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Inizio Febbraio: l’Italia si spacca, NORD-SUD 20 gradi di differenza, ecco cosa accadrà

Antonio Romano di Antonio Romano
29 Gen 2026 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Le proiezioni per l’esordio del nuovo mese lasciano presagire scenari meteorologici decisamente contrastanti lungo la nostra penisola. Osservando con attenzione le mappe sinottiche e le tendenze elaborate dai principali centri di calcolo, emerge chiaramente che l’Italia tornerà a essere frammentata in due settori distinti. Da una parte troveremo le regioni del Settentrione, ancora immerse in un contesto pienamente invernale, dall’altra il Centro Italia e il Sud Italia, che varcheranno la soglia di un tepore quasi primaverile.

 

Analisi della situazione meteo

Questa dicotomia climatica non rappresenta una vera anomalia, poiché la notevole estensione latitudinale del nostro territorio favorisce spesso simili spaccature. Tra lunedì 2 febbraio e martedì 3 febbraio, le aree settentrionali risentiranno ancora dell’influenza di masse d’aria fredda di matrice continentale, le quali rimarranno intrappolate grazie alla particolare conformazione della Valle Padana. Situazione diametralmente opposta per il Mezzogiorno, dove si attiverà un vigoroso afflusso di correnti meridionali, capaci di far lievitare sensibilmente i valori termici.

Un paese diviso in tre parti

L’assetto barico spaccherà letteralmente lo stivale in tre zone climatiche. Il Nord Italia resterà ancorato a temperature tipicamente invernali, mentre il Centro godrà di una marcata mitezza. Il Sud e le Isole Maggiori, infine, percepiranno un clima paragonabile a quello di metà o fine marzo, con un anticipo di stagione davvero notevole.

 

I numeri del freddo e del tepore

Nelle regioni del Settentrione l’atmosfera manterrà i connotati della stagione cruda. In pianura, le temperature massime non supereranno i 3°C o i 5°C. Nel Piemonte meridionale non si esclude il ritorno della neve fino a quote molto basse, mentre la persistenza della nuvolosità e la scarsa ventilazione aumenteranno la sensazione di freddo percepito. Durante le ore notturne saranno probabili gelate diffuse, specialmente tra domenica 1 febbraio e lunedì 2 febbraio, interessando in particolar modo i settori orientali.

Lo scenario muterà radicalmente spostandosi verso il Centro, dove i venti meridionali, a partire dal 2 febbraio, innescheranno un rialzo termico deciso. In diverse località, soprattutto lungo la fascia tirrenica, le colonnine di mercurio saliranno fino a toccare i 15°C, regalando giornate luminose e gradevoli.

La differenza con il nord diventerà abissale nel Mezzogiorno. Qui il richiamo d’aria calda sarà estremamente efficace, con temperature che potranno facilmente raggiungere o superare i 18-20°C, in particolare tra la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Sula costa tirrenica siciliana si potranno raggiungere picchi anche di oltre 20°c. Si noterà dunque uno stacco netto tra il rigore climatico del Piemonte e il tepore delle aree meridionali, fatta eccezione per la Sardegna, che vivrà condizioni leggermente più variabili.

La spiegazione di questo divario

Il panorama meteo che ci attende sarà caratterizzato da un andamento bipolare, con scarti di temperatura che tra le estremità del paese potranno raggiungere i 20°C. Tale gradiente termico così marcato è tipico delle fasi di transizione, come la primavera o l’autunno. Mentre nelle pianure del Nord persiste un cuscino d’aria fredda denso e difficile da scalzare, al meridione le correnti ormai temperate permettono ai valori massimi di decollare con estrema facilità. È proprio questa varietà a rendere il clima dell’Italia unico e affascinante.

 

Credit e fonti autorevoli:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • DWD – Deutscher Wetterdienst (Model ICON)
  • Météo-France (Models AROME & ARPEGE)

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: caldo sudcuscino freddofreddo nordItalia divisameteo febbraioneve bassa quotaprevisioni piemontesbalzi termici
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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