(TEMPOITALIA.IT) Manca ormai pochissimo a un evento meteorologico che vedrà l’Italia letteralmente spezzata in due tronconi climatici opposti. Se da una parte il freddo e il maltempo di stampo prettamente invernale torneranno a colpire con decisione, dall’altra si faranno strada venti impetuosi e una mitezza che ricorderà molto da vicino la stagione primaverile. Questo scenario è il risultato di un braccio di ferro tra le consuete perturbazioni atlantiche, che continuano a dominare il bacino del Mediterraneo, e le prime vere intrusioni di aria calda subtropicale, le quali rendono l’atmosfera molto più energetica, instabile e incline a manifestazioni meteorologiche violente.
Sbalzi termici clamorosi
In questo avvio di mese, assisteremo a variazioni di temperatura decisamente più marcate rispetto alle scorse settimane. Si tratta di un’evoluzione naturale del ciclo stagionale, poiché è trascorso circa un mese e mezzo dal solstizio invernale e le ore di luce giornaliere stanno aumentando in modo costante. Questa maggiore radiazione solare inizia a scaldare il deserto del Sahara, rendendo le masse d’aria di origine africana sempre più calde. Tra Martedì 3 e Mercoledì 4 Febbraio, un intenso flusso di scirocco risalirà dalla Libia e dalla Tunisia, trascinando una porzione di questo calore sahariano proprio verso la nostra Penisola.
L’italia divisa tra la furia dello scirocco e il ritorno della neve
Le temperature sono destinate a salire ben oltre le medie stagionali a causa di questa vigorosa sciroccata, che è collegata a doppio filo a una profonda depressione atlantica. Tale sistema perturbato causerà un peggioramento delle condizioni atmosferiche piuttosto severo su tutto il Settentrione e lungo il medio-alto Tirreno già dalla giornata di martedì. Tuttavia, il calore africano non riuscirà a conquistare tutto il territorio nazionale, concentrando i suoi effetti solo su determinate aree geografiche.
Le aree geografiche dove si sentirà il soffio mite
Il vento di scirocco non sarà sinonimo di mitezza per tutti. Il rialzo termico sarà invece vertiginoso e quasi eccezionale soprattutto in due zone specifiche:
- Sulle regioni meridionali, che risulteranno le più esposte ai flussi caldi meridionali.
- Sulle Isole Maggiori, ovvero Sicilia e Sardegna, dove i termometri faranno registrare valori diffusamente superiori alla norma del periodo.
Il ritorno della neve in pianura nel nord-ovest
Spostando lo sguardo verso le latitudini settentrionali, il quadro cambia drasticamente. La colonnina di mercurio subirà una flessione decisa, portandosi addirittura sotto le medie stagionali in alcuni settori occidentali. In particolare, il Piemonte e la Valle d’Aosta rimarranno protetti da una sorta di scudo termico. Su questi territori, infatti, il soffio dello scirocco non riuscirà a scalfire il freddo presente nei bassi strati, permettendo all’aria gelida di ristagnare. Questo fenomeno consentirà alla neve di cadere a quote bassissime, raggiungendo le pianure piemontesi tra la notte e la mattinata di martedì.
Un’impennata termica destinata a durare poco
Il contrasto sarà davvero incredibile: neve e gelo sul Nord-Ovest contro temperature oltre i 20°C al Sud sotto raffiche di vento calde. Bisogna però sottolineare che questo tepore anomalo avrà una durata estremamente limitata. Già dalla serata di mercoledì, le temperature inizieranno a crollare anche al Meridione, a causa del passaggio del fronte freddo legato a questo imponente ciclone. Il sistema perturbato attraverserà l’intera Italia, portando con sé nuove piogge abbondanti e il rischio di temporali localmente molto intensi.
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