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Meteo: il grande freddo si riorganizza a Est, ecco quando l’Italia potrebbe tremare

Antonio Romano di Antonio Romano
24 Gen 2026 - 12:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’inverno non si arrende e il gelo resta in agguato

(TEMPOITALIA.IT) La stagione invernale ha concesso una piccola tregua, eppure le mappe indicano la persistenza di scenari molto rigidi per questa parte conclusiva di Gennaio, almeno per quanto riguarda una vasta porzione dell’Europa Centro, Settentrionale. Il quesito che molti analisti si pongono è se questa massa gelida riuscirà a scivolare verso il Mediterraneo, considerato che per ora l’accesso rimane sbarrato. L’inverno che stiamo attraversando si distingue nettamente da quelli più recenti, ed è un dato di fatto inoppugnabile che emerge dall’analisi dei dati termici. Nella prima metà di Gennaio, si è registrata una fase di freddo acuto che non si vedeva da tempo in gran parte del Continente. L’Italia stessa è stata coinvolta da questo rigore, sebbene in maniera meno persistente e meno severa rispetto ad altre nazioni della Terra.

 

Il serbatoio freddo tra la Siberia e la Russia

Al momento attuale, il gelo si è parzialmente allontanato da buona parte del territorio europeo, ma rimane attivo un immenso serbatoio di aria siberiana che dalla Siberia si estende alla Russia Europea, fino a toccare il settore Baltico, Scandinavo. Vedremo presto neve e gelo in marcia verso l’Italia? Per il momento no, è necessario attendere ancora poiché la situazione sinottica è bloccata. La stagione fredda sembra avere ancora diverse strategie da mettere in campo, ma non è scontato che si verifichi un evento fuori dal comune in tempi brevi. Gli ultimi scampoli di Gennaio saranno dominati da correnti dell’Oceano Atlantico molto attive, le quali colpiranno in pieno il Mediterraneo, relegando il freddo a latitudini decisamente più elevate.

Affinché l’aria di matrice gelida possa tuffarsi verso il Centro, Sud, occorrerebbe un blocco atmosferico più robusto sull’Oceano Atlantico, capace di frenare la spinta del flusso occidentale. Attualmente, l’Italia dovrebbe restare al riparo dal gelo siberiano almeno fino ai primi di Febbraio, sebbene non si prospetti un periodo meteorologico monotono a causa del passaggio di vari fronti piovosi.

 

Febbraio potrebbe rivelare il volto più crudo dell’inverno

Verso la metà del prossimo mese, precisamente tra il 10 e il 15 Febbraio, potrebbero delinearsi configurazioni di rilievo, qualora si verificasse in stratosfera la frammentazione del Vortice Polare in due distinti lobi. Se tale assetto, comunemente chiamato split, dovesse trasferirsi nella troposfera, potremmo assistere a scenari meteorologici sorprendenti dalla metà di Febbraio in avanti. Alcune delle più celebri ondate di gelo del passato si sono manifestate proprio a Febbraio, e sarebbe un peccato non poter sfruttare le dinamiche che sono in evoluzione da settimane.

L’estesa copertura di neve ancora presente in Europa e nelle Isole Britanniche potrebbe fungere da volano per il freddo, rinforzandolo negli strati più bassi dell’atmosfera tramite l’effetto albedo. Per assistere a un episodio invernale di rilievo servono combinazioni precise, e non è un processo semplice. Solo una variabile impazzita come lo Stratwarming potrebbe destabilizzare un Vortice Polare già indebolito, mutando improvvisamente il corso della stagione e ponendo le basi per un finale di trimestre clamoroso. Situazioni analoghe si sono vissute nel 2012 e nel 2018, quando il gelo arrivò a Febbraio dopo mesi inizialmente poco brillanti. Per ora, l’Italia rimane legata alle correnti atlantiche, ma l’attenzione degli esperti resta massima.

 

Credit:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • WMO – World Meteorological Organization
  • Met Office – UK National Weather Service

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: blocco atmosfericocorrenti atlantichefreddo Europagelo siberianoinverno 2026meteo febbraioneve italiaprevisioni invernaliStratwarmingvortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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