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Arriviamo in Spagna, le notizie che abbiamo letto del caldo estremo estivo sembrano dimenticate, infatti a Madrid, intorno al 10 di settembre, nei locali le persone affollano i dehor posti in esterno, abbandonato l’aria condizionata delle sale interne, le temperature sono in discesa. Il tempo nella Meseta spagnola inizia ad mutevole, e il caldo è diventato piacevole. Ad agosto la stessa scena sarebbe stata quasi impensabile.

 

Un paese quasi il doppio l’Italia, ma meno popolato

La Spagna occupa circa 505.990 chilometri quadrati e quasi tutta la Penisola Iberica, con l’aggiunta delle Isole Baleari, delle Isole Canarie e delle due città africane di Ceuta e Melilla. Il dettaglio che i viaggiatori sottovalutano è l’altimetria: l’altitudine media della Spagna supera i 600 metri, valore secondo in Europa soltanto a quello della Svizzera. La Meseta centrale, dove siedono Madrid, Toledo e Valladolid, è un altopiano che oscilla fra 600 e 800 metri, chiuso a nord dalla Cordigliera Cantabrica, tagliato dal Sistema Centrale e delimitato a est dal Sistema Iberico. In geografia i 600 metri sono il limite in cui la collina diventa montagna. Ma attenzione, in settembre il clima qui è estivo, piacevolissimo, magari a fine mese, alla sera una giacca può far comodo.

Poi ci sono le montagne vere, qui si va verso i Pirenei la cui cime si chiama Aneto con 3.404 metri, la Sierra Nevada in Andalusia (nel sud) arriva ai 3.479 metri del Mulhacén, che è la cima più alta della Spagna peninsulare e sta a poco più di trenta chilometri dal mare. Un turista che parte da Granada alle sette del mattino può fare colazione a 700 metri, camminare a 2.500 metri e cenare in spiaggia a Motril. Tra il primo caffè e l’ultimo bicchiere ci possono essere 20 gradi di differenza. Lo sapevate questo?

 

Il clima di settembre secondo i numeri ufficiali

L’Agencia Estatal de Meteorología (AEMET) è l’ente di riferimento, e i suoi bilanci mensili raccontano un mese dal tempo instabile, anche se è divenuto in questi anni estivo ancor più che in Italia, e attenzione, nel sud si possono toccare ancora i 40°C in varie giornate, come a Siviglia. Nel settembre 2025 la temperatura media sulla Spagna peninsulare è stata di 19,7°C, superiore di 0,6°C alla media del periodo 1991-2020, con precipitazioni ferme al 57 per cento del valore normale e piogge torrenziali a fine mese su alcuni settori mediterranei e sulle Isole Baleari.

Nella maggior parte dell’Andalusia e in aree di Castiglia-La Mancia, Comunità Valenciana e Murcia i termometri hanno viaggiato attorno ai 2°C sopra la norma. A Cordova e all’aeroporto di Granada si sono toccati 39,1°C rispettivamente il 18 e il 17, mentre a Jerez de la Frontera il 12 si sono misurati 39,0°C. Non è un mese fresco, è un mese che smette di essere insopportabile con il cambiamento del clima, e si, questo elemento va ormai considerato in ogni viaggio perché crea mutevolezza.

Settembre 2024 chiuse con 18,6°C di media, 0,6°C sotto la norma, risultando il più fresco dal 2015, con piogge superiori alla media soprattutto nella metà nord della penisola. Due anni consecutivi, due mesi agli opposti: chi prenota a settembre compra un biglietto della lotteria con probabilità favorevoli, comunque. Ma questo avviene un po’ ovunque, però a mio avviso, però, settembre resta il mese ideale per visitare tutta la Spagna. Per le Canarie, beh, potete scegliere qualsiasi mese dell’anno, io preferisco anche l’inverno, vista la mitezza di cui godono, ma anche l’estate, non di certo rovente come ormai è diventata questa stagione a Milano o Roma, qui in Italia, o nelle coste del Mediterraneo.

Le medie climatiche indicate da AEMET 1981-2010 per Valencia indicano a settembre una media di 23,5°C, massime medie di 27,9°C, minime di 19,1°C, umidità relativa al 67 per cento e 234 ore di sole. La cifra che conta però è un’altra: 70 millimetri di pioggia contro i 20 di agosto e gli 8 di luglio. In trenta giorni la pioggia si moltiplica per tre e mezzo rispetto al mese precedente, concentrata in appena cinque giornate e in 2,8 giornate di temporale. Piove poco spesso, e quando piove viene giù con rovesci di breve durata refrigeranti. Questo rende la vacanza da relax anche da queste parti.

