L’evoluzione climatica sta per farsi decisamente più complessa, poiché l’atmosfera sembra intenzionata a rimescolare le carte proprio nel momento in cui molti attendevano la stabilità. Nonostante il calendario suggerisca l’avvicinamento della Primavera, i segnali che giungono dai centri di calcolo indicano un riassetto della circolazione emisferica che punta dritto verso il freddo. Molti si aspetterebbero l’arrivo dell’Alta Pressione e di temperature miti, ma le proiezioni elaborate per Marzo lasciano spazio a numerosi dubbi. La stagione primaverile non sembra affatto pronta a prendere il sopravvento, anzi, i modelli matematici come ECMWF mostrano un quadro dove il rigore invernale potrebbe tornare protagonista in modo prepotente.
L’illusione del tepore e la realtà del meteo pazzerello
Si tende spesso a dimenticare la vera natura di Marzo, un mese che nell’immaginario collettivo viene associato al cambio d’orario e ai primi fiori, ma che storicamente ha mostrato dinamiche estremamente turbolente. Quest’anno le cose potrebbero andare in modo differente rispetto agli ultimi inverni piuttosto anonimi. Le analisi stratosferiche suggeriscono che qualcosa di rilevante stia maturando, un evento che potrebbe far dimenticare la scarsità di freddo dei mesi passati. Si parla di freddo artico, freddo polare e persino gelo, scenari supportati da proiezioni che vedono le dinamiche invernali semplicemente in ritardo sulla tabella di marcia. Non è affatto vero che in questo periodo non possa nevicare o che il gelo sia fuori luogo, la storia recente ci insegna il contrario.
Cronaca dei mesi di marzo più gelidi degli ultimi trent’anni
Analizzando il passato recente, l’Italia ha vissuto episodi invernali clamorosi proprio durante il mese del risveglio vegetativo. Se guardiamo agli ultimi tre decenni, alcuni eventi restano scolpiti nella memoria meteorologica nazionale.
- Nel Marzo 2005, la prima decade del mese fu caratterizzata da una delle ondate di gelo più intense degli ultimi tempi. Il Settentrione, in particolare città come Milano, Torino e Genova, fu sepolto da nevicate abbondanti con temperature che scesero abbondantemente sotto lo zero, portando il clima di Gennaio in piena Primavera.
- Il Marzo 2013 è ricordato per la sua incredibile piovosità e per un freddo persistente che interessò soprattutto il Nord Italia e l’Europa Centrale, con neve che fece la sua comparsa a quote bassissime fino a metà mese. Fu l’anno in cui la corsa ciclistica Milano-Sanremo, la classicissima di Primavera, per la prima volta nella sua storia, dovette essere interrotta a causa di una fortissima nevicata nel tratto piemontese per riprendere successivamente in Riviera sotto una fredda pioggia.
- Impossibile non citare il Marzo 2018, quando l’effetto del Burian portò temperature siberiane su tutta la Penisola nei primi giorni del mese. Roma si svegliò sotto un manto bianco e il gelo fu così intenso da bloccare i trasporti in gran parte del paese, con lo zero termico che stazionò stabilmente in pianura.
- Recentemente, nel Marzo 2020, proprio sul finire del mese, un’irruzione di aria artica continentale colpì l’Italia portando nevicate fin sulle coste del medio adriatico e gelate tardive distruttive per l’agricoltura nelle zone interne del Centro Italia.
Le basi per un evento meteorologico rilevante
Nei prossimi dieci giorni si getteranno le fondamenta per un periodo a dir poco interessante. Le basi per questa minaccia incombente verranno definite nel corso della prossima settimana, quando l’atmosfera svelerà finalmente le proprie intenzioni. Una massa d’aria gelida potrebbe scivolare dal Nord Europa verso il Mediterraneo, sfruttando una debolezza del Vortice Polare. Se questo corridoio dovesse aprirsi, l’Italia si troverebbe nel mezzo di uno scontro termico tra l’aria fredda discendente e quella più mite e umida già presente sul bacino, con la formazione di minimi depressionari capaci di riportare la neve a quote molto basse.
Previsioni e impatti sulla penisola italiana
L’attenzione è rivolta soprattutto alla Valle Padana e ai rilievi dell’Appennino, dove l’accumulo di freddo nei bassi strati potrebbe favorire nevicate coreografiche e abbondanti. Anche le regioni del Sud Italia e le isole maggiori, come Sicilia e Sardegna, non sarebbero risparmiate, sebbene lì il fenomeno si manifesterebbe più sotto forma di temporali violenti e grandinate, con neve solo a quote di montagna. La portata di queste precipitazioni sarà fondamentale per le riserve idriche nazionali, ma il rischio di gelate tardive mette in allarme il settore agricolo, già provato da un inverno irregolare. Le temperature potrebbero subire crolli verticali, passando dai 15°C o 18°C attuali a valori vicini allo zero in pochissimo tempo.
Credit:
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
Met Office – United Kingdom Meteorological Office
Copernicus Climate Change Service