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Svolta di Febbraio? Indice AO negativo: crescono le chance di GELO in Italia

Antonio Romano di Antonio Romano
02 Feb 2026 - 15:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’inizio del mese di Febbraio 2026 si sta rivelando uno dei periodi più dinamici e complessi degli ultimi anni sotto il profilo atmosferico. Mentre le perturbazioni atlantiche continuano a flagellare il Mediterraneo con piogge e nevicate alpine, gli esperti rivolgono lo sguardo molto più in alto, verso la Stratosfera, dove le manovre del Vortice Polare stanno per innescare un cambiamento radicale. Il protagonista indiscusso di questa possibile svolta invernale è l’Oscillazione Artica, meglio conosciuta come indice AO, un parametro che misura lo stato di salute della grande trottola gelida che staziona sopra il Polo Nord. Quando questo indice crolla verso valori negativi, come previsto tra il 9 e il 15 Febbraio, le barriere che confinano il gelo artico cedono, aprendo autostrade gelide verso le medie latitudini e, potenzialmente, verso l’Italia.

 

L’indice AO e la traiettoria del gelo polare

Per comprendere l’importanza di questo passaggio, dobbiamo immaginare il Vortice Polare come un contenitore sigillato. In condizioni di indice AO positivo, la pressione al polo è molto bassa, i venti che lo circondano sono fortissimi e il freddo resta intrappolato nelle zone polari. Tuttavia, le proiezioni dei modelli matematici come ECMWF e GFS indicano un imminente rialzo della pressione sopra la calotta artica, che manderà l’indice in territorio negativo. Questo processo causa una vera e propria “falla” nel sistema, il contenitore si rompe e masse d’aria gelida iniziano a scivolare verso sud, invadendo l’Europa Centrale e il bacino del Mar Mediterraneo. Senza questo indebolimento strutturale, le ondate di freddo intenso in Italia sarebbero tecnicamente impossibili.

 

La formazione del blocco atlantico e il moto antizonale

Il crollo dell’indice AO è quasi sempre accompagnato da una manovra atmosferica nota come blocco. In questa configurazione, gli anticicloni che solitamente stazionano alle medie latitudini, come l’Anticiclone delle Azzorre, tendono a spingersi verso nord, posizionandosi tra la Groenlandia, l’Islanda e la Scandinavia. Questo massiccio muro di alta pressione sbarra la strada alle miti correnti dell’Oceano Atlantico, che per settimane hanno dominato il meteo italiano. Di conseguenza, l’aria fredda di origine artico-continentale, non trovando ostacoli, inizia a muoversi con un moto anti-zonale, procedendo da est verso ovest. In questo scenario, venti gelidi come il Buran o il Grecale potrebbero puntare dritti verso la Penisola, portando un tracollo termico verticale.

 

Le possibili conseguenze per la valle padana e i versanti adriatici

Se la tendenza alla negatività dell’indice AO venisse confermata nella sua interezza, la seconda decade di Febbraio potrebbe trasformarsi nel periodo più crudo dell’inverno. Le aree più esposte a questo tipo di irruzioni sono storicamente la Valle Padana e il versante adriatico, dalla Romagna fino alla Puglia. Il gelo, una volta penetrato nel Mediterraneo, tenderebbe a ristagnare nelle pianure del Nord, favorendo temperature di diversi gradi sotto lo zero, specialmente durante le ore notturne. In questa situazione, anche minimi di bassa pressione in transito potrebbero trasformare le precipitazioni in neve fino a quote pianeggianti o addirittura sulle coste, regalando scenari tipici dei grandi inverni del passato.

Il ruolo dello stratwarming e la propagazione verso il basso

Un altro elemento sotto stretta osservazione è il riscaldamento stratosferico, o stratwarming, che agisce come un catalizzatore per il crollo dell’indice AO. Se questo riscaldamento riuscirà a propagarsi efficacemente dalla Stratosfera alla Troposfera, ovvero lo strato dove viviamo, il disturbo al Vortice Polare diventerà irreversibile per diverse settimane. I centri di calcolo come il GFS e ECMWF mostrano segnali di una comunicazione sempre più stretta tra i vari livelli atmosferici. Se questo “ponte” si consoliderà, non parleremo solo di una toccata e fuga del freddo, ma di un cambio di circolazione duraturo che potrebbe influenzare il meteo italiano fino all’inizio di marzo.

 

Credit e fonti autorevoli:

  • CPC NOAA – Climate Prediction Center (Monitoraggio Indici AO/NAO)
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • DWD – Deutscher Wetterdienst (Global Model ICON)
  • Met Office – Global Long-range Forecasts

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: aria articablocco atlanticoburiangelo febbraioindice aometeo Italianeve pianuraprevisioni lungo terminevalle padanavortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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