
(TEMPOITALIA.IT) Le proiezioni meteorologiche per i prossimi dieci giorni delineano uno scenario di estrema complessità, caratterizzato da un vero e proprio duello tra due colossi atmosferici dalle caratteristiche totalmente divergenti. Da una parte troviamo una vasta circolazione ciclonica alimentata dalle correnti dell’Oceano Atlantico, portatrice di una massa gassosa mite, estremamente carica di umidità e piogge.
Dall’altro lato della barricata agisce un nucleo di aria artica, solido e particolarmente secco, che mantiene il suo quartier generale su gran parte dell’Europa Orientale. Questo immenso serbatoio di freddo, pur restando ancorato alle sue sedi naturali, riesce a estendere le proprie propaggini verso l’Europa Centrale, raggiungendo a intervalli regolari la Valle Padana. In questo contesto, la neve riesce a fare la sua comparsa a quote estremamente interessanti, sebbene tali episodi risultino spesso frammentati nel tempo.
Le zone maggiormente colpite dal maltempo e dalle nevicate
Il Settentrione d’Italia si conferma come il principale teatro di accumulo per le correnti più gelide, specialmente nel suo settore occidentale, dove la morfologia del terreno gioca un ruolo fondamentale. Tra il Basso Piemonte e l’entroterra del Ponente Ligure, infatti, i flussi freddi vengono incanalati e compressi, favorendo la formazione di un cuscinetto termico resistente. In queste aree, il ristagno del gelo permette alla Dama Bianca di scendere fin sotto i 500 metri di altitudine, regalando paesaggi imbiancati in diverse occasioni.
Le ultime elaborazioni indicano chiaramente che si creeranno ripetutamente le condizioni perfette per il fenomeno dello scorrimento. L’aria calda e umida, risalendo da sud, galleggerà sopra le sacche fredde rimaste intrappolate a ridosso delle Alpi, in particolare nel Nord-Ovest. Se da un lato questa dinamica garantirà nevicate a bassa quota, dall’altro la potenza del flusso genererà piogge molto intense e temporali che risaliranno dal Mar Tirreno spinti da un forte vento da sud ovest.
Un periodo meteo dinamico e l’avanza dell’aria artica
Dobbiamo quindi prepararci a una fase caratterizzata da precipitazioni di rilievo, capaci di spostarsi con rapidità da occidente verso oriente. Il fenomeno coinvolgerà in modo massiccio il Nord Italia, le Isole Maggiori come Sicilia e Sardegna, e tutto il versante tirrenico della Penisola. L’Arco Alpino vedrà ancora una volta accumuli nevosi molto abbondanti, mentre nelle fasi iniziali di ogni peggioramento la neve cercherà di conquistare le zone pedemontane del Piemonte e della Lombardia.
La domanda che molti si pongono riguarda la durata di questo schema configurativo. Sorprendentemente, non si scorgono segnali di una rottura definitiva. Almeno fino alla giornata di Mercoledì 11 Febbraio, non sembrano esserci i presupposti per un mutamento radicale nel bacino del Mediterraneo. Il corridoio atlantico resterà spalancato, garantendo un continuo ricambio di nubi e fenomeni che manterranno il clima instabile e turbolento su tutta la nostra Nazione. Solo nei giorni successivi, poco prima della metà di Febbraio, i modelli di previsione iniziano a scongere la possibilità che l’aria artico-continentale si spinga non solo verso l’est e il centro Europa, ma anche più a sud fino a lambire l’area mediterranea italiana.
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