
Dal maltempo alle potenziali ondate di gelo
(TEMPOITALIA.IT) Molte aree dell’Emisfero Settentrionale stanno attualmente attraversando una fase climatica invernale di grande rilievo, caratterizzata da un’atmosfera dinamica e ricca di colpi di scena improvvisi. Nel Nord America, in particolare tra il Canada e una vasta porzione degli Stati Uniti centro, orientali, si susseguono discese di aria gelida provenienti dall’Artico, le quali continuano a sferzare territori estesi fino alla Costa Est.
Lo scenario sul continente Europa si presenta differente, poiché siamo abituati a non registrare gli eccessi termici tipici del territorio americano, tuttavia, si nota una lingua di freddo estremo che staziona tra la Scandinavia, le Nazioni Baltiche e buona parte dell’Europa dell’Est, a causa di un robusto anticiclone termico posizionato sull’Artico Russo. Nell’estremo nord-est europeo nelle ultime ore si sono raggiunte temperature sotto i -40°C, mentre Mosca è scesa sotto i -20°C.
L’interrogativo principale riguarda la capacità di questo gelo di spingersi fino al bacino del Mar Mediterraneo. Attualmente, la porta per l’aria artica rimane sbarrata, con l’Italia inserita in un prolungato corridoio perturbato che trae origine dal medio e alto Oceano Atlantico, attraversa la Francia e la Penisola Iberica e infine sfocia nel Mediterraneo.
Si osserva un flusso oceanico che scorre a latitudini più basse, il quale piloterà perturbazioni in serie per i prossimi sette o dieci giorni, mantenendo a distanza il grande gelo dalle nostre latitudini. Il panorama meteorologico della prima parte di febbraio non sembra dunque mostrare variazioni sostanziali, proponendo ancora una notevole quantità di pioggia.
L’inverno, tuttavia, pare avere ancora diverse carte da giocare e potrebbe farlo con maggiore convinzione durante il prosieguo del mese, sebbene non sia ancora scontato il verificarsi di eventi definibili come eclatanti. Il Vortice Polare risulta sensibilmente più debole rispetto alla norma e potrebbe subire un ulteriore cedimento a causa delle dinamiche in atto nella stratosfera.
Il possibile ruggito dell’inverno nella seconda metà del mese
Affinché l’aria gelida riesca a raggiungere l’Italia, è necessario che si strutturi un blocco di alta pressione più solido, capace di contrastare e inibire la spinta delle correnti atlantiche. Al momento, la nostra Penisola resterà esclusa dal freddo artico almeno fino al 10 febbraio.
Sarà necessario attendere il periodo intorno alla metà del mese, quando potrebbero delinearsi configurazioni meteorologiche rilevanti come conseguenza di un riscaldamento stratosferico, il quale potrebbe frammentare il Vortice Polare. Se questa destabilizzazione dovesse trasferirsi negli strati bassi dell’atmosfera, potremmo assistere a un autentico sconvolgimento della circolazione generale.
Potrebbero verificarsi episodi invernali significativi a partire dalla metà di febbraio e potenzialmente nelle settimane successive. Questo è l’intervallo temporale da monitorare con estrema attenzione per la possibilità che ondate di gelo riescano a farsi strada verso l’Italia e il Mar Mediterraneo, supportando l’ipotesi di una parte finale della stagione invernale decisamente travolgente.
Per assistere a un evento di freddo intenso e strutturato servono incastri barici perfetti, una condizione non sempre facile da realizzare. Tuttavia, il mese di febbraio ha spesso regalato ondate di gelo storiche nel corso dell’ultimo ventennio e questa stagione ha già mostrato potenzialità interessanti, mancando solo del colpo di scena finale per chiudere il ciclo invernale.
Credit e fonti: (TEMPOITALIA.IT)






