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Getto Polare, mossa a sorpresa: il meteo rischia di essere stravolto fino a Marzo

Antonio Romano di Antonio Romano
04 Feb 2026 - 13:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Il motore delle perturbazioni si sposta verso latitudini settentrionali

(TEMPOITALIA.IT) Un mutamento profondo sta interessando la circolazione atmosferica a grande scala sopra l’Oceano Atlantico settentrionale, con ripercussioni dirette sul clima dell’Europa e della nostra Penisola. La Corrente a Getto, quel fiume d’aria ad altissima quota che guida le perturbazioni, sta iniziando una decisa risalita verso nord, puntando verso la Groenlandia e l’Islanda. Questo spostamento geografico del getto polare non è un dettaglio da poco, poiché agisce come un binario che allontana le piogge incessanti dal Mar Mediterraneo per dirigerle verso il Regno Unito e la Scandinavia.

Nelle ultime settimane, l’Italia è stata il bersaglio preferito di correnti tese e umide che hanno portato piogge democratiche e neve abbondante sulle Alpi. Tuttavia, con il getto che si inarca verso la Groenlandia, il corridoio atlantico si spezza, lasciando spazio a dinamiche differenti che ci accompagneranno per tutto il resto di Febbraio e gran parte di Marzo.

 

L’avanzata dell’alta pressione e la tregua dalle piogge

La conseguenza immediata di questa risalita verso le terre artiche è l’espansione dell’Anticiclone verso le latitudini mediterranee. Quando la Corrente a Getto si spinge così a nord, crea un vuoto pressorio a sud che viene prontamente colmato dalle alte pressioni subtropicali. Questo scenario garantirà una fase di maggiore stabilità atmosferica su regioni come la Sardegna, la Sicilia e gran parte del Centro-Sud, dove il sole tornerà a essere il protagonista indiscusso.

Non si tratterà però di una stabilità monotona. La posizione del getto polare vicino alla Groenlandia può innescare ampie ondulazioni, favorendo la discesa di aria più fresca dai quadranti settentrionali. Questo significa che, pur in un contesto di alta pressione, l’Italia potrebbe sperimentare giornate terse ma frizzanti, con temperature minime che rimarranno piuttosto basse nelle pianure del Nord e nelle valli interne dell’Appennino.

 

Cosa aspettarsi per il mese di marzo

Guardando verso Marzo, la risalita del getto polare verso la Groenlandia potrebbe preparare il terreno per una dinamicità tipicamente primaverile. Se il getto dovesse bloccarsi in quella posizione, si creerebbe quello che i meteorologi chiamano “blocco atlantico”. In tale situazione, le masse d’aria fredda di origine russa o scandinava avrebbero la strada spianata per scivolare lungo il bordo orientale dell’alta pressione, puntando dritto verso l’Europa Orientale e i Balcani, con possibili coinvolgimenti del versante adriatico italiano.

Questa configurazione suggerisce che il passaggio verso la stagione primaverile non sarà privo di scossoni. Mentre la Francia e la Spagna godranno di un clima più protetto e mite, l’Italia resterà in una zona di confine, sospesa tra il desiderio di sole e il rischio di improvvisi colpi di coda invernali alimentati proprio da queste ondulazioni del getto polare. Il volto del clima europeo cambierà dunque pelle, passando dalle piogge autunnali a una variabilità più marcata e imprevedibile.

 

Credits e fonti internazionali

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Met Office – UK National Weather Service
  • Météo-France – National Meteorological Service

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressioneclima Europacorrenti atlantichegetto polaremeteo marzoprevisioni groenlandiastabilità atmosfericavariazioni climatiche
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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