(TEMPOITALIA.IT) Il flusso proveniente dall’Oceano Atlantico non accenna affatto a diminuire la sua spinta in questa prima decade del mese, mantenendo condizioni meteo caratterizzate da temperature piuttosto miti, specialmente al Centro-Sud della nostra Penisola, dove si sono avvertiti persino i primi sentori primaverili. In molti si domandano se la stagione fredda riuscirà in qualche modo a riprendere vigore, tenendo conto che nel resto del Continente Europeo persiste un bacino di aria gelida davvero notevole.
Bisogna sottolineare, con un pizzico di rammarico, come l’Italia abbia finora fallito l’appuntamento con diverse occasioni favorevoli, dato che il grande freddo è giunto a più riprese a un passo dai nostri confini senza mai sfondare con decisione. In diverse nazioni dell’Europa, infatti, i termometri sono scesi su valori glaciali che non si registravano da parecchi anni.
L’inverno mostra ancora i muscoli in Europa
Questo scenario conferma che il rigore invernale, se supportato dalle giuste manovre bariche, è ancora in grado di farsi sentire pesantemente in Europa, dopo una serie di annate in cui la stagione fredda era risultata quasi del tutto assente. Molti avevano ormai perso le speranze, ipotizzando che l’inverno avesse mutato definitivamente i propri connotati, ma i fatti dimostrano il contrario, anche se purtroppo la Penisola Italiana è rimasta ai margini di queste dinamiche.
Tuttavia, nulla può dirsi ancora definitivamente compromesso per le sorti della stagione. I margini temporali ci sono e le manovre dell’atmosfera rimangono incoraggianti, con un Vortice Polare che appare piuttosto fragile e propenso a frammentarsi. La neve e il gelo non riusciranno però a minacciare seriamente l’Italia e il Mar Mediterraneo fino a quando rimarrà attivo questo incessante corridoio di aria umida atlantica.
Possibile irruzione artica tra il 14 e il 15 febbraio
Ci troviamo indubbiamente di fronte all’inverno più rigido per molte popolazioni europee dopo tanto tempo, eppure gli abitanti dell’Italia non ne hanno potuto beneficiare, se non in minima parte e su settori limitati. Gli ultimi bollettini meteo indicano comunque una possibile svolta proprio nel cuore del mese, con una potenziale sfuriata di aria artica attesa tra il 14 e il 15 Febbraio.
Marzo e i colpi di coda invernali, gli scenari inaspettati del passato
Finalmente potremmo assistere a un contesto decisamente più consono al periodo. Al momento non è possibile prevedere eventi di portata storica, anzi è molto probabile che il tempo dell’ultima parte di Febbraio proceda a sbalzi, con un ritorno l’arrivo di un mite anticiclone attorno al 18 Febbraio e successivamente brusche variazioni termiche inserite in uno schema di scambi meridiani molto pronunciati.
Non possiamo affatto considerare conclusa la stagione fredda, specialmente valutando ciò che potrebbe riservare il mese di Marzo. Esiste infatti la concreta possibilità che il prossimo mese si riveli estremamente instabile, con colpi di coda invernali di grande rilievo. Quando decide di fare sul serio, Marzo può risultare persino più crudo di Febbraio.
Gli episodi accaduti nel passato, anche recente, ricordano come il gelo marzolino sappia essere pungente, capace di portare la neve fin sulle città di pianura e lungo le aree costiere. Andando più indietro nel tempo, una memorabile ondata di gelo investì l’Italia nel Marzo 1987, rappresentando senza dubbio una delle fasi più intense grazie al contributo dell’anticiclone siberiano.
In quel frangente si verificarono nevicate straordinarie che imbiancarono diffusamente le spiagge, in particolare al Sud e in Puglia. Sebbene sia molto complesso ipotizzare oggi un bis di quell’evento meteo storico, un tempo non così eccezionale, basterebbe molto meno per poter parlare di un grande finale di stagione tardivo per l’Italia.
Crediti:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Met Office – UK Weather Service
- WMO – World Meteorological Organization






