(TEMPOITALIA.IT) In molti si stanno domandando che fine abbia fatto la neve a bassa quota, specialmente dopo le insistenti voci su un possibile arrivo del gelo siberiano in Italia. Nonostante le temperature siano effettivamente basse, non risultano ancora sufficienti per vedere i fiocchi in pianura su larga scala. Fino al termine di gennaio, la dama bianca farà fatica a raggiungere le quote pianeggianti per una motivazione molto semplice, ovvero la mancanza della materia prima fondamentale, il freddo intenso.
Perché il gelo resta lontano dall’Italia
Il freddo siberiano, quello capace di imbiancare le coste e le pianure, rimane confinato sull’Europa Orientale e sulla Scandinavia. Questa massa d’aria gelida non riesce a spostarsi verso il Mediterraneo a causa di una complessa configurazione barica che persiste da due settimane tra l’Atlantico e il continente Europeo. Sebbene il vortice polare risulti fortemente disturbato, l’aria artica non trova la strada spianata verso sud. Il motivo principale risiede nell’assenza di un solido anticiclone di blocco posizionato sull’Europa Occidentale, tra Portogallo, Spagna, Francia e Gran Bretagna. Senza questa barriera, le perturbazioni atlantiche hanno vita facile e hanno costruito una vera e propria autostrada che dall’Oceano punta dritta verso la nostra Penisola.
Le perturbazioni atlantiche dominano la scena
Dopo il passaggio del ciclone africano che ha caratterizzato l’inizio della settimana, l’Italia è ora interessata da nuove ondate di maltempo che colpiscono principalmente il Centro e il Nord. Nei prossimi giorni arriveranno altri sistemi nuvolosi di origine oceanica, i quali manterranno lontano il gelo intenso proveniente dall’est. Al suo posto, giungerà aria fredda nord-atlantica, che pur abbassando le temperature, non è solitamente sufficiente per nevicate a quote bassissime, tranne che in settori specifici. Solo alcune aree del Nord-Ovest, come il Piemonte e la Valle d’Aosta, possiedono le caratteristiche microclimatiche per sperare in qualche nevicata fino in pianura.
Neve al Nord, il cuscinetto freddo reggerà
Durante il peggioramento previsto tra Martedì 27 e Mercoledì 28 gennaio, l’aria fredda potrebbe riuscire a resistere con tenacia sulla Val Padana occidentale. Qui si formerà un piccolo ma decisivo cuscinetto d’aria fredda ancorato tra il Piemonte, la Lombardia occidentale e l’Emilia occidentale. Questo strato riuscirà a contrastare le calde folate di scirocco che invece faranno salire lo zero termico nel resto del Paese. In questo contesto, lo zero termico potrebbe scendere fino a 200 metri o 400 metri di altitudine, portando la neve a sfiorare i centri cittadini.
Ecco le zone dove la neve ha più probabilità di cadere in pianura: Cuneese, Torinese, Astigiano, Alessandrino.
Potrebbero esserci coinvolgimenti locali anche per altre aree, come il resto del Piemonte, il Pavese, il Parmense e il Piacentino. I fiocchi sono attesi anche a quote collinari nella Liguria centrale e nei fondovalle riparati della Valle d’Aosta, dell’Alta Lombardia e dell’Alto Adige. Per il resto d’Italia, invece, prevarranno le piogge diffuse con nevicate confinate solo sulle cime più alte.
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