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L’inverno gioca le sue carte migliori: il gelo siberiano assedia l’Europa, ecco cosa rischia l’Italia

Luca Martini di Luca Martini
22 Gen 2026 - 12:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) La stagione invernale che stiamo attraversando sembra finalmente aver invertito la rotta rispetto alla monotonia degli ultimi anni, trovando una conferma puntuale nelle dinamiche atmosferiche osservate recentemente. Durante la prima metà del mese di gennaio, si è registrata una fase climatica estremamente rigida che non si verificava da tempo in una porzione considerevole del Continente Europeo, con ripercussioni, sebbene solo parziali, anche sul territorio della nostra Penisola.

 

Il serbatoio di aria gelida tra la Russia e la Scandinavia

Nelle ultime giornate, il freddo più pungente ha allentato la presa su gran parte del territorio europeo, tuttavia permane una vastissima estensione di aria gelida che si allunga dalla Siberia fino alla Russia Europea, spingendosi sino al comparto baltico,scandinavo. Questo significa che l’inverno ha ancora a disposizione molte opzioni da giocare sul tavolo della meteorologia, anche se non vi è alcuna certezza che la configurazione vincente riesca a concretizzarsi nel breve periodo.

 

Scontro tra colossi atmosferici: l’anticiclone nordico e il flusso atlantico

L’ultimo scorcio di gennaio sarà definito da un vero e proprio scontro tra titani della climatologia. Da una parte troviamo una robusta cellula di alta pressione posizionata tra la Scandinavia e la Groenlandia, la quale eserciterà una forza di attrazione verso occidente per le masse d’aria gelide. Sul fronte opposto, le correnti provenienti dall’Oceano Atlantico non sembrano intenzionate a cedere il passo. Poiché queste ultime sono impossibilitate a scorrere verso le latitudini più settentrionali, saranno costrette a puntare con decisione verso il bacino del Mar Mediterraneo.

Questa dinamica comporterà il ritorno di un freddo intenso su una parte dell’Europa, ma pare che tale gelo rimarrà confinato prevalentemente oltre la catena delle Alpi. Affinché l’aria siberiana possa effettivamente scivolare verso l’Italia, sarebbe necessaria una struttura di blocco molto più solida e imponente, capace di inibire in modo drastico la spinta delle correnti oceaniche.

 

Inverno in piena forma, ma l’Italia attende la svolta decisiva

L’evoluzione meteorologica per la fine del mese e per l’inizio di febbraio rimane ancora tutta da tracciare, ma appare evidente che non vi sarà spazio per fasi anticicloniche statiche o giornate dal clima piatto. Per il momento, l’Italia sembrerebbe rimanere ai margini della colata gelida siberiana, potendo contare al massimo su incursioni fredde di modesta entità e dalla durata piuttosto breve, senza eventi di portata storica all’orizzonte immediato.

Ci stiamo avvicinando al cuore pulsante della stagione, ovvero quel periodo che statisticamente risulta essere il più freddo dell’anno, in cui l’inverno proverà a imboccare il binario più consono alle sue caratteristiche. Le più celebri ondate di gelo che si ricordino si sono spesso manifestate proprio nel mese di febbraio, e sarebbe un’occasione persa non poter beneficiare dell’enorme quantità di aria gelida attualmente accumulata nei settori orientali del continente.

 

L’incognita dello stratwarming e il possibile arrivo del Buran

La vasta copertura nevosa presente su gran parte dell’Europa potrebbe agire come un amplificatore naturale per il freddo, contribuendo a rinforzarlo negli strati più bassi dell’atmosfera. Tuttavia, per innescare un evento invernale di rilievo sulla Penisola, occorrono incastri millimetrici che non sono facili da ottenere. Un aiuto determinante potrebbe giungere da una possibile destabilizzazione del Vortice Polare nella stratosfera, causata da un fenomeno noto come stratwarming.

Soltanto una variabile imprevedibile come il riscaldamento stratosferico potrebbe effettivamente trascinare il vento gelido delle steppe, il Buran, verso l’Europa occidentale, stravolgendo improvvisamente il volto della stagione. Una dinamica simile si verificò nel celebre 2012, quando il grande gelo di febbraio giunse dopo una prima parte invernale trascorsa quasi inosservata. Al momento, però, queste rimangono ipotesi piuttosto incerte. La realtà attuale vede l’Italia esposta al passaggio delle perturbazioni cariche di pioggia, con il freddo che tenterà di trovare un varco senza riuscire, per ora, a penetrare con decisione. Anche per i tradizionali Giorni della Merla, il meteo non sembra intenzionato a proporre svolte gelide eclatanti.

 

Credit

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int
  • NOAA – Climate Prediction Center: https://www.cpc.ncep.noaa.gov
  • WMO (World Meteorological Organization): https://wmo.int
  • Met Office: https://www.metoffice.gov.uk

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: buran italiagelo siberianogiorni della merlameteo invernopiogge atlanticheprevisioni febbraiostratwarming 2026vortice polare
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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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