Il vortice ciclonico staziona sul canale di Sardegna
(TEMPOITALIA.IT) Già da ieri le precipitazioni stanno interessando numerose città del Sud Italia, colpendo in modo particolare la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, a causa della presenza di una struttura ciclonica molto ben definita posizionata tra la penisola italiana e le coste dell’Africa settentrionale. Il centro di bassa pressione di questo articolato sistema perturbato si trova attualmente sul Canale di Sardegna e vi rimarrà per un periodo di almeno 18-24 ore, alimentando una fase di maltempo estremamente severa su gran parte delle aree meridionali. I volumi d’acqua caduti sono già molto elevati sulla Calabria ionica e nella zona orientale della Sicilia, dove già ieri sera si registravano accumuli che sfioravano i 150 millimetri nelle aree prossime ai rilievi montuosi. Tuttavia, questa ondata perturbata, che troverà il suo momento di massima intensità proprio durante l’intera giornata odierna di martedì 20 gennaio.
Le dinamiche atmosferiche dietro la pericolosità del fenomeno
Lungo il margine orientale della depressione si solleva un flusso d’aria estremamente umido di scirocco originatosi nel Mar Libico, il quale attraversa un ampio tratto del Mediterraneo fino a giungere nel Canale di Sicilia con raffiche che superano gli 80 chilometri orari. Questa enorme quantità di umidità finisce inevitabilmente per impattare contro il territorio del Sud, specialmente contro i massicci montuosi siciliani e calabresi, innescando un effetto sbarramento di notevole entità. Tale fenomeno, conosciuto anche come effetto stau, obbliga la massa d’aria carica di vapore a risalire verso l’alto per oltrepassare le vette, provocando una rapida condensazione che genera imponenti cumulonembi carichi di pioggia.
Stime di pioggia eccezionali per le zone montuose
In quota, di conseguenza, si stanno manifestando i fenomeni più violenti rispetto alle aree di collina o di pianura. Durante questo martedì, i depositi pluviometrici più significativi si concentreranno proprio a ridosso dei monti, in particolare sulla Sila, sull’Aspromonte, sulle Madonie e sull’Etna, dove si attendono valori pluviometrici straordinari e fuori dal comune. Tra i picchi più alti previsti si segnalano oltre 300 millimetri tra il Reggino e il Catanzarese ionico, mentre si potrebbero superare i 400 millimetri sui rilievi del Catanese e del Messinese ionico. Anche la Sardegna orientale, comprendendo il Nuorese, l’Ogliastra e il Cagliaritano, sarà interessata da apporti compresi tra i 200 e i 300 millimetri. La quarta regione coinvolta in modo pesante da questa ondata sarà la Basilicata ionica, dove cadranno probabilmente oltre 100 millimetri di pioggia nei settori montani, con effetti rilevanti anche nel Metapontino.
Pericoli persistenti per le pianure e i litorali
È fondamentale non sottovalutare l’impatto delle precipitazioni nemmeno nei territori pianeggianti o collinari, dove i pluviometri segneranno diffusamente valori tra i 50 e i 150 millimetri. Ciononostante, le ingenti masse d’acqua che colpiranno le montagne potrebbero determinare pesanti criticità idrauliche anche a valle e lungo le coste, dove si trovano le imboccature di fiumi e corsi d’acqua minori. Le poderose mareggiate e i venti impetuosi di scirocco ostacoleranno inoltre il regolare deflusso delle acque verso il mare, creando le condizioni per allagamenti diffusi e pesanti disagi lungo i tratti costieri maggiormente esposti alle correnti meridionali. Per monitorare l’evoluzione di questo evento meteo estremo, sono stati analizzati i dati provenienti dai principali centri di calcolo globali, considerando la persistenza del minimo di pressione e la forza delle correnti umide in risalita.
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