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Anticiclone prepotente, le insidie del sole e del caldo anomalo, Alpi sotto osservazione

Piero Luciani di Piero Luciani
24 Feb 2026 - 08:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Immagine di fantasia

Il ritorno prepotente dell’alta pressione sull’Italia

L’Alta Pressione ha ripreso saldamente il controllo della situazione meteorologica lungo tutta la Penisola Italiana, da Settentrione a Meridione, con una costanza che non si osservava ormai da diversi mesi. Non si tratta della consueta pausa soleggiata di breve durata, destinata a essere cancellata in tempi rapidi dall’arrivo di nuove perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico, ma siamo di fronte a un Anticiclone solido e ben strutturato. Questa imponente barriera atmosferica sarà capace di bloccare ogni tentativo di ingresso di correnti instabili almeno fino alla conclusione del mese di Febbraio, portando con sé un innalzamento notevole della quota dello Zero Termico, con effetti evidenti soprattutto sui rilievi. Dopo un lungo periodo dominato da piogge incessanti, venti impetuosi e continui fronti perturbati, il panorama cambia in modo radicale, poiché l’ultima decade del mese assumerà connotati quasi primaverili su moltissime regioni italiane, regalando giornate decisamente più luminose grazie al Sole che tornerà a splendere ovunque.

Il caldo anomalo in quota

Il fenomeno più rilevante di questa fase riguarda il riscaldamento delle zone montane, con temperature che saliranno in modo più marcato sulle Alpi e sugli Appennini rispetto alle pianure. Questo accade per via della Subsidenza, un processo tipico delle aree di alta pressione dove l’aria scende lentamente verso il suolo, si comprime e di conseguenza aumenta la propria temperatura. Si tratta di un riscaldamento di tipo dinamico, legato alla fisica dell’atmosfera, che spingerà lo Zero Termico oltre i 2500 metri, arrivando talvolta a sfiorare i 3000 metri, un valore decisamente insolito per il periodo invernale. Tuttavia, non bisogna confondere questa fase con un’ondata di calore estrema, poiché il fulcro della struttura anticiclonica si posizionerà tra Spagna e Francia, aree dove i termometri in alta quota risulteranno ben più elevati, mentre l’Italia resterà in una posizione leggermente più periferica, ricevendo deboli correnti più fresche dai Balcani che mitigeranno il clima al suolo.

 

Il pericolo valanghe

Uno Zero Termico così elevato non rappresenta solo un dato statistico, ma comporta serie ripercussioni per la stabilità della neve caduta abbondantemente nelle scorse settimane lungo tutto l’arco alpino. Il calore favorirà una fusione superficiale durante le ore diurne, seguita da un parziale rigelo durante la notte grazie ai cieli sereni, un ciclo continuo che modifica la coesione del manto nevoso. Gli strati superiori potrebbero perdere aderenza e scivolare su quelli inferiori più compatti, aumentando sensibilmente il Rischio Valanghe sui versanti più scoscesi, specialmente durante le ore più miti della giornata. Le vette si troveranno immerse in un contesto termico mite che metterà a dura prova la tenuta delle piste e dei percorsi fuoripista, richiedendo la massima prudenza per chi frequenta la montagna in questo scorcio di fine inverno.

 

Clima gradevole su pianure, coste e colline

Mentre in quota il tepore sarà evidente, a quote più basse il clima si manterrà piacevole ma senza eccessi termici da record, con le zone interne del Centro Italia, del Sud e delle Isole Maggiori che toccheranno punte di 18 gradi Celsius o 20 gradi Celsius. In Sardegna e nelle aree più riparate della Sicilia non si escludono picchi di 21 gradi Celsius, favoriti da un irraggiamento solare sempre più efficace. In Val Padana e lungo le coste bagnate dal Mar Adriatico, le temperature pomeridiane si fermeranno tra i 14 gradi Celsius e i 16 gradi Celsius, a causa della tipica Inversione Termica. In queste zone, durante le ore notturne e al primo mattino, l’aria fredda e umida ristagnerà nei bassi strati favorendo la formazione di nebbie, mentre in collina e sui rilievi si godrà di un’aria decisamente più dolce e asciutta.

 

Le informazioni e i dati tecnici per questa analisi provengono da fonti internazionali autorevoli come l’ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ecmwf.int), il NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (noaa.gov), il portale di Meteo France (meteofrance.com) e il Deutscher Wetterdienst (dwd.de).

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Tags: Alpi nevealta pressioneanticiclone europeocaldo montagnaclima febbraioinversione termicapericolo valangheprevisioni meteosole italiazero termico
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Piero Luciani

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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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