(TEMPOITALIA.IT) Per diversi giorni ancora, le condizioni atmosferiche del nostro Paese saranno influenzate da un vigoroso flusso proveniente dall’Oceano Atlantico. Questo assetto barico mantiene un quadro generale improntato alla forte variabilità, senza che si intraveda la possibilità di ondate di gelo o, al contrario, di fasi eccessivamente miti e stabili.
Le dinamiche del “fiume atmosferico”
Alla base di questa situazione si trova una vasta area di bassa pressione di origine oceanica, capace di inviare ripetuti impulsi perturbati che si muovono da ovest verso est. Questa dinamica si protrae, praticamente, dalla metà di Gennaio, generando un corridoio di correnti umide che attraversa gran parte dell’Europa noto anche col nome di fiume atmosferico. Ne consegue un clima molto dinamico e spesso particolarmente instabile, dove le precipitazioni risultano distribuite in maniera diffusa, sebbene in modo irregolare, a causa della conformazione del territorio della nostra Penisola. In linea generale, si può notare una maggiore frequenza dei fenomeni nelle regioni più esposte alle correnti occidentali, mentre altre aree, come quelle del versante Adriatico, restano parzialmente sottovento o vengono toccate solo marginalmente dai sistemi nuvolosi. Attualmente, nessuna regione si trova in stato di siccità, ma è evidente che alcune zone stiano ricevendo molta più pioggia rispetto ad altre.
Il gelo resta confinato alle alte latitudini e a Est
Per quanto riguarda l’Italia, questa circolazione funge da vero e proprio freno rispetto alle possibili irruzioni di aria fredda di origine artica o continentale. Le masse d’aria gelide rimangono confinate alle alte latitudini e alle zone orientali del continente, interessando soprattutto il Nord-Est europeo. In quelle terre, l’inverno mostra i muscoli come non si vedeva da molto tempo, con temperature estremamente basse. In questo contesto, appare peculiare la situazione in Germania, dove la parte orientale e settentrionale della nazione è da giorni sotto condizioni di gelo intenso, con Berlino che dal 22 gennaio non supera gli 0°C nemmeno di giorno; mentre al contrario a ovest, una città come Colonia non registra minime negative ormai da dieci giorni. Si può affermare che la mancanza di configurazioni di blocco impedisca a tali masse d’aria di scendere in modo deciso verso il Mar Mediterraneo e di penetrare verso l’Occidente europeo. Di conseguenza, non si percepisce ancora il freddo pungente, anzi, in molte zone del Sud e della Sicilia si registrano temperature che ricordano la primavera.
Il destino del Vortice Polare e le incognite della stratosfera
Il vortice polare rimane il protagonista indiscusso, mostrandosi in una fase piuttosto debole. Tuttavia, non è affatto scontato che un vortice fiacco porti necessariamente freddo e neve sull’Italia. In questo contesto, assume un ruolo rilevante la dinamica della Stratosfera, che potrebbe influenzare il quadro meteorologico a partire dalla metà del mese. Al momento, gli esperti non ipotizzano una rottura definitiva del vortice polare, bensì un suo graduale declino, che comporterebbe uno sconquasso solo parziale a livello europeo. Il freddo non sparisce nel nulla, ma tende a traslare verso altre aree geografiche. Un vortice polare debole per tutto Febbraio e buona parte di Marzo non garantisce il gelo, ma aumenta notevolmente le probabilità di registrare lunghi periodi incerti, capricciosi e caratterizzati da una forte instabilità atmosferica.
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