Da metà gennaio inverno latitante
(TEMPOITALIA.IT) L’esame delle variazioni della temperatura registrate a partire dalla metà di gennaio in avanti mostra un volto meteorologico che ha davvero poco di invernale. In realtà, nel Continente Europeo vigono attualmente due scenari diametralmente opposti. Le regioni che si affacciano sul Bacino del Mediterraneo sono rimaste costantemente sotto un regime di correnti d’aria più dolce, il quale ha mantenuto i valori termici ben al di sopra delle medie del periodo riferite ai mesi di gennaio (da metà mese in poi) e febbraio. Il clima rigido è rimasto confinato a latitudini molto distanti da noi.
Tale situazione si è sviluppata all’interno di un contesto atmosferico estremamente vivace, contraddistinto dal passaggio ininterrotto di perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico. Ne è derivata una sequenza di episodi di forte maltempo su una vasta area che è rimasta pienamente coinvolta dal celebre canale depressionario oceanico.
La mancanza del gelo
Le masse d’aria fredda, pur avendo sfiorato in diverse occasioni il cuore del Mediterraneo Centrale, hanno solo lambito l’Italia, che ne è stata interessata in modo del tutto marginale, quasi esclusivamente durante le fasi perturbate più intense. Di conseguenza, il nostro Paese ha archiviato la prima parte dell’anno con condizioni di temperatura e piovosità che ricordano molto da vicino lo stampo autunnale. Infatti, non possiamo certamente affermare che le ultime tre settimane siano state all’altezza della stagione fredda, poiché quasi mai si è registrato un calo termico davvero significativo.
In compenso: piogge estreme
Le cronache meteorologiche delle ultime settimane hanno ampiamente documentato gli impatti di una configurazione instabile molto tenace. La situazione è stata evidente per tutti, con depressioni profonde, precipitazioni talvolta torrenziali, venti che hanno raggiunto intensità di burrasca e mari agitati o in tempesta. Tale assetto atmosferico si è alimentato anche attraverso imponenti flussi di vapore acqueo, richiamati dalla circolazione dei cicloni atlantici fin dalle zone tropicali. Si sono formati, in diverse occasioni, dei veri e propri fiumi atmosferici che hanno riversato grandi quantità d’acqua sulla terraferma.
Mar Mediterraneo troppo caldo
Pur mantenendo temperature tipiche del periodo, il Mar Mediterraneo risulta costantemente più caldo rispetto alla media degli ultimi cinquant’anni. Anche nei momenti meno rigidi, questa condizione non è priva di ripercussioni. Si parla, per esempio, del rilascio costante di calore latente durante la fase di condensazione, unito a una superficie marina che funge da fonte inesauribile di vapore. Questi due fattori, agendo in sinergia, hanno generato precipitazioni fuori scala negli ultimi tempi, eventi tutt’altro che consueti per il mese di febbraio, un periodo che solitamente dovrebbe vedere fenomeni molto più limitati e meno violenti.
Surplus energetico costante
Le anomalie della temperatura superficiale marina riferite alla metà di febbraio restano molto marcate, nonostante siano intercorse fasi a tratti più fresche. Tutto questo si traduce in un imponente surplus energetico a disposizione dell’atmosfera. Non dobbiamo valutare la bontà di una stagione solo in base alla presenza del freddo o del caldo, ma è innegabile che gli episodi di mitezza siano diventati talmente frequenti da spingere ogni trimestre oltre le medie storiche.
Non bisogna focalizzarsi solamente sul breve periodo freddo vissuto a gennaio, bensì è necessario osservare con attenzione l’evoluzione globale. La stagione fredda è stata piuttosto vigorosa nella Regione Scandinava e in Russia, ma è risultata molto meno incisiva sull’area mediterranea. Analizzando il quadro completo, questo assetto rappresenta il risultato di un inverno che non ha saputo assolvere alla propria funzione climatica naturale. Non solo le temperature sono state più elevate, ma le dinamiche atmosferiche hanno assunto un carattere autunnale, confermando che stiamo scivolando verso nuovi equilibri climatici. La quantità esagerata di vapore acqueo presente, unita a un mare troppo caldo, spiega chiaramente l’origine di piogge così abbondanti e persistenti.
Credits:
ECMWF: www.ecmwf.int
Global Forecast System (GFS) – NOAA: www.ncei.noaa.gov
ICON – DWD: www.dwd.de (TEMPOITALIA.IT)