Nell’entroterra il discorso si ribalta: nnlla Comunità di Madrid, secondo AEMET del settembre 2025, la media mensile è stata di 20,1°C con massime medie di 27,5°C e minime di 12,7°C: dodici gradi di escursione fra le due e le sette del mattino, che è esattamente il motivo per cui i visitatori della capitale escono in maglietta e rientrano infreddoliti. Ma qui andiamo sui 600 metri di quota, e specie fine mese si raffredda molto.

 

Quando l’est finisce sott’acqua

Il rischio di incappare in piogge torrenziali ha un nome che è un acronimo, si chiama DANA, Depresión Aislada en Niveles Altos, quella che in italiano si chiama goccia fredda. Un nucleo di aria fredda si stacca dal flusso principale, resta fermo sopra la penisola e pesca umidità da un mare che a fine estate è una caldaia che produce vapore acqueo. Il risultato sono  fasi di pioggia che però non durano mezz’ora, ma anche giornate intere, e che possono sfociare anche – occasionalmente – in alluvioni lampo.

Il 29 ottobre 2024 a Chiva, trenta chilometri da Valencia, caddero 435,8 millimetri in sei ore, di cui 343 in quattro. La stazione ufficiale di Turís registrò 771,8 millimetri in sedici ore e il record orario spagnolo di 184,6 millimetri. L’evento atmosferico improvviso, senza sufficiente avviso alla popolazione, causò 230 vittime.

Lo studio di attribuzione pubblicato su Nature Communications stima che le condizioni climatiche attuali abbiano prodotto un aumento del 20% per grado nell’intensità della pioggia oraria, oltre lo scaling di Clausius-Clapeyron, e un ampliamento del 55% dell’area colpita da accumuli superiori a 180 millimetri. Episodi analoghi si sono presentati in pieno settembre: nel 2019 le giornate dell’11 e del 12 scaricarono quantitativi eccezionali sul quadrante sud-est, fra Murcia, Alicante, Albacete e Jaén, secondo il bilancio AEMET di quel mese.

Il combustibile è nell’acqua. Il 5 agosto 2026 la boa di Sa Dragonera, al largo di Maiorca, ha misurato 33,02°C, e il 14 agosto la media dell’intero bacino ha toccato 28,6°C, come documentato nell’analisi sul Mediterraneo bollente. Il mare non si raffredda in fretta: il calore resta disponibile per l’atmosfera fino a tutto ottobre.

Cosa consiglio per chi viaggia. Scaricare l’app di AEMET prima di partire, controllare ogni mattina gli avvisi per la comunità autonoma in cui ci si trova, e prendere sul serio il codice arancione. Significa non parcheggiare mai dentro un barranco, che d’estate sembra una strada sterrata e in due ore diventa un fiume. Significa evitare i sottopassi e le strade di fondovalle quando il cielo si chiude a est. Le allerte meteo spagnole, come quelle descritte negli avvisi AEMET per piogge torrenziali, si misurano in litri per metro quadrato (equivalenti ai nostri millimetri) in un’ora: sopra i 40 in sessanta minuti si sta in albergo.

 

Città per città, cosa aspettarsi

Siviglia e Cordova nella prima decade restano il forno che erano: pomeriggi vicini ai 36-38°C, città praticabile solo prima delle undici e dopo le otto di sera. Nell’ultima settimana la situazione si ammorbidisce, e l’Alcázar alle nove del mattino è un’altra esperienza rispetto ad agosto.

Barcellona e la costa catalana offrono acqua sopra i 24°C di media (attualmente siamo sui 30°C) e spiagge che si svuotano dopo il 15. In compenso è il tratto costiero più esposto ai temporali di fine mese.

Bilbao e San Sebastián vivono un altro clima: oceanico, con il sirimiri che bagna senza avvisare e massime raramente sopra i 25°C. Il festival del cinema Donostiarra riempie la città nella seconda metà del mese, e i prezzi aumentano.

Santiago de Compostela accoglie i pellegrini nel periodo migliore dell’anno: strada asciutta nella prima parte, umidità in aumento dopo il 20.

Palma de Maiorca e Alicante conservano bagni comodi fino a ottobre.

Saragozza, nella valle dell’Ebro, resta il posto dove il cierzo, il vento da nord-ovest, può abbassare la percezione termica di cinque gradi in mezz’ora.

 

Valigia e orari

Due strati e impermeabile leggero, non una giacca pesante. Scarpe chiuse per la Meseta dopo il tramonto. Prenotare i ristoranti per le nove di sera, non per le sette: prima di quell’ora, in mezza Spagna, le cucine sono chiuse e i camerieri servono soltanto birra.

 

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