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Home A La notizia del Giorno

Il Vortice Polare si spezza, la Primavera impazzisce? Falsi miti e realtà

Antonio Romano di Antonio Romano
23 Mar 2026 - 17:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Tornano freddo e nevicate

(TEMPOITALIA.IT) Si discute con molta insistenza del freddo, si ipotizzano probabili nevicate a bassa quota, si analizza con estrema attenzione la prossima irruzione artica. Chiaramente queste proiezioni necessitano di conferme definitive, ma considerando che da diversi giorni i principali modelli matematici prospettano una consistente ondata di gelo verso la fine della prossima settimana, dobbiamo necessariamente prenderla in seria considerazione. Esiste infatti la possibilità concreta di assistere a precipitazioni nevose fino a quote collinari, ma dato che la massa d’aria in arrivo dal Polo Nord possiede un potenziale notevole, in presenza di fenomeni particolarmente intensi non si possono escludere colpi di scena eccezionali. Questi rimangono dettagli previsionali da approfondire nei prossimi giorni, poiché al momento preferiamo concentrarci sulla tendenza evolutiva e sulle dinamiche della pressione atmosferica tra Europa e Italia.

 

Split del Vortice Polare e sue conseguenze

Questa imminente ondata di gelo sarà innescata da quel vero e proprio terremoto barico descritto più volte, ovvero lo split del vortice polare. Si tratta di un evento avvenuto in ritardo rispetto alla norma, non nel cuore della stagione fredda come molti avrebbero sperato, ma al di là del fattore temporale, su cui non abbiamo alcun potere, ciò che conta è spiegarne le ripercussioni sul clima del Mediterraneo. Gli effetti sono già chiaramente visibili, d’altronde l’ondata fredda giunta da est negli ultimi giorni rappresenta la prova evidente che lo split ha rimescolato profondamente le carte in tavola. Se si fosse trattato di un episodio isolato, sarebbe lecito parlare di un semplice colpo di coda invernale, ma in realtà siamo di fronte a modifiche della circolazione atmosferica molto più profonde e strutturali che interessano l’intero Continente.

 

Il falso mito della stabilità primaverile

Tali mutamenti potrebbero durare a lungo, condizionando pesantemente il mese di Aprile o almeno una sua parte significativa. La festività di Pasqua, come abbiamo ribadito, resta a forte rischio freddo, e l’irruzione artica della prossima settimana minaccia seriamente di lasciare strascichi importanti sul calendario. Molte persone si chiedono per quale motivo la Primavera sembri essersi inceppata, ma in realtà non vi è alcun blocco anomalo, dato che siamo ancora in Marzo e l’inverno astronomico si è concluso soltanto da pochi giorni. L’errore più frequente consiste nel considerare il mese corrente come un periodo tipicamente dominato dalla stabilità, ma le statistiche climatiche della Italia smentiscono categoricamente questa idea, e quest’anno lo stiamo verificando direttamente.

Possono certamente capitare annate con un mese di Marzo soleggiato, con giornate estremamente miti o addirittura calde, ma queste dovrebbero rappresentare l’eccezione e non la consuetudine. La norma dovrebbe essere la variabilità atmosferica, quella di un periodo notoriamente pazzerello, capace di mostrare sprazzi stagionali ma anche di ricordarci che il gelo è terminato da pochissimo. Non vi è nulla di anormale, sebbene se le temperature risulteranno inferiori alle medie si parlerà di anomalia o di tempo strano, mentre si tratterà semplicemente del classico volto di Marzo al quale forse non eravamo più abituati. Le correnti provenienti dalla Scandinavia e dalla Russia sono attori protagonisti di questo periodo, e la loro assenza negli anni passati ci ha forse illusi che il caldo fosse la regola.

 

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • Met Office United Kingdom
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Tags: aria polarebassa pressioneclima Italiafreddo articogelo tardivometeo marzoneve collinapioggia neveprevisioni pasquavortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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