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Brusco ritorno di pioggia e neve! Il meteo di Marzo ha deciso cosa fare

Antonio Romano di Antonio Romano
07 Mar 2026 - 12:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Le attuali condizioni atmosferiche mostrano un’anomalia termica significativa per l’inizio di Marzo, con temperature che risultano decisamente superiori alle medie stagionali. Un’analisi delle temperature percepite durante le ore centrali della giornata evidenzia un clima più affine a quello di Aprile inoltrato, un tepore inusuale che influenza i cicli naturali e altera la percezione stagionale. Estendendo l’osservazione oltre i confini nazionali, la particolarità del quadro meteorologico appare evidente, quasi l’intera Europa si trova infatti all’interno di una vasta bolla di calore anomalo, con l’eccezione parziale della Spagna, mentre il freddo tipicamente invernale è stato confinato verso i settori orientali del continente.

Ci troviamo attualmente dinanzi a un imponente Anticiclone di blocco, una vasta area di alta pressione sostenuta da un nucleo caldo in quota, che si protrae dal Mediterraneo fino a raggiungere il Mare del Nord e le regioni meridionali della Scandinavia. I rilievi termici evidenziano valori che, in epoche passate, sarebbero stati considerati eccezionali per questo periodo, basti pensare che la scorsa settimana, in Francia, sono stati rilevati picchi prossimi ai 30°C in prossimità dei Pirenei. Questo baluardo stabilizzante funge da scudo, obbligando le perturbazioni di origine atlantica a deviare verso latitudini molto elevate, impedendo così l’ingresso di piogge organizzate sulla nostra Penisola. Sebbene un debole vortice ciclonico stia tentando di avanzare dalla Penisola Iberica verso i bacini italiani, la solidità della struttura anticiclonica sembra in grado di neutralizzare l’iniziativa senza particolari difficoltà.

 

Imminente cedimento dell’Anticiclone

Nonostante l’attuale dominio del bel tempo, le ultime proiezioni dei modelli matematici suggeriscono un crescente fermento nei livelli più alti della troposfera. Il Vortice Polare, la vasta circolazione di aria gelida stazionata sopra le regioni artiche, mostra chiari segnali di un logoramento strutturale che potrebbe avere ripercussioni significative nel prossimo futuro. Si prevede un graduale decadimento dell’anticiclone, processo che aprirà il varco a correnti più instabili e cariche di umidità provenienti dal Nord Atlantico. Questo mutamento, inizialmente progressivo, potrebbe culminare in un ritorno delle perturbazioni strutturate e di minimi di bassa pressione a partire dalle giornate del 16 e 17 marzo.

 

Il crollo termico e la ripresa delle precipitazioni intense

Il punto di svolta temporale sembra collocarsi intorno alla metà del mese, quando masse d’aria fredda di matrice polare marittima potrebbero irrompere sui bacini del Mediterraneo attraverso diverse pulsazioni. L’impatto di tali correnti risulterà con ogni probabilità molto marcato, poiché l’aria mite preesistente verrà scalzata bruscamente dai flussi più freddi e pesanti in discesa dal nord. Questo contrasto termico innescherà una fase di accentuata instabilità, caratterizzata da rovesci diffusi, raffiche di vento sostenute e temporali localmente intensi. Le temperature subiranno una diminuzione drastica, con cali che potrebbero raggiungere i 10°C o 15°C in un lasso di tempo molto breve, manifestando quegli sbalzi tipici della fase iniziale della Primavera.

Anche la Neve dovrebbe fare la sua ricomparsa su quote significative. Le precipitazioni nevose torneranno a interessare in modo copioso le vette delle Alpi, fornendo un apporto essenziale dopo un periodo di scarsità. Con una probabilità statistica elevata, i fenomeni coinvolgeranno anche la dorsale dell’Appennino, con la possibilità di spingersi verso quote collinari qualora l’afflusso di aria fredda risultasse particolarmente intenso. Tuttavia, l’eventualità di freddo tardivo desta preoccupazione per il Settore Agricolo, a causa del rischio concreto di gelate che potrebbero danneggiare le colture già in fase di risveglio vegetativo. L’attuale palcoscenico meteorologico suggerisce dunque prudenza, poiché la stagione primaverile dovrà ancora affrontare fasi di marcata turbolenza.

 

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • NASA – Global Climate Change Reports
  • EUMETSAT – European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites
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Tags: agricoltura gelatecrollo termicoinstabilità atmosfericameteo marzoneve montagnaperturbazioni atlanticheprevisioni meteorologicheritorno pioggiasbalzi termicivortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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