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Tra gelo siberiano e caldo africano, uno scontro meteo senza precedenti

Antonio Romano di Antonio Romano
27 Gen 2026 - 09:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’esordio di Febbraio si preannuncia come un vero e proprio scontro tra giganti atmosferici. L’Europa si trasformerà in un teatro di contrasti estremi, dove il gelo siderale e il tepore sub-tropicale si troveranno faccia a faccia in una dinamica meteorologica di rara potenza. Questa sorta di “zuffa” tra masse d’aria dalle caratteristiche opposte genererà una fase di spiccata instabilità, con temporali, rovesci e nevicate. Tuttavia, il dato che più impressiona è l’incredibile divario termico che si registrerà in un raggio d’azione relativamente ristretto, poco meno di 2000 chilometri.

 

Il Vortice Polare debole e il gelo confinato a Oriente

Questa configurazione è figlia di un Vortice Polare che si presenta indebolito ormai da diverse settimane. Tale fragilità permette alle correnti gelide di scivolare verso latitudini più basse, restando però intrappolate in complessi meccanismi di pressione. Negli ultimi quindici giorni, il freddo siberiano non ha mai allentato la presa sulla Russia Europea e sulla Scandinavia, dove le temperature stazionano abbondantemente sotto le medie stagionali. Nonostante questa vicinanza, il gelo non è ancora riuscito a penetrare nel Mediterraneo, frenato dalle perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico che mantengono saldamente le redini del gioco.

 

Nucleo gelido sull’Europa Orientale: punte di -25 gradi

Tra il 3 e il 4 Febbraio, l’aria gelida si consoliderà ulteriormente tra la Russia e l’Ucraina. In queste zone rischia di isolarsi un nucleo d’aria estremamente fredda, capace di far piombare i termometri fino a -25°C alla quota di 1500 metri. Al suolo, sulle vaste pianure orientali, le temperature potrebbero risultare persino più rigide, creando condizioni climatiche proibitive.

 

L’Italia e l’inaspettato richiamo dal Nord Africa

Mentre l’Europa Orientale congela, l’Italia vivrà uno scenario paradossalmente opposto. Tra il 3 e il 5 Febbraio, l’affondo di una profonda perturbazione atlantica tra la Penisola Iberica e il Marocco innescherà una risposta calda. Questo movimento richiamerà correnti d’aria nordafricana verso lo Stivale, portando un tepore decisamente fuori stagione. Al Sud e sulle Isole Maggiori, si attendono valori termici compresi tra 12 e 13°C alla quota di 1500 metri, temperature che ricordano più la primavera che il pieno inverno.

 

Uno scontro termico senza precedenti nel cuore del continente

Il risultato di questa contrapposizione sarà uno scarto di temperatura sbalorditivo: circa 35°C di differenza tra le sponde del Mediterraneo e le pianure dell’Ucraina. Mentre a Kiev si batteranno i denti, nelle regioni meridionali italiane si godrà di un paio di giornate dal sapore quasi primaverile. Questa parentesi mite non è però destinata a durare: già dopo quarantotto ore, l’avanzata di nuovi fronti atlantici riporterà piogge diffuse e nevicate sulle montagne, ristabilendo un contesto più consono al periodo.

Credit: National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), Global Forecast System (GFS) via NCEI. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: aria calda sudcaldo africagelo europameteo Italiameteo ucrainaprevisioni febbraiosbalzo termicovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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