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Meteo ed eventi estremi, perché il riscaldamento del Mediterraneo sta cambiando l’Inverno in Italia

Antonio Romano di Antonio Romano
10 Feb 2026 - 13:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Il mese di Gennaio si è congedato con un bilancio pluviometrico decisamente fuori scala, e Febbraio pare intenzionato a procedere lungo il medesimo sentiero. In determinati settori geografici, come alcune aree della Sicilia e della Calabria che si affacciano sul versante del Tirreno, stiamo attraversando un bimestre che può essere definito eccezionale sotto il profilo dei fenomeni atmosferici. Spesso ci si interroga su quale sia il nesso profondo tra questi episodi e i mutamenti del Clima nel Bacino del Mediterraneo, cercando di comprendere come la dinamica invernale stia mutando volto.

 

La natura delle perturbazioni

È opportuno fare una precisazione fondamentale, il cambiamento climatico non deve essere visto come un entità che crea dal nulla le tempeste o che produce esclusivamente danni. I sistemi perturbati appartengono alla storia meteorologica del nostro pianeta da sempre, e nel contesto del clima mediterraneo insulare e peninsulare, i mesi di Gennaio e Febbraio risultano statisticamente tra i più generosi in termini di pioggia.

  • Risulterebbe anzi estremamente problematico se questi mesi si presentassero secchi e caldi.
  • Il motivo risiede nella natura stessa del nostro territorio, dove l’estate è lunga e priva di precipitazioni, rendendo vitale l’accumulo di scorte idriche durante i mesi freddi.
  • Tuttavia, il vero nodo della questione risiede nella modalità con cui l’acqua cade, poiché piove con una violenza spesso ingestibile.

Il responsabile principale di questa trasformazione è un Mar Mediterraneo che si mantiene ostinatamente più caldo rispetto alle medie tipiche di riferimento. Questa anomalia termica, se protratta nel tempo, agisce come un vero e proprio carburante che amplifica la potenza e gli effetti di ogni singola perturbazione che attraversa la nostra Penisola.

 

Il mare come motore termico dell’estremizzazione

Un’atmosfera più calda e un bacino marino con temperature superficiali elevate sono in grado di trattenere una quantità di vapore acqueo e di energia cinetica molto superiore rispetto al passato. Ce lo insegna la termodinamica, una branca della fisica che non ammette smentite. Questo nuovo equilibrio ambientale aumenta la probabilità che, in presenza di configurazioni meteorologiche insidiose, si verifichino precipitazioni torrenziali, eventi concentrati in lassi di tempo brevissimi, raffiche di vento impetuose e accumuli di pioggia talmente elevati da innescare il rischio di frane e smottamenti.

 

Dal ciclone Harry alla siccità estiva, le due facce della stessa medaglia

In questo scenario di estremizzazione, non mancano formazioni cicloniche di rara intensità, come il famigerato Ciclone Harry. Risulta quasi incredibile registrare strutture simili proprio nel cuore dell’inverno, ovvero nel periodo teoricamente più freddo dell’anno. Allo stesso tempo, questo contesto così energetico favorisce anche l’insorgenza di periodi siccitosi più duraturi e severi, accompagnati da temperature che restano spesso sopra la media, accelerando i processi di evapotraspirazione. È un fenomeno che osserviamo con frequenza crescente durante la stagione calda, dove una siccità estiva estrema è molto più probabile oggi rispetto a qualche decennio fa.

 

La fisica dell’atmosfera non mente mai

Il clima che cambia non determina necessariamente la nascita di un singolo evento, ma ne modifica in modo sostanziale la frequenza, la probabilità di accadimento e soprattutto l’intensità distruttiva. Talvolta si tende a minimizzare affermando che certi episodi sono sempre accaduti, ma tale affermazione è corretta solo in parte. È innegabile che il passato abbia conosciuto piogge intense o periodi secchi, ma oggi le medesime configurazioni bariche producono effetti molto più vasti proprio perché si inseriscono in un sistema globale più caldo e più umido.

Le rilevazioni satellitari e le analisi oceanografiche mostrano in maniera inequivocabile un riscaldamento progressivo del Mar Mediterraneo negli ultimi decenni, come evidenziato dalle mappe delle anomalie termiche fornite dai principali centri di ricerca. Il Ciclone Harry, ad esempio, sarebbe stato difficilmente ipotizzabile in un contesto climatico più freddo e con una temperatura superficiale del mare inferiore a quella attuale. Siamo di fronte a una evidente estremizzazione meteo climatica, un fenomeno che risulta ormai sotto gli occhi di tutti e che richiede una nuova chiave di lettura per interpretare l’inverno in Italia.

 

Credit:

Copernicus Climate Change Service (C3S)

CEAM – Centro de Estudios Ambientales del Mediterráneo

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

 

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Tags: calabria tirrenicacambiamenti climaticiciclone harryeventi estremifisica atmosferainverno 2026mediterraneo caldometeo estremopiogge siciliariscaldamento globale
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Antonio Romano

Antonio Romano

Sono Antonio Romano, fisico dell'atmosfera e dei sistemi climatici. Mi sono laureato in Fisica all'Università di Bologna nel 1993 e ho conseguito il PhD in Physics all'Imperial College London, presso lo Space & Atmospheric Physics Group, tra il 1995 e il 1998 con una borsa di studio NERC. Dal 1999 lavoro nel campo della meteorologia e della climatologia applicata. Il mio lavoro si concentra sull'assimilazione dei dati e sulla verifica delle previsioni d'ensemble, sull'analisi delle serie storiche e sulle tecniche di downscaling, oltre che sull'elaborazione di previsioni meteorologiche a supporto della ricerca scientifica e dei servizi al territorio. Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University, presso l'Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti di ricerca e applicazioni operative. Il mio obiettivo è tradurre il dato scientifico in informazione meteorologica verificabile, utile a chi deve prendere decisioni.

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