L’ultima settimana di agosto si aprirà con una massa d’aria di matrice sahariana distesa sul Mediterraneo centrale, e le carte delle temperature massime elaborate dai due modelli matematici di riferimento raccontano la stessa vicenda con accenti diversi. Il modello matematico ICON, sviluppato dal servizio meteorologico tedesco, lavora su una griglia molto più fitta rispetto al modello matematico GFS americano: dettaglia meglio le vallate, i fondovalle, le pianure interne, tutti quei luoghi dove il calore ristagna e si accumula. Il secondo copre invece l’intero globo e si spinge molto più avanti nel tempo, pagando però questa estensione con una risoluzione inferiore.
Il culmine dell’ondata di calore tra il 27 e il 29 agosto
Le proiezioni odierne indicano per martedì 25 e mercoledì 26 agosto una fase già rovente ma non ancora estrema, con massime comprese tra 30°C e 33°C sulle pianure del Nord Italia, valori tra 33°C e 37°C sulle regioni del Centro e punte già prossime ai 38°C sul Sud e sulle Isole Maggiori. Da giovedì 27 agosto la struttura anticiclonica si consoliderà e il salto termico diventerà evidente, come già anticipato nell’analisi sulla nuova fortissima ondata di caldo con rischio di record storici.
Il momento peggiore cadrà tra venerdì 28 e sabato 29 agosto. Il modello matematico ICON dipinge sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia massime tra 39°C e 43°C, mentre lungo la dorsale appenninica meridionale, sul Tavoliere e sulle conche interne di Puglia, Basilicata e Calabria i valori oscilleranno tra 38°C e 42°C. Il modello matematico GFS, meno dettagliato ma sostanzialmente allineato, propone gli stessi ordini di grandezza con qualche grado in meno sui minimi locali. Sul Centro Italia, in particolare sul versante adriatico tra Marche meridionali, Abruzzo e Molise, si viaggerà tra 37°C e 40°C. Le pianure settentrionali resteranno ai margini della cupola più incandescente, ma non ne usciranno indenni: tra Emilia-Romagna e basso Veneto si toccheranno punte tra 34°C e 37°C, mentre a Milano e sul Nord-Ovest i termometri si fermeranno più spesso tra 31°C e 34°C.
Perché ICON restituisce una lettura più affidabile di GFS
La differenza tra i due strumenti non è accademica, incide sul modo in cui vanno letti i numeri. ICON possiede una risoluzione orizzontale nettamente superiore e viene impiegato per il breve e brevissimo termine: entro i primi tre o quattro giorni le sue stime risultano più aderenti alla realtà orografica del territorio, distinguendo con maggiore finezza il fondovalle dal crinale, la costa dall’entroterra. GFS, al contrario, arriva ben oltre i dieci giorni, ma la sua maglia più larga tende a smussare i contrasti.
Oltre il quarto o quinto giorno di previsione, dunque, i valori proposti da GFS vanno considerati come linea di tendenza e non come dati puntuali. Non è un difetto del modello matematico, è la fisiologia stessa della previsione numerica: l’incertezza cresce con il tempo di integrazione, e pretendere il grado esatto a nove giorni di distanza sarebbe un esercizio privo di senso. Va detto con chiarezza che anche con ICON si parla di stime, non di misure. Il termometro reale è un’altra cosa.
I picchi locali potranno superare le stime dei modelli
C’è poi un aspetto che ogni previsore conosce bene e che merita di essere sottolineato. Le carte restituiscono un valore medio di cella, calcolato su un’area di alcuni chilometri quadrati; la singola stazione, però, risponde a condizioni locali che nessuna griglia riesce a catturare del tutto. Suolo arido, assenza di ventilazione, effetto di compressione sottovento ai rilievi, isola di calore urbana: sono fattori capaci di aggiungere due o tre gradi al dato modellistico. Nelle conche interne siciliane e sarde, e sulle pianure riparate del Sud, non sarà affatto improbabile andare oltre le stime indicate.
Il lento cedimento nella prima decade di settembre
Dopo domenica 30 agosto l’intensità comincerà ad allentarsi, ma con lentezza esasperante. Tra lunedì 31 agosto e mercoledì 2 settembre le massime scenderanno tra 33°C e 37°C su Palermo, Cagliari e le regioni meridionali, tra 30°C e 34°C sul Centro e attorno ai 27-30°C su Bologna e la Pianura Padana. Un ridimensionamento reale, non una svolta.
Tra giovedì 3 e sabato 5 settembre GFS propone addirittura un temporaneo recupero termico sul Centro-Sud, con ritorno verso i 34-36°C tra Roma, Napoli e Bari. Il segnale più interessante arriverà da domenica 6 settembre: le proiezioni mostrano un progressivo affondo di aria più fresca dall’Atlantico verso l’Europa occidentale, con il Nord Italia che tra lunedì 7 e martedì 8 settembre vedrà massime tra 22°C e 27°C, il Centro tra 25°C e 29°C e il Sud ancora tra 28°C e 32°C.
Trattandosi di scadenze lontane, resta una tendenza da verificare, coerente peraltro con quanto descritto a proposito della furia anticiclonica dal 26 agosto e delle prospettive di un settembre dal sapore ancora estivo.
Un evento tra i maggiori degli ultimi cinquant’anni nel dopo Ferragosto
Per intensità dei valori attesi, estensione geografica e durata complessiva, questa ondata di calore si inquadra tra le maggiori degli ultimi cinquant’anni per il periodo successivo a Ferragosto. Le fiammate di fine estate non sono una novità sulla Penisola, ma quasi sempre si esaurivano in due o tre giornate, spesso limitate alle Isole Maggiori. Qui invece si parla di una fase prolungata, con anomalie termiche a doppia cifra rispetto alle medie del periodo e mari già surriscaldati che impediranno il consueto sfogo notturno del calore accumulato. È un tassello ulteriore di una stagione che, come già osservato in precedenza, rischia di fare scuola.
Credit
- ICON model description – Deutscher Wetterdienst
- Global Forecast System (GFS) – NOAA National Centers for Environmental Information
- Exceptionally hot and dry conditions fuel wildfires in Europe – Copernicus Climate Change Service
- Surface air temperature bulletin – Copernicus