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Maggio 2026, occhio ai fenomeni meteo estremi: cosa succede dopo Aprile

Antonio Romano di Antonio Romano
29 Mar 2026 - 16:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Il caldo, se arriva, non sarà una pacchia

(TEMPOITALIA.IT) È vero, stiamo ragionando sul possibile ritorno del bel tempo, ma diciamolo subito: al momento non c’è nulla che possa far presagire un consolidamento solido dell’Alta Pressione. Tanto meno l’arrivo di un caldo precoce e duraturo, che pure in molti vorrebbero. Come abbiamo già avuto modo di precisare nei giorni scorsi, anche qualora le temperature dovessero salire in modo deciso si tratterebbe molto probabilmente di fiammate estemporanee, intense ma di breve durata. Un quadro meteo climatico estremamente dinamico e volubile, tipicamente primaverile insomma.

La ragione sta nella natura stessa della rimonta anticiclonica attesa: certamente di matrice africana, ma plausibilmente poco strutturata. Una cupola termica, un cupolone come si dice in gergo, che porterebbe con sé un eccesso di energia potenzialmente pericoloso. Pericoloso perché l’aria fredda che continua ad affluire in varie zone d’Europa, Italia compresa, rappresenta una miccia pronta a far saltare il banco non appena le condizioni si fanno favorevoli.

 

La fisica dei temporali estremi: quando il caldo incontra il freddo

Il meccanismo è quello classico dei forti contrasti termici primaverili, ma con un’intensità fuori dalla norma. L’aria calda africana, essendo più leggera, si insinua in quota al di sopra di quella fredda che staziona nei bassi strati, ben più pesante e densa. L’instabilità che ne deriva è esplosiva: gli inevitabili contrasti termici innescano moti convettivi violenti, quelli che stanno alla base dello sviluppo di imponenti nubi temporalesche. Il peggioramento meteo, in questi casi, arriva veloce e senza troppi preavvisi.

 

Maggio turbolento: i modelli non rassicurano

Qualche modello previsionale ipotizza già un Maggio particolarmente agitato, e non è difficile capirne il motivo: lo sconquasso atmosferico che nelle ultime settimane ha segnato il meteo climatico europeo lascia strascichi profondi. La circolazione rimane nervosa, le masse d’aria in gioco sono eterogenee e i gradienti termici restano elevati anche quando in superficie sembra tornare la calma.

Occhio quindi, perché a Maggio il rischio nubifragi potrebbe crescere a dismisura, e con esso la probabilità di fenomeni violenti quali grandinate di grandi dimensioni, raffiche di vento intense e temporali autorigeneranti. L’ultimo mese realmente primaverile, quello che dovrebbe traghettarci verso l’estate con dolcezza, non comincerebbe sotto i migliori auspici.

 

Una tendenza da monitorare, non da ignorare

Chiaro, si tratta di un’analisi a lunghissimo termine, sostanzialmente stagionale, e in quanto tale soggetta a revisioni continue. Potrebbe cambiare da un aggiornamento all’altro. Ma sono ormai diversi giorni che i centri di calcolo internazionali convergono su questa soluzione, e ignorarla sarebbe un errore. Meglio tenerla presente, con il giusto peso specifico, e aggiornarsi man mano che le proiezioni si affineranno.

  (TEMPOITALIA.IT)

Credit

  • ECMWF
  • NOAA
  • Met Office
  • Météo-France
  • DWD
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Tags: alta pressioneanticiclone pasquacontrasti termicifenomeni estremi maggiogita fuori portagrandinate maggioinstabilità convettivameteo maggio 2026meteo Pasquettanubifragi primaveraprimavera 2026sole pasquatemperature apriletemporali primaverili
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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