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L’apoteosi invernale di Febbraio: cresce il rischio di uno split polare

Antonio Romano di Antonio Romano
07 Gen 2026 - 18:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) È fondamentale mettere subito le cose in chiaro. Trovandoci ancora nelle prime battute di Gennaio, discutere di cosa accadrà a Febbraio significa addentrarsi nel campo delle proiezioni a lungo raggio, non delle previsioni operative puntuali. Non possiamo avere certezze su eventi specifici né fornire dettagli su scala locale. Tuttavia, ciò che la scienza ci permette di fare è tracciare una tendenza di massima, analizzando gli schemi barici predominanti attraverso strumenti di monitoraggio su scala emisferica. È proprio su questo livello che i segnali diventano particolarmente eloquenti.

 

La debolezza cronica del Vortice Polare

Il fulcro del discorso rimane invariato. Il Vortice Polare manifesta una fragilità strutturale che perdura da settimane e che difficilmente riuscirà a sanarsi in tempi ristretti. Per sua natura, Febbraio è un mese in cui la trottola polare tende fisiologicamente a rallentare: le giornate guadagnano minuti di luce, l’irraggiamento solare cresce anche alle alte latitudini e il raffreddamento stratosferico raggiunge il suo apice per poi declinare. In questa stagione, tuttavia, l’indebolimento appare decisamente più marcato rispetto alla norma climatica.

 

Fattori di disturbo: La Niña e la QBO

A rendere il quadro meteorologico ancora più complesso intervengono driver climatici ben definiti, operativi fin dallo scorso Autunno. La presenza della La Niña e una QBO in fase negativa esercitano una pressione continua sull’equilibrio del Vortice Polare, ostacolandone i tentativi di ricompattamento. Non si tratta di un dettaglio secondario. Tali forzanti continueranno a condizionare la circolazione atmosferica per buona parte di Gennaio, tanto che verso la metà del mese ci attendiamo un nuovo Stratwarming. Questo evento rappresenterà uno snodo cruciale per l’evoluzione successiva.

 

Il ruolo dell’ozono e il calore verso il Polo

Esiste un ulteriore indizio spesso trascurato nelle analisi superficiali. Sopra il Polo Nord si registrano concentrazioni di ozono insolitamente alte, un chiaro indicatore di un massiccio trasporto di calore dalle basse verso le alte latitudini. Questo meccanismo dinamico agisce come un elemento di disturbo supplementare per la struttura del Vortice Polare, rendendo statisticamente più probabile una sua frammentazione. Sono tutti tasselli che, se letti nel loro insieme, propendono decisamente per un proseguimento della stagione fredda.

 

Ipotesi di rottura del vortice polare a Febbraio

In questo contesto prende corpo uno scenario di notevole rilevanza. Febbraio potrebbe diventare il palcoscenico di nuovi e intensi disturbi stratosferici, capaci potenzialmente di portare a un vero e proprio “split” del Vortice Polare, ossia la sua rottura in più lobi distinti. Non stiamo parlando di un’ipotesi estrema o automatica, ma di una possibilità che rientra pienamente nella fisica dell’atmosfera quando il sistema si trova così compromesso.

 

L’Europa nel mirino delle correnti gelide

Avere un Vortice Polare disturbato non si traduce matematicamente in gelo assicurato sull’Italia, ed è corretto ribadirlo per onestà intellettuale. Tuttavia, ciò implica che vaste porzioni dell’emisfero settentrionale, inclusa l’Europa, potrebbero trovarsi esposte a configurazioni bariche ideali per discese di aria artica e scambi meridiani molto accentuati. Il potenziale per ondate di freddo cresce sensibilmente, e con esso aumenta la probabilità di un coinvolgimento, diretto o indiretto, anche dell’area del Mediterraneo.

 

Una conferma delle analisi autunnali

Questa visione non nasce dal nulla. Risulta perfettamente coerente con quanto osservato e ipotizzato fin dall’Autunno, momento in cui il Vortice Polare iniziò a lanciare i primi segnali di anomalia. Sebbene esistesse la possibilità di una ripresa, questa non si è mai concretizzata. Ogni tentativo di riorganizzazione, fino a oggi, è naufragato. È proprio questa continuità nella debolezza a conferire credibilità alle proiezioni che vedono un Febbraio ancora crudo e invernale.

 

Segnali netti nonostante la cautela

In definitiva, il prossimo mese potrebbe conservare caratteristiche pienamente invernali, forse in maniera persino più incisiva rispetto a Gennaio. Definire ora l’intensità del freddo, le aree colpite e gli effetti al suolo è impossibile. Il quadro previsionale andrà affinato col tempo. Ciò che traspare con nitidezza, però, è che l’inverno non sembra intenzionato a battere in ritirata. La dinamica resta viva, complessa e potenzialmente molto severa.

 

Fonti e riferimenti scientifici internazionali:

  • NOAA NWS – Climate Prediction Center Stratosphere
  • ECMWF – Extended Range Forecasts
  • Met Office – Global drivers of weather
  • JMA – Tokyo Climate Center Stratospheric Circulation
  • NASA Goddard Space Flight Center – Ozone Watch

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: freddo Europameteo febbraioproiezioni invernosplit polarestratwarming stratosfericovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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