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Home A La notizia del Giorno

Cambio di stagione, indizi forti! Ma qualcosa non quadra, l’Inverno può tornare

Antonio Romano di Antonio Romano
26 Feb 2026 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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La risalita del getto atlantico

(TEMPOITALIA.IT) Dopo aver affrontato una serie di dinamiche atmosferiche decisamente intense durante il mese di febbraio, il panorama meteorologico sul Continente Europeo ha subito una trasformazione profonda. Non stiamo parlando soltanto di una mera questione legata all’abbigliamento o alla necessità di riporre i cappotti pesanti, ma di una vera e propria riorganizzazione della circolazione generale dell’aria. Il percorso delle correnti provenienti dall’Oceano Atlantico sta infatti subendo una modifica sostanziale, spingendo i sistemi di bassa pressione verso latitudini molto più elevate. In poche parole, il flusso del getto si sta sollevando in maniera definitiva.

 

Segnali di un consolidamento primaverile

Le prove di questo mutamento sono sotto gli occhi degli esperti, il flusso perturbato non scorre più a latitudini estremamente basse, lambendo territori come il Marocco, l’Algeria o il Meridione d’Italia, ma si è spostato decisamente più in alto. Il promontorio subtropicale, che per diverse settimane era stato schiacciato verso le zone tropicali, è finalmente tornato a farsi spazio verso il Mediterraneo.

In un contesto simile, la Penisola Iberica e la Francia, territori che finora sono stati duramente colpiti da piogge incessanti e maltempo severo, saranno le prime nazioni a trarre vantaggio da una fase di maggiore stabilità e sole. Di riflesso, anche l’Italia resterà ben protetta dalle perturbazioni che continuano a viaggiare in Atlantico.

 

Lo spostamento dei fronti verso nord

Analizzando le ultime mappe sinottiche, si nota un netto incremento dei parametri tipici della primavera. Rispetto a quanto osservato soltanto poche settimane fa, la linea di demarcazione dei fronti perturbati si è alzata di circa mille chilometri. Se in un primo momento il maltempo coinvolgeva tutto il Sud fino all’isola di Malta, adesso le precipitazioni interessano quasi esclusivamente le aree settentrionali della nostra Penisola. Questo spostamento verso l’Europa Centrale rappresenta un indizio inequivocabile del cambio di passo stagionale.

 

Un clima più mite in tutto il continente

Le simulazioni dei modelli matematici mettono in luce un rialzo termico generalizzato in diverse aree dell’Europa. In nazioni come Spagna, Francia e Germania, oltre che nel settore centrale del Mar Mediterraneo, i valori termici potrebbero stabilizzarsi oltre i 15°C o i 19°C, a seconda della conformazione orografica locale. Le condizioni climatiche puramente invernali, dunque, non sembrano più appartenere a questo periodo dell’anno. L’espansione delle anomalie di calore, a prescindere dalla posizione del getto, costituisce una firma indelebile della nuova stagione in arrivo.

 

Il passaggio tra febbraio e marzo

Nel periodo di transizione tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, i principali centri di calcolo prevedono un nuovo calo della pressione barica sull’Europa Occidentale, a cui si contrapporrà un aumento della pressione sulle zone orientali e settentrionali del continente. Tale assetto potrebbe agevolare l’afflusso di correnti più umide verso il Nord Italia, un evento che non risulterebbe affatto anomalo, anzi, si tratterebbe della logica conseguenza di un Vortice Polare che si presenta debole e frammentato.

Le condizioni per un ritorno del freddo crudo e duraturo non sembrano più sussistere. Anche nell’eventualità di una fase fredda, si tratterebbe di un episodio di breve durata. Non vivremo più le giornate di gelo intenso che hanno caratterizzato il mese di gennaio in alcune zone del Nord Italia, sia perché la luce solare sta aumentando, sia perché il pattern meteorologico a livello europeo è ormai mutato, rendendo più difficile per l’aria artica raggiungere le nostre latitudini.

 

Nord vs Sud Italia

Va fatta però una precisazione: al Nord Italia, e specialmente in Pianura Padana, le condizioni di gennaio sono fortemente influenzate dalla presenza del cuscinetto d’aria fredda nei bassi strati. Questa condizione tipica dei mesi invernali in marzo cessa di sussistere a causa del maggiore apporto radiativo, per cui le ondate di freddo non possono più contare su quel surplus dato dal freddo autoprodotto in sede locale, risultando pertando smorzate rispetto a quelle del pieno inverno. Nelle altre zone d’Italia, un’eventuale ondata di freddo durante il prossimo marzo, potrebbe anche risultare più intensa di quanto siano state le poche ondate di freddo fin qui avuto durante questo inverno.

recisiamo che non si tratta di una previsione, ma solo di un’osservazione su base climatologica. La probabilità che si possa verificare una forte ondata di gelo a marzo, per le condizioni esposte in precedenza, rimane bassa, ma brevi episodi invernali sono ancora possibili se non probabili.

 

Credit e fonti autorevoli:

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov
  • Deutscher Wetterdienst (DWD – Modello ICON): https://www.dwd.de
  • Météo-France (Modello AROME e ARPEGE): https://meteofrance.com

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressionecambio stagioneclima europeogetto polaremeteo primaveraprevisioni marzotemperature mitivortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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