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Sembra quasi un paradosso, eppure le proiezioni dei modelli matematici suggeriscono scenari evolutivi che hanno un sapore prettamente invernale. Quei segnali atmosferici che erano stati analizzati in precedenza stanno per concretizzare un vero e proprio ribaltone climatico mensile, una variazione che minaccia di lasciare strascichi prolungati. Questo cambiamento potrebbe dominare buona parte della seconda metà del mese, arrivando forse a lambire le prime battute di Aprile.

 

Il cambio di assetto delle figure bariche sull’Europa

Al di là dei dettagli puramente tecnici, che chiamano ancora in causa le manovre del Vortice Polare, il punto centrale riguarda la nuova disposizione delle strutture di pressione sullo scacchiere del Continente. L’Alta Pressione tenderà a migrare verso Occidente, venendo costretta a elevarsi in direzione nord e nordest a causa di un affondo depressionario situato in prossimità della Penisola Iberica.

Questa spinta verso le alte latitudini troverà una sponda in un’ulteriore cellula anticiclonica in fase di rapido rinforzo sull’Europa Settentrionale, determinando così un blocco delle correnti zonali. In termini semplici, questo significa che le correnti oceaniche, solitamente miti, non avranno modo di penetrare nel Mediterraneo come è successo per quasi tutto l’Inverno.

 

L’arrivo delle correnti gelide dai Balcani verso l’Italia

Contemporaneamente a questa chiusura atlantica, assisteremo alla discesa di masse d’aria fredda verso Sudest, che colpiranno inizialmente i Balcani per poi puntare con decisione verso l’Italia. Questa volta, a meno di cambiamenti radicali dell’ultimo momento, le nostre regioni dovrebbero essere pienamente coinvolte nelle dinamiche meteorologiche appena descritte. Ci troveremo quindi nel mezzo di una finestra invernale che, a questo punto della stagione, può essere considerata molto più di un banale colpo di coda stagionale.

 

Possibili nevicate a quote collinari e persistenza del freddo

Mappe alla mano, questa particolare configurazione barica potrebbe insistere per gran parte della seconda metà di Marzo, facilitando l’ingresso di nuovi impulsi d’aria fredda provenienti da Est e, di conseguenza, moltiplicando le occasioni per vedere la neve a bassa quota. Attualmente è possibile ipotizzare che i fiocchi possano scendere fino ai livelli di Collina, mentre appare decisamente più difficile che la neve possa raggiungere la Pianura.

Tuttavia, si tratta di una dinamica coerente con il periodo, dato che siamo a Marzo e non a Gennaio, nonostante l’assetto atmosferico sia tipicamente invernale. Se un evento di questa portata si fosse manifestato un paio di mesi fa, oggi commenteremmo probabilmente quella fase di gelo storico che invece è mancata nel cuore della stagione.

 

Un ritardo stagionale che non deve sorprendere

Siamo certamente in ritardo rispetto alla tabella di marcia consueta, ma questa evoluzione non lascia stupiti. Quando si analizzano meccanismi atmosferici così complessi, le tempistiche non risultano mai del tutto prevedibili, ma ormai il rischio che il mese di Marzo possa realmente recitare la parte di Gennaio è estremamente elevato. Per tale ragione, è consigliabile non riporre ancora il vestiario pesante negli armadi, poiché nel prossimo futuro ne avremo sicuramente bisogno.

Bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti per capire se tutto muterà nel giro di una settimana o se questa linea fredda verrà confermata, ma la certezza attuale è che il freddo tardivo è ormai alle porte dell’Europa e della Penisola.

 

Crediti e fonti autorevoli

 

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