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Grande gelo in Europa, ma Italia evitata… un paradosso? No, ecco il motivo

Luca Martini di Luca Martini
26 Feb 2026 - 15:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Cambiamento Climatico, Meteo News
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Mentre la stagione fredda si avvia alla sua naturale conclusione, i dati ufficiali permettono di tracciare un’analisi profonda di un trimestre che ha sorpreso per la sua estrema dinamicità. Non si è trattato di un periodo monotono, al contrario, l’Europa e l’Italia hanno vissuto una vera e propria altalena meteorologica. Se da un lato le precipitazioni sono tornate a bagnare con generosità il territorio, risolvendo molte criticità idriche, dall’altro il freddo ha seguito percorsi tortuosi, saltando spesso l’area del Mediterraneo per concentrarsi su altre latitudini.

 

Dicembre 2025, un mese mite ma non da record assoluto

Il cammino dell’inverno è iniziato con un segnale di chiara mitezza, sebbene non ai livelli estremi inizialmente ipotizzati. Secondo le rilevazioni ufficiali del Copernicus Climate Change Service, il mese di dicembre 2025 si è classificato come il quinto dicembre più caldo mai registrato a livello globale e come quarto a livello europeo..

In Europa, la situazione è apparsa molto diversificata. Mentre gran parte del continente ha sperimentato anomalie termiche positive, una controtendenza si è verificata nel settore sud,occidentale. In Spagna e nel Portogallo, dove le temperature sono rimaste più basse rispetto alla norma stagionale. Sul fronte delle piogge, l’Europa Settentrionale e quella Centrale sono state interessate da frequenti passaggi perturbati, mentre l’Italia ha vissuto una fase meno turbolenta rispetto a quanto sarebbe accaduto poco dopo.

 

Gennaio 2026: grande gelo in Europa, Italia sotto la pioggia

Il passaggio al nuovo anno ha rimescolato completamente le carte in tavola. Se il mese precedente era stato dominato da un tepore diffuso, gennaio 2026 ha riportato condizioni di freddo severo su gran parte del territorio europeo. I dati di Copernicus indicano che questo mese è stato il più freddo per l’Europa a partire dal 2010. La temperatura media registrata sulla terraferma continentale è scesa a -2,34°C, segnando un’anomalia negativa di 1,63°C rispetto al periodo di riferimento.

Regioni come la Fennoscanadia (Scandinavia più Finlandia, la Russia e la Polonia hanno affrontato temperature polari, mentre il Vortice Polare mostrava i segni di una fragilità strutturale evidente. Questa debolezza ha permesso all’aria artica di scivolare verso sud, ma la traiettoria di queste colate gelide ha spesso mancato l’Italia. Nel nostro Paese, infatti, gennaio è stato caratterizzato più dal passaggio di perturbazioni atlantiche che dal gelo vero e proprio, portando piogge abbondanti ma mantenendo le temperature su valori meno rigidi rispetto al cuore del continente.

 

Le manovre dell’anticiclone a Febbraio

L’ultima parte della stagione ha visto il ritorno in Italia dell’anticiclone subtropicale che ha riportato condizioni di stabilità e temperature molto più alte della media. Da nord a sud, le anomalie termiche in Italia a pochi giorni dalla fine del mese si attestano attorno ai 2°C oltre la norma. Dal Nord Ovest alla Sicilia, in diverse zone si sono già registrate temperature di 20 o più gradi. Tuttavia, l’anticiclone comincia a dare segni di stanchezza e produrre nebbie e nubi  basse nelle pianure e nelle valli e su alcuni tratti costieri del Centro e del Nord.

 

Perché il gelo ha evitato il Mediterraneo

La causa di questa assenza di neve a bassa quota in Italia – le Alpi, soprattutto quelle occidentali, hanno invece goduto di una stagione molto nevosa -risiede nella disposizione delle figure bariche su scala emisferica. Le intense ondate di gelo che hanno colpito gli Stati Uniti, con nevicate storiche su New York, hanno energizzato la circolazione oceanica, creando una serie continua di basse pressioni che hanno spinto aria mite e umida verso il Mediterraneo. Questo flusso incessante ha impedito la risalita degli anticicloni di blocco verso il Nord Atlantico, manovra necessaria per spingere l’aria polare direttamente verso la nostra Penisola. Di conseguenza, abbiamo avuto un inverno molto piovoso ma termicamente sottotono per quanto riguarda la percezione del freddo pungente.

 

Credit e fonti autorevoli:

  • Copernicus Climate Change Service (C3S) – December 2025 Report: https://climate.copernicus.eu/surface-air-temperature-december-2025
  • Copernicus Climate Change Service (C3S) – January 2026 Analysis: https://climate.copernicus.eu/surface-air-temperature-january-2026
  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int

 

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Tags: anomalie termichedati copernicusdicembre 2025freddo Europagennaio 2026meteo invernopiogge Italiavortice polare
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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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