(TEMPOITALIA.IT) Spesso si è sottolineato questo aspetto in svariate occasioni, Febbraio rappresenta il mese più autenticamente invernale dell’intero calendario. Certo, può succedere che le condizioni meteorologiche risultino più severe a Gennaio o persino a Dicembre, e perché no, anche durante il mese di Marzo. Tuttavia, se vogliamo affidare le nostre analisi alla pura statistica, dobbiamo ammettere che Febbraio sa essere davvero implacabile e brutale nelle sue manifestazioni di freddo.
Il paragone più calzante per chi non ne avesse memoria è il seguente, il periodo attuale sta all’inverno come Agosto sta all’estate. Sappiamo bene che l’ottavo mese dell’anno porta solitamente alla massima espansione dell’Anticiclone Africano, trascinando con sé il calore del Sahara e quella sensazione di afa quasi insostenibile dovuta alla piena maturità della stagione calda.
Febbraio e la maturazione del gelo continentale
Per quanto riguarda il secondo mese dell’anno si può affermare esattamente la medesima cosa, ovvero ci troviamo nel periodo in cui giungono a compimento strutture bariche imponenti come l’Anticiclone Russo,Siberiano. Non è tutto, si tratta del momento in cui il Vortice Polare tende a entrare in crisi con maggiore facilità, aprendo di fatto la strada a dinamiche di stampo prettamente invernale che possono coinvolgere l’Europa e l’Italia.
Accadrà anche in questo 2026? Lo scopriremo presto, ma osservando le diverse proiezioni dei modelli matematici possiamo anticiparvi che esistono ancora spiragli per manovre gelide, se non proprio storico, senz’altro significative. Alcuni importanti centri di calcolo ipotizzano infatti la discesa di aria fredda dai quadranti settentrionali e orientali attorno alla metà del mese. In un primo momento potrebbe toccare all’Artico, e successivamente potrebbe manifestarsi il gelo continentale più crudo, anche se questa seconda ipotesi sta perdendo di consistenza.
Il vortice polare e l’ipotesi russa
È innegabile che ogni giorno che passa il tempo a disposizione per il freddo diminuisca, ma finché l’atmosfera non si sarà sintonizzata su frequenze primaverili dovremo monitorare con attenzione anche il mese di Marzo. Questo periodo è infatti perfettamente in grado di pilotare ondate di gelo significative verso il Mar Mediterraneo, essendo un momento dell’anno capriccioso per definizione, caratterizzato da scambi meridiani frequenti tra il polo e le latitudini temperate.
In questa sede però concentriamoci su questa fase e vedremo se nella seconda parte del mese ci sarà spazio per sorprese clamorose. La stagione fredda non è ancora giunta al capolinea e, finché le simulazioni numeriche non metteranno la parola fine, sarebbe un errore alzare bandiera bianca. Forse arriveranno freddo e neve, o forse non accadrà nulla di tutto ciò, ma almeno potremo affermare di aver monitorato ogni segnale fino all’ultimo respiro di questo inverno.
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