Una vasta area di bassa pressione domina lo scenario
(TEMPOITALIA.IT) Ci troviamo nel pieno di una fase atmosferica estremamente turbolenta, all’interno del quadro sinottico dell’Europa si è ormai consolidata un’ampia struttura depressionaria, questa si allunga in senso longitudinale partendo dalle gelide terre dell’Alto Canada Orientale fino a raggiungere le acque del bacino occidentale del Mediterraneo. Si tratta di un corridoio di migliaia di chilometri dove i sistemi nuvolosi transitano senza sosta, dopo il passaggio di un fronte perturbato ne giunge immediatamente un altro in una sequenza quasi infinita.
L’Italia nel mirino dei fronti perturbati
Le giornate recenti hanno offerto un assaggio di questa dinamicità, il primo degli impulsi instabili ha insistito da giovedì fino alla giornata di sabato, mentre il secondo sta facendo il suo ingresso proprio in queste ore, tra Domenica 25 e Lunedì 26 gennaio. Risulta semplice intuire come le correnti predominanti, orientate dai quadranti sud, occidentali, andranno a favorire un coinvolgimento maggiore delle aree che si affacciano sul Mar Ligure e su tutto il versante del Mar Tirreno, senza dimenticare gran parte del Settentrione.
Si osserva un’evoluzione completamente differente altrove, in particolare, i fenomeni risulteranno decisamente più rari o del tutto assenti lungo il settore del Mar Ionio, una condizione fortunata per queste zone già duramente provate dai recenti nubifragi, medesima situazione di protezione parziale riguarderà il medio versante del Mar Adriatico.
La distribuzione delle piogge sul territorio nazionale
Analizzando la mappa delle precipitazioni attese per i prossimi dieci giorni, al di là del dato puntuale riferito ai singoli comuni, appare fondamentale osservare come si distribuirà l’umidità. Le regioni tirreniche saranno ampiamente premiate dalle piogge, mentre i territori adriatici verranno toccati solo in modo marginale da questa lunga fase di instabilità.
Temperature e quote neve, il freddo resiste solo al Nord
Osservando il profilo termico, risulta evidente che non stiamo attraversando un periodo caratterizzato da temperature eccessivamente basse. La mancanza di consistenti masse d’aria gelida limiterà le nevicate sulle regioni del Centro, Sud esclusivamente alle zone montuose. Tendenzialmente, durante l’intero corso di questa fase di maltempo, nelle regioni meridionali non si verificheranno nevicate al di sotto dei 1000 metri di quota, se si esclude qualche sporadica e sottile imbiancata ad altitudini leggermente inferiori.
La situazione si presenta invece differente per il Nord Italia, specialmente nelle aree occidentali della Valle Padana, qui la persistenza di sacche di aria più fredda favorirà condizioni di omotermia ideali per consentire alla neve di scendere fino alla bassa collina e, in alcuni frangenti locali, anche in pianura. Le opportunità per vedere i fiocchi non mancheranno, dopo questo weekend il prossimo appuntamento è previsto per la giornata di mercoledì 28 gennaio.
Neve a quote bassissime, Piemonte e Liguria interna in prima fila
In questo contesto di instabilità invernale, il Piemonte e l’entroterra ligure di ponente si trovano indubbiamente in una posizione privilegiata per assistere a fenomeni nevosi a quote molto basse, a seguire troviamo i settori occidentali della Lombardia e parte dell’Emilia.
Instabilità prolungata anche per l’inizio di febbraio
Risulta ancora prematuro discutere delle tendenze meteo per l’intero mese venturo, tuttavia appare ormai certo che il quadro meteorologico rimarrà improntato alla forte instabilità anche durante la prima settimana di Febbraio. Il medesimo canale depressivo continuerà a inviare nuovi impulsi e ulteriori vortici ciclonici verso il Mar Mediterraneo, questo lungo corridoio piovoso dovrebbe mantenere la sua attività almeno fino al 4 o 5 febbraio, vi invitiamo pertanto a restare sintonizzati sui nostri prossimi aggiornamenti.
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