagione è lecito interrogarsi sulla sua prosecuzione. Sarà in grado di offrirci altri temi di discussione? A nostro avviso sì, anche Febbraio, giusto per capirci, potrebbe riservare non poche sorprese e tra queste dobbiamo necessariamente contemplare l’arrivo del gelo.

Sì, perché l’evento gelido di cui tanto si è discusso non è affatto tramontato. I segnali, in tal senso, continuano ad arrivare, ma soprattutto continuano a emergere comportamenti atmosferici particolari e per certi versi eccezionali. Abbiamo una Troposfera davvero dinamica, capace di creare costanti disturbi al Vortice Polare Stratosferico.

Dall’altro lato osserviamo un Vortice Polare Stratosferico che raramente è stato in grado di accelerare con decisione. Non ha nulla a che vedere con quanto accaduto gli anni scorsi, allorquando le accelerazioni erano talmente potenti da raggiungere valori record, e di conseguenza erano capaci di mettere a tacere le velleità non soltanto del gelo, ma anche del freddo più comune.

 

Un inverno pronto a restare impresso nella memoria collettiva

Ecco, in questo 2026 no, le cose stanno andando diversamente ed è giusto che venga sottolineato con chiarezza. Quindi, per essere precisi, il mese di Febbraio ha tutte le carte in regola per assumere connotati pesantemente invernali. Possiede ogni requisito necessario per portarci ciò che manca all’appello per far sì che questo Inverno resti impresso nella memoria a lungo, ovvero il grande gelo.

 

Credit e fonti autorevoli: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office – United Kingdom National Weather Service
  • WMO – World Meteorological Organization
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Tags: bassa pressioneclima Italiafreddo persistentegelo italiainverno 2026meteo febbraioneve alpiprevisioni invernoStratwarmingvortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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