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Flusso Atlantico potentissimo, GELO bloccato a Est, ma per quanto?

Antonio Romano di Antonio Romano
06 Feb 2026 - 17:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Per diversi giorni ancora, le condizioni atmosferiche del nostro Paese saranno influenzate da un vigoroso flusso proveniente dall’Oceano Atlantico. Questo assetto barico mantiene un quadro generale improntato alla forte variabilità, senza che si intraveda la possibilità di ondate di gelo o, al contrario, di fasi eccessivamente miti e stabili.

 

Le dinamiche del “fiume atmosferico”

Alla base di questa situazione si trova una vasta area di bassa pressione di origine oceanica, capace di inviare ripetuti impulsi perturbati che si muovono da ovest verso est. Questa dinamica si protrae, praticamente, dalla metà di Gennaio, generando un corridoio di correnti umide che attraversa gran parte dell’Europa noto anche col nome di fiume atmosferico. Ne consegue un clima molto dinamico e spesso particolarmente instabile, dove le precipitazioni risultano distribuite in maniera diffusa, sebbene in modo irregolare, a causa della conformazione del territorio della nostra Penisola. In linea generale, si può notare una maggiore frequenza dei fenomeni nelle regioni più esposte alle correnti occidentali, mentre altre aree, come quelle del versante Adriatico, restano parzialmente sottovento o vengono toccate solo marginalmente dai sistemi nuvolosi. Attualmente, nessuna regione si trova in stato di siccità, ma è evidente che alcune zone stiano ricevendo molta più pioggia rispetto ad altre.

Il gelo resta confinato alle alte latitudini e a Est

Per quanto riguarda l’Italia, questa circolazione funge da vero e proprio freno rispetto alle possibili irruzioni di aria fredda di origine artica o continentale. Le masse d’aria gelide rimangono confinate alle alte latitudini e alle zone orientali del continente, interessando soprattutto il Nord-Est europeo. In quelle terre, l’inverno mostra i muscoli come non si vedeva da molto tempo, con temperature estremamente basse. In questo contesto, appare peculiare la situazione in Germania, dove la parte orientale e settentrionale della nazione è da giorni sotto condizioni di gelo intenso, con Berlino che dal 22 gennaio non supera gli 0°C nemmeno di giorno; mentre al contrario a ovest, una città come Colonia non registra minime negative ormai da dieci giorni. Si può affermare che la mancanza di configurazioni di blocco impedisca a tali masse d’aria di scendere in modo deciso verso il Mar Mediterraneo e di penetrare verso l’Occidente europeo. Di conseguenza, non si percepisce ancora il freddo pungente, anzi, in molte zone del Sud e della Sicilia si registrano temperature che ricordano la primavera.

Il destino del Vortice Polare e le incognite della stratosfera

Il vortice polare rimane il protagonista indiscusso, mostrandosi in una fase piuttosto debole. Tuttavia, non è affatto scontato che un vortice fiacco porti necessariamente freddo e neve sull’Italia. In questo contesto, assume un ruolo rilevante la dinamica della Stratosfera, che potrebbe influenzare il quadro meteorologico a partire dalla metà del mese. Al momento, gli esperti non ipotizzano una rottura definitiva del vortice polare, bensì un suo graduale declino, che comporterebbe uno sconquasso solo parziale a livello europeo. Il freddo non sparisce nel nulla, ma tende a traslare verso altre aree geografiche. Un vortice polare debole per tutto Febbraio e buona parte di Marzo non garantisce il gelo, ma aumenta notevolmente le probabilità di registrare lunghi periodi incerti, capricciosi e caratterizzati da una forte instabilità atmosferica.

 

Credits:

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – Global Forecast System

Met Office UK (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: clima mediterraneocorrenti occidentaliflusso atlanticoinstabilità atmosfericainverno 2026meteo Italiapiogge tirrenicheprevisioni febbraiostratosfera meteovortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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