Un inverno che ha cambiato passo
(TEMPOITALIA.IT) La stagione invernale in corso ha deciso di alzare la voce fin dalle prime battute di Gennaio, offrendo scenari che negli ultimi anni sembravano un ricordo sbiadito. Un volto rigido, severo, che ha colto di sorpresa molti per la sua estensione su gran parte dell’Europa. Nonostante la circolazione atmosferica stia mutando, il gelo non ha ancora fatto le valigie. Un alleato prezioso per il freddo è la neve presente al suolo su molte nazioni del Vecchio Continente: grazie al noto effetto albedo, il calore diurno viene riflesso, favorendo forti inversioni termiche notturne. L’Italia è stata toccata solo di striscio, ma a sufficienza per vedere i termometri crollare e le gelate diffondersi.
Freddo percepito e confronto con il passato
La sensazione di un freddo anomalo è spesso figlia della nostra disabitudine a inverni dinamici. I paragoni con eventi storici come il Gennaio 1985 sono del tutto fuori luogo: ciò che stiamo vivendo rientra nella normale variabilità della stagione. Non è un evento epocale, ma un semplice ritorno alla normalità climatica invernale. Le ondate di gelo su vasta scala in Europa sono ancora possibili, anche se statisticamente meno frequenti rispetto al passato. Il Riscaldamento Globale è una realtà, così come la tendenza a inverni mediamente più miti, ma i due fenomeni convivono senza escludersi a vicenda.
Fine Gennaio: l’inverno potrebbe tornare protagonista
Lo scenario è in evoluzione. Sebbene l’inverno sembri concedere una tregua momentanea, la partita è tutt’altro che chiusa. Diverse simulazioni modellistiche suggeriscono una nuova offensiva del freddo per la parte conclusiva di Gennaio, con strascichi potenzialmente rilevanti fino all’inizio di Febbraio. Il Vortice Polare appare debole e disorganizzato, una condizione che facilita scambi di calore lungo i meridiani. In questo scacchiere, il serbatoio gelido russo potrebbe rimettersi in moto verso l’Europa centro-meridionale e l’Italia, qualora la sinottica lo permettesse.
Gelo e neve possibili tra fine Gennaio e inizio Febbraio
Chi ama il freddo e la neve non deve disperare. Il momento clou potrebbe essere imminente. Il consolidamento di un blocco di alta pressione tra Scandinavia e Russia spianerebbe la strada a correnti orientali, traghettando aria molto fredda fino al Mediterraneo. Come già visto a inizio mese, l’Italia si troverebbe nel mezzo: terra di confine tra il gelo continentale e le masse d’aria più umide di origine oceanica. È questa la ricetta perfetta per vedere la neve cadere a quote pianeggianti o molto basse.
Le aree più esposte alle nevicate
Le regioni del Nord Italia restano le candidate principali. L’attenzione è massima sulla Val Padana, dove la “dama bianca” si è vista poco, confinata a episodi tra Emilia Romagna e Veneto. Le spiagge imbiancate dell’Adriatico hanno fatto scalpore proprio per la loro rarità. Finora, le pianure settentrionali hanno sperimentato un gelo sterile, secco, senza il necessario supporto perturbato. Rivedremo Milano con 30 cm di neve sulle strade come mostrato nell’immagine abbinata a questo articolo? Al momento non è possibile formulare una previsione precisa, ma alcune tendenze a lungo termine mostrano tale possibilità. Se la dinamica cambiasse, città come Firenze, Perugia e Ancona, dove i fiocchi si sono già visti, potrebbero tornare a imbiancarsi.
Centro-Sud più ai margini
Discorso diverso per Roma, Napoli e gran parte del Sud Italia. Queste aree sembrano rimanere più ai margini del grande freddo, soggette a una circolazione più mitigata. Per vedere la neve a quote costiere o bassissime al meridione e sulle Isole, servirebbe un incastro perfetto con un vortice ciclonico posizionato tra Sicilia e Ionio abbinato ad aria gelida, uno scenario che al momento le mappe non mostrano con chiarezza.
Fonti scientifiche internazionali: (TEMPOITALIA.IT)







